Saline Ioniche, il waterfront mancato: “solo asfalto, degrado e promesse tradite”

Dall’Associazione Turistica Pescatori Calabresi la denuncia sul lungomare Piromallo: lavori conclusi nel 2024, ma restano allagamenti, degrado, viabilità nel caos, barriere all’accessibilità e nodi amministrativi irrisolti

“Saline Ioniche si prepara all’estate, anzi l’estate ormai è praticamente iniziata, ma il “waterfront” annunciato come simbolo di rilancio resta un termine senza contenuto. L’intervento presentato dall’amministrazione comunale di Montebello Ionico come una trasformazione urbana si è rivelato un semplice strato d’asfalto: nessuna riqualificazione, nessuna messa in sicurezza, nessun reale miglioramento per il territorio. L’opera originaria aveva un obiettivo preciso: ridurre il rischio idraulico del lungomare Piromallo, soprattutto nella zona fragile delle Pantanelle. Con le delibere del 2020 (n. 92/2020 e n. 98/2020), l’amministrazione Foti ha però scelto di dirottare parte dei fondi per destinarli all’asfalto del viale dei Gelsomini. Una scelta che ha modificato la destinazione delle risorse senza produrre alcun beneficio concreto”. E’ quanto inviato dell’Associazione Turistica Pescatori Calabresi sulla situazione di estremo disagio che si vive a Saline Ioniche, nel Comune di Montebello Ionico, con ricadute negative per i residenti e per le attività del territorio.

“Dicembre 2024: lavori conclusi, disagi identici

I lavori sono stati chiusi nel dicembre 2024. Ma alla prima mareggiata, il lungomare Piromallo si è allagato come sempre. Nessun miglioramento, nessuna protezione aggiuntiva. Sul viale dei Gelsomini, l’asfalto è arrivato, ma tutto il resto è rimasto fermo. I grovigli di fili elettrici e telefonici continuano a penzolare sulle strade come ragnatele di un vecchio film horror, quando l’intervento avrebbe potuto – e dovuto – prevederne l’interramento. Gli accessi privati invadono la carreggiata con scivoli che avanzano per metri. E poi ci sono loro: le alte palme. Quelle che dovrebbero impreziosire il paesaggio, regalare un tocco esotico, incorniciare il viale come in una cartolina mediterranea. Invece sono diventate monumenti al disinteresse. Non vengono potate forse da un ventennio e oggi, sia quelle pubbliche che quelle nei giardini privati, sono ricoperte da un seccume che le fa sembrare scheletri vegetali. Durante le giornate di vento estivo, le foglie secche si staccano e volano come vere e proprie armi aeree, costringendo i residenti a scansarle. E le anomalie catastali non sono state risolte: il viale e le sue traverse risultano ancora intestati a privati, pur essendo urbanizzati e illuminati”.

“Viabilità nel caos: cartelli scaduti e soluzioni mai realizzate

Il viale dei Gelsomini resta una strada senza sbocco e a doppio senso, con traffico estivo ingestibile e parcheggi selvaggi. La cartellonistica parla da sola: i divieti di sosta riportano ancora la scadenza del 2021. Eppure una soluzione c’era: un sottopasso in fondo al viale, che avrebbe permesso di istituire un senso unico e risolvere definitivamente la congestione. Ma non è stato fatto neppure in occasione dei lavori del cpsiddetto waterfront dell’amministrazione Foti”.

“La traversa “fantasma” e le asfaltature selettive

Una sola traversa compresa nell’area di intervento non è stata asfaltata. I residenti chiedono spiegazioni. La ex sindaca Foti non ha mai risposto. E il dettaglio non sfugge a nessuno: quella traversa porta anche alla villetta dell’ex sindaco. Nel frattempo sembra siano stati asfaltati tratti di strada davanti a case private fuori dal perimetro dell’appalto. Via delle Rose avrebbe dovuto rappresentare il principale accesso al mare, secondo le intenzioni dei progettisti. Per questo è l’unica strada in cui sono stati realizzati i marciapiedi. Ma il risultato è paradossale: gli alberi preesistenti non sono stati rimossi né riposizionati, e oggi costituiscono veri e propri ostacoli che rendono impossibile percorrere il marciapiede. Un intervento nato per migliorare la fruibilità si è trasformato in un impedimento”.

“Superato il sottopasso ferroviario, il degrado è immediato. Accanto alla cabina elettrica si presenta una prima discarica a cielo aperto, segnale evidente di incuria e assenza di controllo. Proseguendo verso il mare, la situazione peggiora: l’area si trasforma in un retrobottega a cielo aperto del resort Le Saline. Mobili accatastati, attrezzature abbandonate, rifiuti sparsi, cattivi odori e cumuli di sabbia movimentata con mezzi meccanici costringono residenti e turisti a una vera e propria gincana per raggiungere la spiaggia. Una struttura ricettiva che potrebbe essere un valore aggiunto per il territorio finisce così per deturparlo, in un quadro di dilettantismo, sciatteria e totale mancanza di vigilanza che riflette l’approccio dell’amministrazione comunale”.

“La pedana per disabili, priva di uno stallo dedicato, resta un simbolo di accessibilità solo sulla carta. Accanto, un terreno abbandonato da oltre quarant’anni – regolarmente accatastato ma di proprietà giuridica incerta – è diventato un concentrato di sterpaglie, rifiuti e rischio incendi. Un’area che potrebbe essere parcheggio, verde pubblico, spazio sociale o semplicemente mantenuta pulita si trasforma invece nell’ennesima occasione mancata per Saline Ioniche”.

“Economie di ribasso: sparite nel nulla

Le economie del ribasso d’asta non sono state utilizzate. A un anno e mezzo dalla chiusura dei lavori, nessun intervento aggiuntivo è stato realizzato. A Saline Ioniche l’orientamento è diventato un’impresa. Gli odonimi approvati dalla giunta comunale nel 2011 e omologati dalla Prefettura nel 2013 non sono mai stati inseriti nell’ANNCSU dalle amministrazioni successive: esistono solo sulla cartellonistica stradale, ma non nei registri ufficiali. Il risultato è paradossale: nessun numero civico assegnato, nessuna corrispondenza tra mappe e realtà, nessuna certezza per chi deve raggiungere un’abitazione o un’attività”.

“Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: corrieri che rinunciano alle consegne, navigatori che non riconoscono le strade, residenti costretti a dare indicazioni “alla vecchia maniera”, come se fossimo tornati indietro di decenni. Un disservizio che penalizza cittadini, attività economiche e turismo, e che poteva essere evitato con un semplice atto amministrativo rimasto inspiegabilmente in sospeso.

Piano spiagge: un paradosso amministrativo

Il 30 aprile 2026 la giunta Foti ha avviato le procedure per le concessioni demaniali, confermando la zonizzazione del 2025 “nelle more della definitiva approvazione del nuovo Piano Comunale delle Spiagge”. Eppure, nella relazione di fine mandato, la stessa sindaca sostiene che il piano sarebbe stato approvato. In realtà, con la delibera n. 11 del 24 aprile 2026, la Giunta ha approvato solo una proposta preliminare. Senza un piano valido, si potranno rilasciare solo concessioni stagionali: niente investimenti pluriennali, niente sviluppo turistico. Resta una domanda: perché avviare la redazione del piano solo il 1° febbraio 2024, quattro anni dopo l’insediamento?. Il “waterfront” di Saline Ioniche doveva essere un simbolo di rinascita. Oggi è il simbolo opposto: un’opera incompleta, un’occasione mancata, un territorio che merita molto di più”.