Porto di Villa San Giovanni, Minasi (Lega): “subito chiarezza su tempi e piena operatività. Tuteliamo imprese, lavoratori e indotto”

La senatrice della Lega richiama l’attenzione sulle ricadute economiche del rallentamento dello scalo: coinvolti cantieri navali, artigiani, servizi, commercio e occupazione

Il rallentamento dell’operatività del porto di Villa San Giovanni rischia di produrre conseguenze pesanti sull’intero tessuto economico locale, non solo sul comparto nautico. A sollevare il tema è il senatore della Lega, Tilde Minasi, che in una nota chiede chiarezza sui tempi e sulle prospettive per il ripristino della piena funzionalità dello scalo. “Il porto di Villa San Giovanni rappresenta un volano economico fondamentale per l’intero territorio e ogni rallentamento nella sua operatività produce purtroppo conseguenze che vanno ben oltre il settore strettamente nautico, determinando una situazione di forte sofferenza per l’economia locale”, dichiara Minasi.

Secondo il senatore, il blocco sta incidendo su una rete economica ampia e articolata, composta non soltanto da operatori della nautica, ma anche da numerose attività collegate. “Dietro ogni singola imbarcazione si muove infatti una filiera complessa e straordinaria fatta di cantieri navali, meccanici, elettricisti, falegnami, verniciatori e artigiani specializzati, a cui si lega indissolubilmente un indotto commerciale enorme che coinvolge la ristorazione, i servizi, i trasporti e i negozi di prossimità”, afferma Minasi, evidenziando la gravità del blocco. Il quadro descritto riguarda dunque un comparto che, attorno alla movimentazione e alla manutenzione delle imbarcazioni, genera lavoro e reddito per molte realtà locali.

Il rischio liquidità per le imprese

Particolarmente delicata, secondo Minasi, è la situazione delle imprese che avevano già programmato interventi e sostenuto investimenti per la stagione. “Ci sono realtà del comparto che gestiscono oltre cento imbarcazioni e che hanno già sostenuto investimenti significativi per l’acquisto di materiali e per l’esecuzione delle manutenzioni, ma che oggi rischiano seriamente di non poter incassare quanto dovuto perché impossibilitate a completare i lavori, effettuare i vari e consegnare i mezzi ai proprietari”, continua Minasi.

Un rallentamento prolungato, avverte il senatore, potrebbe aggravare ulteriormente la situazione finanziaria delle aziende, già chiamate a sostenere costi fissi. “Nel frattempo, i costi fissi per i dipendenti, i contributi, i fornitori, le utenze e i finanziamenti continuano inevitabilmente a maturare e una simile situazione, se prolungata, potrebbe determinare una crisi di liquidità irreversibile, con ripercussioni drammatiche sull’occupazione e sulla continuità stessa delle imprese, tanto più che i porti limitrofi risultano già saturi e non rappresentano una reale alternativa per il decongestionamento delle attività”, aggiunge la senatrice.

La richiesta alle istituzioni

Da qui la richiesta di un intervento istituzionale orientato alla chiarezza e al coordinamento, senza attribuire responsabilità prima del tempo. “Senza voler in alcun modo attribuire colpe o formulare accuse affrettate, riteniamo fondamentale e non più rimandabile chiedere la massima chiarezza sui tempi e sulle prospettive di un ripristino della piena operatività dello scalo, convinti che la politica e le istituzioni debbano svolgere un ruolo attivo di ascolto e coordinamento per favorire soluzioni rapide, concrete e condivise a tutela di un patrimonio economico che appartiene alla città e da cui dipendono la stabilità e lo sviluppo del territorio”, conclude la senatrice.