Reggio Calabria Capitale delle neuroscienze: oltre 1000 presenze per l’inaugurazione del 65° Congresso Nazionale SNO | FOTO e INTERVISTE

All’Università Mediterranea di Reggio Calabria la cerimonia inaugurale del 65° Congresso Nazionale SNO – Scienze Neurologiche Ospedaliere: in città oltre 1000 professionalità, di tutta Italia, nell'ambito delle neuroscienze

Foto StrettoWeb
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Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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Gli spazi del DiGiES – Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Scienze Umane dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria hanno ospitato, nella serata odierna, la cerimonia d’apertura del 65° Congresso Nazionale SNO – Scienze Neurologiche Ospedaliere che si terrà a Reggio Calabria dal 3 al 6 giugno. Si tratta dell’appuntamento più importante dell’anno per la Società scientifica che riunisce neurologi, neurochirurghi e neuroradiologi ospedalieri italiani. Reggio Calabria diventerà la capitale della neuroscienza con oltre 1.000 partecipanti, 216 speaker già indicati nel programma e più di 50 appuntamenti tra sessioni tematiche, plenarie e corsi specialistici, a letture inaugurali, tavole rotonde e comunicazioni scientifiche.

Alla cerimonia di apertura hanno preso parte il presidente SNO Pasquale PalumboGiusi Princi – Deputato Parlamento Europeo Circoscrizione del Sud Italia; Ernesto Esposito – Direttore Generale della Programmazione Sanitaria Regionale; Tiziana Frittelli – Commissario straordinario del GOM (Grande Ospedale Metropolitano) di Reggio Calabria; Giuseppe Zimbalatti – Rettore Università Mediterranea di Reggio Calabria.

Reggio Calabria capitale delle neuroscienze: i temi al centro del confronto

Tantissimi i temi, che verranno affrontati in questi giorni, riguardanti la neurologia clinica, la neurochirurgia e la neuroradiologia, con un’impostazione fortemente legata alla pratica ospedaliera e alla medicina basata sulle evidenze.

Tra i temi di maggiore interesse anche per il pubblico generalista e per il dibattito sanitario ci sono: l’Alzheimer, l’Intelligenza artificiale nelle neuroscienze, rapporto fra sonno e cervello, la sclerosi multipla nelle donne, l’Ictus ischemico acuto.

Accanto a questi filoni, il Congresso approfondirà numerosi altri ambiti: neuro-oncologia, cefalee, malattie neuromuscolari, epilessia, neuroriabilitazione, neurochirurgia nell’anziano, disturbi neurologici funzionali, malattie rare come Fabry e Pompe, neuropalliazione, urgenze neurologiche e autonomie regionali nell’accesso alle cure.

La cerimonia di apertura del 65° Congresso Nazionale SNO

Ad aprire i lavori l’intervento del dott. Mauro Campello che, esauriti i saluti di rito, ha sottolineato come troppo spesso e in maniera ingiusta, la narrazione che si fa della sanità reggina è negativa e non rende giustizia alle professionalità e alle realtà che operano sul territorio giornalmente, in un contesto difficile, ma tenendo alta l’asticella della qualità.

Il dott. Antonio Armentano ha dichiarato: “sono orgoglioso della scelta di Reggio Calabria come sede, è un riconoscimento alle neuroscienze di Reggio Calabria che lavorano bene e danno risposte congrue. Ringrazio il consiglio direttivo e i co-presidenti. Tratteremo di IA, nuove sfide terapeutiche, cefalea, interventistica. Il programma è ricco e molto bello, credo che sarà soddisfacente per tutti“.

La dott.ssa Vittoria Cianci: “entusiasti della tecnologia ma manteniamo il paziente al centro”

La dott.ssa Vittoria Cianci, Direttore Unità Operativa Complessa di Neurologia e del Centro Regionale Epilessie del GOM, ha dichiarato: “nelle neuroscienze, come nella vita di tutti i giorni, è la diversità che dà forza alla rete. Rete e connessioni saranno il filo conduttore del congresso, un Ponte nelle neuroscienze, neurologia, neuroradiologia e neurochirugia, tre discipline differenti ma che parlano la stessa lingua. Reggio Calabria è sempre stata un luogo di incontro fra popoli, culture ed esperienze. Ci auguriamo che Reggio diventi capitale delle neuroscienze. Oggi le neuroscienze stanno attraversando una fase di grande evoluzione, nuove terapie, sfide diagnostiche sempre nuove, l’ausilio dell’IA. Nonostante siamo entusiasti del progresso, ricordiamo che il paziente e la persona deve essere sempre al centro della nostra professione, non deve passare in seconda linea rispetto all’IA.

Tutti noi costituiamo una rete, una rete per essere valida ha bisogno di nodi di connessione. All’interno della SNO il nostro nodo più prezioso è il dott. Pasquale Palumbo, il presidente, la guida che rappresenta l’impegno costante nel mettere in correlazione vari professionisti, colui che guarda con visione lucida alle neuroscienze del futuro“.

65° Congresso Nazionale SNO, Cianci: "GOM di Reggio attrezzato al meglio per le neuroscienze"

Il presidente SNO Pasquale Palumbo: “questo Congresso riconosce il valore della comunità scientifica reggina”

Il presidente SNO Pasquale Palumbo, in apertura dei lavori, ha dichiarato: “questo congresso si svolge nella mia città di origine, sono orgoglioso di essere qui. Si riconosce il valore di una comunità scientifica viva, competente, che cresce insieme e costruisce il proprio domani. la scelta di Reggio Calabria è significativa perchè la nostra Società Scientifica è presente negli ospedali territoriali. Per questo motivo cerchiamo di valorizzare i territori, anche quelli periferici. Spesso vengono privilegiate le grandi città per i congressi, ma questa scelta vuole rivendicare il ruolo della Società Scientifica di essere nazionale, di creare connessioni, di ridurre distanze e promuovere opportunità.

L’ultimo anno è stato intenso, il mio ruolo di presidente è biennale, sono a metà, posso tracciare il primo bilancio. Abbiamo puntato a rafforzare la struttura associativa, creare occasioni di incontro e di scambio. Il congresso è il clou, ma abbiamo lavorato anche sulla formazione, con un’offerta che fosse la più accessibile possibile. Abbiamo privilegiato incontri in presenza e webinar da remoto, anche contenuti on demand per coinvolgere professionisti di tutto il territorio nazionale. Come diceva la dott.ssa Cianci, fare rete significa connettere. Abbiamo fatto un lavoro aperto verso le Società Scientifiche. Abbiamo lavorato insieme alle società scientifiche e abbiamo avuto un rapporto proficuo con le istituzioni, per esempio, con i nuovi farmaci sull’Alzheimer si apre una nuova fase stimolante e controversa.

Abbiamo investito moltissimo sugli strumenti di comunicazione, interna ed esterna. Momenti come questo, servono anche a rafforzare il senso di appartenenza alla comunità scientifica. Io, pur lavorando da 36 anni in Toscana, non ho mai dimenticato la mia terra, ma per una serie di congiunzioni, in questa fase storica ci sono diversi reggini alla presidenza di diverse società scientifiche, il prof. Zappia, il prof. De Stefano, il prof. Mariani, la dott.ssa Leocani che hanno origini reggine. Mi auguro che queste origini possano dare lustro alla nostra terra, insieme a tutte le competenze territoriali importanti“.

On. Giusi Princi: “Reggio Calabria vuole contribuire, da protagonista, ai processi di innovazione e allo sviluppo del Paese”

Non presente per impegni istituzionali sopraggiunti, l’on. Giusi Princi è intervenuta con un videomessaggio: “è con grande piacere che saluto le autorità presenti e l’intero consiglio direttivo in occasione del 65° Congresso Nazionale SNO. Un ringraziamento particolare va al prof. Campello e Armentano, presidente Palumbo e alla dott.ssa Cianci, punti di riferimento della sanità calabrese e promotori di uno degli appuntamenti più qualificati nel panorama scientifico e internazionale. Saluto che estendo alla dott.ssa Frittelli, commissario straordinario del GOM di Reggio Calabria, realtà di riferimento per l’intero territorio regionale che negli anni ha consolidato il proprio ruolo nell’assistenza, nella cura, ma anche nella formazione e nella valorizzazione delle eccellenze professionali.

Sopraggiunti impegni istituzionali, oggi mi impediscono di essere presente. Ma tengo a essere con voi, seppur a distanza, per condividere un appuntamento strategico per il presente e il futuro della sanità che è quello delle neuroscienze, settore in continua evoluzione che sta aprendo prospettive sempre nuove nella prevenzione e nella diagnosi e nella cura. Colgo, inoltre, l’occasione per dare a tutti voi il benvenuto a Reggio Calabria, una città che guarda al futuro investendo su conoscenza, formazione e valorizzazione del capitale umano.

La scelta di ospitare in Calabria questo congresso rappresenta un motivo di orgoglio per l’intera comunità calabrese e reggina. Ed è il riconoscimento di un territorio che cresce e vuole contribuire, da protagonista, ai processi di innovazione e allo sviluppo del Paese. In questi giorni, Reggio Calabria, diventa un punto di incontro privilegiato per il mondo scientifico, un luogo in cui competenze ed esperienze diverse si mettono in rete raccontando le grandi sfide della medicina contemporanea. Ed è proprio dalla collaborazione tra ricerca, pratica clinica e innovazione che possono nascere risposte sempre più efficaci e vicine ai bisogni delle persone. Per questo rivolgo un plauso ai numerosi professionisti e ricercatori, calabresi e non, presenti che con competenza, dedizione e spirito di servizio costruiscono ogni giorno alla crescita scientifica e sanitaria del nostro territorio. La loro presenza, insieme a quella di altrettanto autorevoli studiosi nazionali e internazionali, conferisce un’ulteriore valore a questo importantissimo momento di confronto.

I temi al centro dei vostri lavori testimoniano quanto le neuroscienze siano oggi una delle frontiere più avanzate della ricerca sanitaria. Penso alle prospettive nella prevenzioni e nel trattamento dell’Alzheimer, o ancora alle opportunità offerte dall’IA nel migliorare diagnosi e percorsi di cura. Sfide che richiedono competenze sempre più avanzate, ma che ci ricordano, al tempo stesso, una verità fondamentale: ogni innovazione acquista valore soltanto quando è realmente al servizio della persona. È una convinzione che porto con me anche nel mio impegno quotidiano qui al Parlamento Europeo dove la tutela della salute, la dignità della persona e il diritto ad accedere a delle cure di qualità rappresentano principi essenziali per costruire un’Europa più vicina ai cittadini e capace di rispondere concretamente ai bisogni della comunità“.

Dott.ssa Frittelli: “sanità reggina di alto livello e con ottime strumentazioni, quando sono arrivata la narrazione era negativa”

La dott.ssa Tiziana Frittelli, Commissario Straordinario del GOM di Reggio Calabria, è stata protagonista di un accorato intervento nel quale ha espresso tutto il suo impegno per la realtà reggina: “non vi nego che i 3 co-direttori del congresso sono persone a me care. Il dott. Campello e Armentano sono miei stretti collaboratori, la dott.ssa Cianci si è sempre distinta alla causa delle neuroscienze, che in primis deve lavorare in maniera trasversale. Ringrazio il presidente Palumbo per aver aperto il 65° Congresso Nazionale a Reggio. Io non sono di Reggio Calabria, sono qui da poco meno di un anno e mezzo, ho lavorato nella mia Regione che è il Lazio, mi sono innamorata di questa città bellissima che ha tante criticità, per il fatto che è una delle Regioni che ha più aree interne, questo centra molto con le neuroscienze, noi siamo hub di un territorio in cui gli spoke sono in difficoltà.

Quando sono arrivata qui, con una narrazione della sanità calabrese che non era delle migliori, sono rimasta stupita, ho trovato un’azienda ricca di competenze e professionalità, con grande voglia di andare avanti, questo mi ha molto incoraggiato. Sia dal punto di vista della neuroradiologia che della neurochirurgia siamo un punto di riferimento, in qualità di hub, di un territorio che ha 520.000 abitanti con difficoltà orografiche di non poco conto. Possiamo essere un campo di sperimentazione avendo ottime tecnologie e le abbiamo perchè sono stata ben supportata dal mio Collegio di direzione. Abbiamo inaugurato la seconda Risonanza 3 Tesla, un angiografo di ultima generazione. Stiamo lavorando sui percorsi organizzativi. Io sono felice che voi siate qui, dobbiamo dare una grande mano a questa Regione che ha voglia di alzare la testa, che ha dimostrato in un ambito molto critico come le liste d’attesa, in cui sappiamo quanta inadeguatezza ci sia, la Calabria ha fatto la sua parte.

Il 29 maggio abbiamo chiuso tutti gli interventi del PNRR con l’acquisto di 50 grandi attrezzature nei tempi stabiliti per il finanziamento. La Calabria sa fare, vuole fare. Un’azienda è grande e potente quando tutte le parti sono forti, bisogna aiutare chi resta indietro. Abbiamo bisogno di invertire la narrazione della sanità calabrese, ce lo possiamo permettere. I dati ci confortano. La presenza di un Congresso Nazionale qui, la presenza di voi che venite da tutte le parti d’Italia, per noi è un grande aiuto. un grande riconoscimento. Il servizio sanitario è in forte crisi per un quadro demografico di un paese che invecchia e che ha una forte denatalità. L’Italia deve andare avanti tutta insieme, fare benchmark, un raccordo di tipo interdisciplinare è davvero vincente. Oggi nessuna disciplina può permettersi di stare dentro uno steccato. Reggio Calabria è una città che può crescere, ha potenzialità, ma ce la può fare se stiamo in un contesto generale che ha come unico fine il miglioramento“.

Prorettore Taccone Università Mediterranea: “cambiamo la narrazione della sanità calabrese”

Antonio Taccone, prorettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, portando i saluti del Rettore Zimbalatti, ha sottolineato: “sono rimasto ad ascoltare tantissime belle parole su questa città e questo sistema sanitario. Mi è piaciuto molto l’intervento sulla narrazione del sistema sanitario calabrese, è vero che è sempre un po’ falsa. Grazie al vostro lavoro, speriamo che questa narrazione possa essere modificata. Siamo noi a dover ringraziare tutti voi, noi non stiamo facendo una connessione, l’Università deve fare proprio questo, non solo come missione istituzionale. Quando si condividono le ricerche, il risultato porta alle ricerche del futuro. In questo momento ci sono tantissime sfide, come i nuovi farmaci dell’Alzheimer, l’IA, sfide che si possono discutere in un’aula come questa. Vogliamo dimostrare il valore sociale della conoscenza, della ricerca avanzata“.

Prof.ssa Nicoletta Anzalone: “umiltà nella professione e lavorare insieme sono la chiave”

In collegamento da remoto, la professoressa Nicoletta Anzalone, responsabile dell’Unità Funzionale di Imaging Avanzato Neurovascolare presso l’Unità Operativa di Neuroradiologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, ha annunciato la sua presenza per la seconda giornata dell’evento, dichiarando: “il tema è molto bello ed evocativo, il ponte fra le neuroscienze, magari la neuroradiologia, noi dialoghiamo con neurologi e neurochirurghi. L’interdisclipinarietà è fondamentale. Per i giovani credo sia un punto di apprendimento fondamentale. Ci vuole anche una certa umiltà nelle nostre professioni, cercare di essere il massimo preparati, preservando anche le nostre singole professionalità. Il successo deriva da questo, dalla profondità del proprio lavoro e dal lavorare insieme“.

Prof. Nicola De Stefano: “SNO e SIN lavorino insieme per lo sviluppo delle neuroscienze”

Il prof. Nicola De Stefano, Presidente eletto della Società Italiana di Neurologia (SIN), ha dichiarato: “faccio parte del gruppo dei reggini, torno sempre volentieri e con grande emozione a Reggio Calabria. Con il prof. Palumbo ci conosciamo da molto tempo, siamo due reggini che lavorano in Toscana. Oggi posso prendere l’impegno di fare di tutto perchè SNO e SIN, che sono forse le più importanti, lavorino insieme per lo sviluppo delle neuroscienze. Ci sono un quantitativo di problematiche e battaglie che dobbiamo affrontare insieme. Parlo di momenti che nel prossimo futuro saranno fondamentali, penso alle terapie emergenti, al creare le migliori condizioni per affrontare IA e nuove tecnologie, a creare le condizioni per una diagnosi biologica della malattia e non solo clinica. Stiamo tentando di occuparci di salute cerebrale insieme agli psichiatri. Capite bene che avere una situazione per cui tutti i neuroscienziati non lavorino insieme è una bestemmia, qualcosa che non deve succedere“.

Il dott. Domenico D’Avella: “nato dall’altra parte dello Stretto, vedervi qui mi riempie di orgoglio”

Il dott. Domenico D’Avella, ha dichiarato: “c’è un pizzico di invidia verso la SNO, per la sua straordinaria capacità di aggregazione e di parlare a 3 voci. La seconda cosa che invidio per un pizzico è la sua radicazione del territorio, la sua presenza nelle realtà regionali e locali. Il presidente Palumbo ci ha invitato nelle riunioni in Toscana, regione in cui opera. Io sono nato dall’altro lato dello Stretto, qui mi sento di casa. Avere la consapevolezza di avere qui riuniti i più bei nomi della neuroscienza italiana, mi riempie di orgoglio. Io ho mosso i miei secondi passi nella neurochirurgia di questo ospedale, esperienza breve ma intensissima che mi ha formato. La neurochirurgia del dott. Mauro Campello non ha niente da invidiare alla qualità di quella dell’epoca“.