Reggio Calabria ricorda don Italo Calabrò con la Marcia della pace

Il 17 giugno, nel trentaseiesimo anniversario della morte del Servo di Dio, il cammino partirà dal CE.RE.SO. di Gallico Superiore e si concluderà con l’intervento di don Luigi Ciotti.

Nella ricorrenza del trentaseiesimo anniversario della morte del Servo di Dio Sacerdote Italo Calabrò, la diocesi di Reggio Calabria – Bova, la Caritas Diocesana, la parrocchia di San Giovanni di Sambatello, l’associazione Piccola Opera Papa Giovanni e il Centro Comunitario Agape hanno organizzato la Marcia della pace “Beati gli operatori di pace”. L’iniziativa, di grande attualità, pienamente condivisa e promossa dalla zona pastorale di Gallico Catona, si svolgerà il prossimo 17 giugno con partenza alle 18 dalla comunità del CE.RE.SO. di Gallico Superiore e sarà introdotta dal vescovo Fortunato Morrone.

Dopo l’introduzione del vescovo Morrone, seguirà la testimonianza di Luciano Squillaci. La seconda tappa sarà al bivio Mottarossa, con la testimonianza di Mimmo Nasone. Al cimitero di San Giovanni, dove riposa il corpo di don Calabrò, è prevista la riflessione di don Matteo De Pietro. La quarta tappa sarà nella piazza di San Giovanni e si proseguirà fino alla piazza Chiesa, dove ci sarà l’intervento conclusivo di don Luigi Ciotti.

Un messaggio contro la cultura della potenza

La marcia sarà un’occasione per crescere nella consapevolezza che, come richiamava papa Francesco, “la pace è innanzitutto un atteggiamento del cuore, nasce dalla giustizia, cresce nella fraternità, vive di gratuità. Spinge a servire la verità”. Una verità inquietante, ma che non deve essere taciuta, se si considera che nel 2025 le nove potenze nucleari hanno speso 119 miliardi di dollari per mantenere e modernizzare i propri arsenali atomici: 3768 dollari al secondo, il 19% in più rispetto allo scorso anno secondo il rapporto di ICAN, International Coalition Abolish Nuclear.

Mentre milioni di persone non hanno accesso a cure, istruzione, acqua e cibo, somme gigantesche vengono destinate a strumenti capaci di distruggere l’umanità. Contro quella che Papa Leone definisce “cultura della potenza”, i partecipanti si ritroveranno per rilanciare la cultura della pace e del dialogo, che nasce innanzitutto dalle scelte di vita non violente e aperte al perdono. Il cammino attraverserà la periferia a sud di Reggio Calabria per far riecheggiare in quella valle le parole e la testimonianza di don Italo Calabrò, che ancora oggi incoraggia a impegnarsi, con speranza operosa e fiduciosa, affinché nel mondo intero fiorisca la pace.

marcia della pace