Una situazione definita di “estrema sofferenza organizzativa e strutturale” viene denunciata al Pronto Soccorso del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria da Cisl Fp e Nursind. A sollevare il caso sono Vincenzo Serra della Cisl Fp e Vincenzo Marrari del Nursind, che hanno scritto al Commissario Straordinario del G.O.M. per chiedere un intervento urgente. Nel documento indirizzato ai vertici aziendali, le sigle sindacali pongono pubblicamente l’attenzione sulla condizione del Pronto Soccorso del GOM, ritenuta non più sostenibile sotto il profilo organizzativo, strutturale e assistenziale.
La lettera integrale ai vertici del Gom di Reggio Calabria
“Le scriventi Organizzazioni Sindacali, Nursind e Cisl F.p., intendono porre pubblica attenzione sulla situazione di estrema sofferenza organizzativa e strutturale in cui versa il Pronto Soccorso del Grande Ospedale Metropolitano (GOM) di Reggio Calabria. Quello che dovrebbe rappresentare il pilastro fondamentale della rete di emergenza-urgenza territoriale appare oggi un presidio in costante affanno, dove la carenza strutturale di organico penalizza quotidianamente la qualità dell’assistenza e aggrava intollerabilmente i carichi di lavoro del personale in servizio. L’assenza di un piano straordinario di potenziamento e stabilizzazione del personale medico e del comparto sanità (Infermieri e OSS) sta determinando una pressione insostenibile sugli operatori attualmente in servizio. Tale contingenza, più volte segnalata, rischia di compromettere la tempestività delle valutazioni cliniche e delle prestazioni erogate, non per responsabilità dei lavoratori, che operano in regime di perenne abnegazione, ma a causa di un modello gestionale che non riesce a compensare il deficit di risorse umane.
Si rilevano profonde lacune sotto il profilo logistico e della tutela della privacy degli utenti nella zona di prima accoglienza e Triage. L’attuale configurazione strutturale delle postazioni non garantisce un adeguato isolamento acustico, costringendo l’utenza e gli operatori a comunicazioni verbali ad alto volume che ledono il diritto fondamentale alla riservatezza dei dati sensibili sanitari. Si rende necessario regolamentare in modo stringente i flussi di accesso (compresi i flussi degli operatori di autoambulanza, che necessiterebbero di percorsi dedicati) e introdurre sistemi tecnici idonei quali barriere acustiche o interfoni, oltre a modalità di chiamata digitalizzate o numeriche, al fine di garantire l’ordine, la dignità e il rispetto delle normative vigenti in materia di protezione dei dati personali. La carenza di presidi di base e di mobilizzazione (quali barelle e carrozzine) rappresenta un ulteriore elemento di criticità che incide negativamente sui tempi d’attesa e sul comfort dei pazienti.
A fronte di annunciati investimenti in alta tecnologia, queste Organizzazioni Sindacali rilevano come manchino spesso i presupposti assistenziali minimi e come i progetti di decongestionamento della rete, quale la piena attivazione del Pronto Soccorso presso il presidio “Morelli”, appaiano ancora distanti da una concreta realizzazione a beneficio della comunità. Le disfunzioni organizzative generano un clima di esasperazione sociale che si ripercuote sul personale sanitario, esposto a crescenti rischi di aggressioni fisiche e verbali.
È prioritario che l’Amministrazione intervenga sulle radici organizzative del problema, migliorando la trasparenza e la comunicazione verso l’utenza e i familiari, per disinnescare i conflitti e garantire la massima sicurezza dei lavoratori, fermo restando il doveroso richiamo alla cittadinanza affinché mantenga comportamenti civili e rispettosi del servizio pubblico. Infine, queste Organizzazioni, esprimono profonda preoccupazione per lo stato delle relazioni sindacali all’interno dell’Azienda. Infatti, troppo spesso le dettagliate segnalazioni che oggi balzano tragicamente agli onori della cronaca inviate dalle sigle sindacali non hanno ricevuto il riscontro o l’attivazione dei tavoli di confronto previsti dal sistema partecipativo. Si stigmatizza, con forza, ogni atteggiamento volto a limitare, anche solo indirettamente o verbalmente nei luoghi di lavoro, la libera scelta sindacale dei dipendenti o a generare disparità di trattamento in base all’appartenenza associativa. Addirittura, si è giunti all’inaudita gravità per cui, nei corridoi e nelle stanze del potere aziendale, qualche preposto senza né arte né parte si sia permesso di rivolgersi ai lavoratori con la seguente frase esplicita: “Hai sbagliato sindacato”.Tali condotte violano i principi costituzionali e le norme poste a tutela della libertà sindacale nei luoghi di lavoro.
A tal proposito in data 15 giugno 2026 le scriventi organizzazioni Sindacali hanno chiesto al Management l’attivazione della procedura di Confronto ai sensi dell’art. 6 del CCNL 2022/2024 sui criteri per la mobilità interna volontaria (spesso utilizzata per finalità diverse da quelle organizzative), ritenendo indispensabile che i criteri di priorità̀ vengano codificati in modo chiaro, oggettivo, trasparente e preventivamente condiviso, scongiurando qualsiasi forma di discrezionalità̀ che possa ledere i principi di equità e meritocrazia (soprattutto in assenza di un adeguato management delle professioni sanitarie). Il GOM ha immediato bisogno di risorse stabili, di una riorganizzazione dei flussi, della tutela della privacy dei malati e del pieno e democratico rispetto dei diritti di tutti i lavoratori. Si richiede pertanto la convocazione urgente di un tavolo di confronto con i vertici aziendali e commissariali”.
Carenza di organico e carichi di lavoro al Pronto Soccorso
Il primo nodo evidenziato da Cisl Fp e Nursind riguarda la carenza strutturale di organico. Secondo le organizzazioni sindacali, il personale attualmente in servizio al Pronto Soccorso del GOM di Reggio Calabria opera in una condizione di pressione costante, con carichi di lavoro giudicati non più sostenibili. Il problema riguarda sia il personale medico sia il comparto sanità, con riferimento a infermieri e OSS. Nella lettera viene denunciata l’assenza di un piano straordinario di potenziamento e stabilizzazione, ritenuto necessario per garantire risposte più adeguate all’utenza e condizioni di lavoro compatibili con la complessità del servizio.
Privacy dei pazienti e criticità nella zona Triage
Un altro punto centrale della denuncia riguarda la tutela della privacy nella zona di prima accoglienza e Triage. Le organizzazioni sindacali segnalano lacune logistiche e strutturali che, a loro giudizio, incidono sul diritto alla riservatezza dei pazienti. Secondo quanto riportato nella lettera, l’attuale configurazione delle postazioni non garantirebbe un adeguato isolamento acustico. Questo costringerebbe utenti e operatori a comunicare ad alta voce, con il rischio di esporre informazioni sanitarie sensibili in un contesto non adeguatamente protetto. Per superare questa criticità, Cisl Fp e Nursind chiedono interventi tecnici e organizzativi. Tra le soluzioni indicate figurano barriere acustiche, interfoni e sistemi di chiamata digitalizzati o numerici, insieme a una regolamentazione più stringente dei flussi di accesso.
Flussi di accesso, ambulanze e percorsi dedicati
Il tema dei flussi di accesso viene considerato decisivo per migliorare ordine, sicurezza e funzionalità del Pronto Soccorso. Le sigle sindacali chiedono una gestione più rigorosa degli ingressi, includendo anche i flussi degli operatori di autoambulanza, per i quali viene evidenziata la necessità di percorsi dedicati. La regolamentazione degli accessi, secondo la posizione espressa nella lettera, dovrebbe contribuire non solo a migliorare l’organizzazione interna, ma anche a tutelare la dignità degli utenti e il rispetto delle norme sulla protezione dei dati personali. In una struttura ad alta intensità come il Pronto Soccorso del Grande Ospedale Metropolitano, la gestione dei flussi rappresenta infatti uno degli elementi più delicati: incide sui tempi, sulla sicurezza, sulla percezione del servizio e sulla possibilità per gli operatori di lavorare in condizioni più ordinate.
Barelle, carrozzine e presidi di base: le criticità segnalate
Accanto ai problemi di personale e organizzazione, le organizzazioni sindacali denunciano anche la carenza di presidi di base e di mobilizzazione, come barelle e carrozzine. Una criticità che, secondo quanto riportato, incide negativamente sui tempi d’attesa e sul comfort dei pazienti. Il riferimento assume particolare rilievo perché viene posto in contrasto con gli annunciati investimenti in alta tecnologia. Per Cisl Fp e Nursind, prima ancora degli interventi più avanzati, sarebbe necessario garantire i presupposti assistenziali minimi. La questione dei presidi di base viene così inserita in un ragionamento più ampio sulla qualità dell’assistenza. Per i sindacati, un sistema di emergenza-urgenza efficiente non può prescindere da strumenti essenziali e da una dotazione materiale adeguata alle esigenze quotidiane del servizio.
Pronto Soccorso del Morelli e decongestionamento della rete
Nel documento viene richiamato anche il tema del decongestionamento della rete dell’emergenza-urgenza. In particolare, le organizzazioni sindacali citano la piena attivazione del Pronto Soccorso presso il presidio “Morelli”, che viene indicata come ancora distante da una concreta realizzazione a beneficio della comunità. Il riferimento al presidio “Morelli” si inserisce nella denuncia di una pressione eccessiva sul Pronto Soccorso del GOM di Reggio Calabria. Secondo la lettura dei sindacati, senza un’effettiva riorganizzazione della rete e senza strumenti di alleggerimento dei flussi, il principale presidio ospedaliero continuerà a sopportare un carico difficilmente sostenibile. La piena attivazione del servizio al “Morelli” viene quindi richiamata come uno degli interventi attesi per redistribuire gli accessi e migliorare l’efficienza complessiva dell’assistenza.
Aggressioni al personale sanitario e clima di esasperazione
Le disfunzioni organizzative, secondo Nursind e Cisl Fp, stanno contribuendo a generare un clima di esasperazione sociale che ricade direttamente sul personale sanitario. Nella lettera si parla di rischi crescenti di aggressioni fisiche e verbali nei confronti degli operatori. Il tema della sicurezza dei lavoratori viene collegato alla necessità di intervenire sulle radici organizzative del problema. Per le organizzazioni sindacali, non basta affrontare le conseguenze delle tensioni: occorre migliorare trasparenza, comunicazione verso l’utenza e gestione dei familiari, così da prevenire conflitti e ridurre il rischio di episodi critici. Al tempo stesso, nel documento viene rivolto un richiamo alla cittadinanza affinché mantenga comportamenti civili e rispettosi del servizio pubblico. La sicurezza degli operatori viene quindi presentata come una responsabilità che richiede interventi amministrativi, organizzativi e un atteggiamento corretto da parte degli utenti.
Relazioni sindacali al GOM, la preoccupazione di Cisl Fp e Nursind
L’ultima parte della lettera introduce un ulteriore fronte di criticità: lo stato delle relazioni sindacali all’interno dell’Azienda. Le organizzazioni firmatarie esprimono profonda preoccupazione per il mancato riscontro, o per la mancata attivazione dei tavoli di confronto, rispetto a segnalazioni che sarebbero state già inviate dalle sigle sindacali. Il documento denuncia anche presunti atteggiamenti volti a limitare, direttamente o indirettamente, la libera scelta sindacale dei dipendenti o a generare disparità di trattamento in base all’appartenenza associativa. Particolarmente forte è il passaggio in cui viene riportata la frase attribuita a un preposto nei confronti dei lavoratori: “Hai sbagliato sindacato”. Per Cisl Fp e Nursind, condotte di questo tipo violerebbero i principi costituzionali e le norme a tutela della libertà sindacale nei luoghi di lavoro.
Mobilità interna volontaria e richiesta di confronto
Nel quadro delle relazioni sindacali, le organizzazioni ricordano che in data 15 giugno 2026 hanno chiesto al Management l’attivazione della procedura di confronto ai sensi dell’articolo 6 del CCNL 2022/2024 sui criteri per la mobilità interna volontaria. Il tema viene indicato come particolarmente sensibile perché, secondo quanto affermato nella lettera, la mobilità interna sarebbe spesso utilizzata per finalità diverse da quelle organizzative. Per questo i sindacati ritengono indispensabile che i criteri di priorità vengano codificati in modo chiaro, oggettivo, trasparente e preventivamente condiviso. L’obiettivo dichiarato è evitare qualsiasi forma di discrezionalità che possa ledere i principi di equità e meritocrazia, soprattutto in assenza, come si legge nel documento, di un adeguato management delle professioni sanitarie.
La richiesta finale: un tavolo urgente con i vertici aziendali e commissariali
La lettera si chiude con una richiesta netta: la convocazione urgente di un tavolo di confronto con i vertici aziendali e commissariali. Per Vincenzo Serra e Vincenzo Marrari, il GOM di Reggio Calabria avrebbe bisogno immediato di risorse stabili, di una riorganizzazione dei flussi, della tutela della privacy dei malati e del pieno rispetto dei diritti dei lavoratori. La denuncia delle organizzazioni sindacali mette insieme diversi livelli di criticità: personale insufficiente, carichi di lavoro elevati, privacy non adeguatamente garantita, presidi di base carenti, rischio aggressioni, ritardi nel decongestionamento della rete e difficoltà nelle relazioni sindacali. Il punto politico e amministrativo più urgente resta dunque la necessità di un confronto immediato. Per Cisl Fp e Nursind, solo un intervento strutturale e condiviso può affrontare le criticità del Pronto Soccorso del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, garantendo al tempo stesso qualità dell’assistenza, sicurezza degli operatori, dignità dei pazienti e rispetto dei diritti sindacali.
