La Reggina si appresta a cambiare proprietà, ma non è più una notizia. Messa da parte la fumosa “intrusione” di Matt Rizzetta, a cui Ballarino non ha mai risposto – anche se c’è chi per settimane ha continuato a raccontare alla città di trattativa chiusa, di rilanci e di accordi definiti – Reggio Calabria è pronta ad accogliere il gruppo Lotito. Questione di giorni per la definizione e l’ufficialità del passaggio di consegne, che chiuderà tre anni di nefasta gestione e aprirà un ciclo decisamente più vincente.
Non è infatti un mistero, e anche in questo caso non è una notizia, che le intenzioni della nuova proprietà siano quelle di stravincere il prossimo campionato di Serie D. Niente più scelte al risparmio e niente più calciomercato “tirato” con centravanti inconcludenti e deludenti. Il budget messo a terra sarà importante e, contestualmente, anche i dirigenti dell’area tecnica e non solo metteranno in mostra le proprie competenze e la propria esperienza. Perché i prescelti saranno proprio profili del genere. Dimenticate, dunque, il “silente” Minniti, il “trasparente” Bonanno (ma qualcuno lo ha più visto?) o il “sempre presente” Praticò.
A tal proposito, il nuovo Direttore Sportivo sarà – con ogni probabilità – Antonello Laneri. Confermate le indiscrezioni che vogliono l’ex Siracusa come figura dell’area tecnica che si occuperà della scelta dell’allenatore e dei calciatori. Laneri è il Marotta della Serie D, ancor di più della zona sud. Ha vinto tantissimi campionati, conosce il girone I a menadito ma – soprattutto – è una garanzia per i calciatori. Che significa? Che i giocatori più bravi, quelli che ogni anno si spostano nelle big e puntualmente vincono i campionati, sanno che se li chiama Laneri possono “fidarsi”. Fidarsi sul fatto che la proprietà in questione sia seria, ambiziosa, che garantisca loro certe cifre e che gli consenta di vincere ancora. E’ lì che va Laneri ed è lì che si spostano i calciatori.
La carriera del DS Laneri e le sue prime idee amaranto
Non per niente, la carriera parla per lui. Nato nel 1963 a Leonforte (Enna), si rivela un ottimo bomber e viene notato da Zdenek Zeman, ai tempi del miracolo Licata, che arriva sino in Serie B. Poi tanto girovagare anche tra Sicilia e Calabria, prima di appendere le scarpette al chiodo e passare alla carriera di Direttore Sportivo. Il primo successo è a Siracusa, società in cui ritornerà più volte. Stravince la D, poi il ripescaggio in C1 e la Serie B conquistata sul campo ma persa in Tribunale. Poi la parentesi Benevento e una nuova promozione in C, con l’Akragas, riportato nel professionismo dopo ventuno anni. Torna così a Siracusa e conquista un’altra promozione. Nel 2021-2022 a Trapani, passa poi a Catania nel 2023 e stravince ancora, sotto la guida del neo arrivato gruppo Pelligra. L’ultimo successo, ancora a Siracusa, dove conquista per la terza volta il professionismo, due anni fa.
Insomma, da come si può intuire, se il progetto è serio, e se il Direttore ha possibilità di operare con tranquillità, non ce n’è per nessuno. Per questo la nuova proprietà della Reggina ha già puntato fortemente su di lui. Non è un mistero che un mesetto fa sia stato contattato dall’ACR Messina, che però attende di capire in quale categoria giocherà. I ben informati si dicono sicuri di un ripescaggio in Serie D dopo la nefasta retrocessione in Eccellenza, ma intanto Laneri ha detto sì al gruppo Lotito e a giorni – dopo l’ufficialità del passaggio – sarà diretto a Reggio Calabria.
Intanto, si è mosso sotto traccia, forte del suo nome, dell’esperienza maturata e della serietà raccolta in questi anni. A questo proposito, spuntano i primi nomi, delle vere e proprie garanzie per Laneri: innanzitutto, Suhs e Baldan, da leggere quasi tutta insieme. Coppia di difensori centrali della vittoria del campionato a Siracusa due anni fa e coppia di difensori centrali della vittoria del campionato a Scafati quest’anno, un campionato tra l’altro stravinto con ampio anticipo e con un distacco immenso sulle inseguitrici. Suhs, tra l’altro, è l’eroe degli aretusei al Granillo: la sua doppietta a Reggio Calabria ha permesso al Siracusa di vincere per 1-2 sullo Stretto e dare il là alla vittoria del campionato nel 2024. Ma non solo loro: gli altri due nomi sul taccuino sono Maiko Candiano e Carmelo Limonelli. Il primo, centrocampista col senso del gol e protagonista tra Serie D e Serie C (tre anni fa col Sestri Levante 4 reti in 34 presenze), è stato anch’egli protagonista col Siracusa di Turati (5 reti). Il secondo, Limonelli, idem: 23 anni, due anni fa nelle fila aretusee.
Ribadiamo: questi giocatori, prima ancora che per la Reggina, per il fascino della piazza e della nuova proprietà, si muoverebbero soprattutto per la figura da “garante” di Antonello Laneri. E la dimostrazione sta tutta nel fatto che accetterebbero Reggio Calabria nonostante altre offerte. Ma questi primi nomi sono soltanto indicativi della portata dei profili che si andranno a scegliere, dalla porta all’attacco. Perché, come ripetiamo da tre anni, i campionati di Serie D si vincono andando a pescare dalle squadre che li hanno appena vinti. E così il Trapani pescò dal Catania dell’anno prima, il Siracusa dal Trapani dell’anno prima e la Scafatese dal Siracusa dell’anno prima.
La scelta più delicata, in tal senso, sarebbe sull’allenatore. Il dubbio è sempre il solito: ingaggiare un allenatore di categoria, garanzia di successo assicurato, o andare nella categoria superiore? Uno dei nomi che Laneri più di tutti gradisce in Serie D, e con cui ha già lavorato, è Giovanni Ferraro, protagonista della straordinaria cavalcata con il Catania di qualche anno fa. Un gestore di big in spogliatoio, ma non si muoverà da Scafati, con cui ha vinto quest’anno un altro campionato.
E allora non è detto che la scelta rimanga in Serie D, magari nei gironi meridionali, ma può anche essere che si peschi in Serie C, alla ricerca di quegli allenatori che ben si sposano con il credo di Laneri: il 4-2-3-1. Buona parte degli allenatori che il DS cerca, e lo dice la carriera per lui, sposano questo modulo. Due su tutti? Andrea Sottil e Paolo Bianco, i maggiori “successi” di Laneri, partiti da lui e arrivati nel calcio che conta. Entrambi fedeli al 4-2-3-1, dimostrano come Laneri vada molto alla ricerca di questo non trascurabile aspetto tattico. E potremmo anche citare Turati o il duo Raciti-Criaco, a Siracusa in due esperienze diverse.
E non è neanche un mistero, secondo quanto verificato, che il Direttore Sportivo abbia un certo debole verso Emilio Longo, nelle ultime stagioni a Crotone. Modulo? 4-2-3-1. Sarebbe un nome importante, per la Serie D, in uscita dalla terra pitagorica, ma secondo le indiscrezioni sarebbe promesso sposo a Foggia, che attende la riammissione in Serie C dopo l’esclusione ormai definita della Ternana. Insomma, al momento idee e indiscrezioni, in alcuni casi qualcosa di più. La certezza, però, è l’indicazione verso una linea chiara: il vento a Reggio Calabria è cambiato e la piazza vuole tornare a vincere.

