“Un problema atavico, un rimpallo di responsabilità lungo oltre un decennio e una situazione di totale abbandono che mette a rischio l’incolumità dei cittadini. I residenti della centralissima traversa D di via Nazionale, nella frazione di Pellaro (zona sud di Reggio Calabria), lanciano un disperato e definitivo grido d’aiuto per l’elevato rischio di sicurezza e sanità pubblica causato dalla totale mancanza di manutenzione di due file di platani (Platanus orientalis). La via, quotidianamente attraversata da automobilisti, anziani e bambini, è ormai ostaggio di veri e propri “giganti della natura” trasformatisi in una minaccia permanente”. Lo afferma in una nota il Dr Fabio Provenzano, Ricercatore Clinico CNR.
“Gli alberi in questione hanno ormai raggiunto altezze vertiginose, stimate tra i 20 e i 30 metri, con un diametro del tronco che in molti casi supera i 4 metri. Durante il periodo di vegetazione, la corteccia si distacca pericolosamente in grandi placche irregolari che precipitano al suolo. Ma il problema principale è la densa chioma dei platani, estesa per un diametro medio di 15 metri, che ha ormai completamente azzerato il passaggio dei raggi solari. Sul tema interviene direttamente un residente, Ricercatore Clinico specializzato in Epidemiologia, Sanità Pubblica e Bio-Statistica presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), che spiega la gravità della situazione da un punto di vista scientifico: “Ostacolare il passaggio della luce solare significa innescare reazioni a catena che danneggiano l’ambiente urbano sottostante”.
“L’assenza di luce impedisce la corretta circolazione dell’aria e intrappola umidità e smog a livello stradale, creando un microclima malsano. Inoltre, una chioma così densa determina un elevato fattore di resistenza ai venti, aumentando esponenzialmente il rischio di ribaltamento degli alberi. Senza contare il fattore allergenico: i frutti di questi alberi (acheni) si sfaldano determinando un altissimo rischio di allergie, specialmente nei bambini”. I disagi per la comunità sono innumerevoli ed economicamente insostenibili per i privati: i pollini e le grandi foglie intasano costantemente i pluviali e i canali di scolo, provocando infiltrazioni nelle abitazioni, danneggiando i motori dei condizionatori e dei cancelli automatici, e deteriorando la carrozzeria delle auto. La via, di fatto, risulta sporca e impraticabile per 12 mesi all’anno. A spaventare maggiormente i residenti è però la stabilità strutturale delle piante. I rami hanno superato l’altezza delle case, sbattono contro le facciate e i tetti e, in alcuni casi, hanno persino sfondato le finestre delle abitazioni. L’apparato radicale ha completamente distrutto il marciapiede, rendendo impossibile il transito a pedoni, anziani e genitori con i passeggini, costretti a invadere la carreggiata con il rischio di essere investiti”.
“Come dimostrano le segnalazioni fotografiche, molti alberi sono pericolosamente inclinati sulla strada e presentano “carie del legno” e cavità nel tronco, chiari segni di danni strutturali e parassiti in atto. Il rischio di schianto è altissimo. Attorno a questa via sorgono attività commerciali, scuole, asili e ludoteche. Negli anni sono state inviate decine di PEC, segnalazioni e telefonate a Prefettura, Polizia Municipale e Vigili del Fuoco, tutte finite nel silenzio della precedente amministrazione. Circa un mese fa si era accesa una speranza: grazie a un progetto comunale per il rifacimento di aiuole e marciapiedi, era stato previsto l’abbattimento dei platani pericolosi e la loro sostituzione con piante di Oleandro, una soluzione ideale sia per la sicurezza che per il decoro urbano”.
“La via era stata transennata per l’avvio dei lavori, ma l’intervento è stato bruscamente bloccato dal blitz di un gruppo di ambientalisti che, rifiutando ogni tipo di confronto costruttivo con i residenti esasperati, ha intimato alla ditta di fermarsi, di fatto congelando la risoluzione del problema. «Il rapporto tra tutela ambientale e sicurezza pubblica richiede un equilibrio complesso – concludono i residenti – ma custodire ideologicamente alberi di queste dimensioni con vistosi danni strutturali in una zona densamente popolata non è senso civico, è incoscienza. Si sta mettendo a rischio la vita delle persone». In ottemperanza all’Art. 54 del D.Lgs. 267/2000 e agli Articoli 2051 e 1172 del Codice Civile, l’Amministrazione ha il dovere e il potere di intervenire con urgenza per la tutela della pubblica incolumità. I cittadini di Pellaro rivolgono quindi un accorato appello alla nuova Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Francesco Cannizzaro, auspicando un suo autorevole e immediato intervento per porre fine a un incubo che dura da oltre dieci anni, prima che sia troppo tardi”.
