Nei giorni scorsi alcuni residenti della Traversa D di Pellaro hanno invocato l’abbattimento di sei alberi che vivono da oltre un secolo in quella piccola strada, che è una traversa secondaria, a senso unico ed è la meno trafficata del paese. Nella nota un residente, che si qualifica come Ricercatore Clinico CNR, lancia gravi accuse contro il blitz di un gruppo di ambientalisti che avrebbero bruscamente bloccato i lavori di riqualificazione previsti dalla passata amministrazione comunale ed hanno ‘…intimato alla ditta di fermarsi…'”. Lo affermano in una nota ACE, ANPANA GEPA e il Gruppo Adorno.
“Le associazioni ACE (Associazione Calabrese di Epatologia), ANPANA GEPA e Gruppo Adorno intendono precisare quanto segue: nessuno ha bloccato i lavori previsti dal Comune! Non si aveva né il potere né la volontà di farlo! Chi ha lanciando tali accuse gratuite, gravemente lesive della nostra immagine, parlando di comportamenti da parte dei volontari intervenuti che integrerebbero il reato di violenza privata, se ne assumerà tutte le responsabilità. Le tre associazioni si riservano di adire le vie legali per il risarcimento dei danni subiti”.
“Il 9 marzo scorso siamo intervenuti sul posto dopo aver verificato che l’amministrazione comunale aveva omesso di informare i cittadini pellaresi sulle attività di taglio previste in diverse strade, violando l’art. 9 del Regolamento Comunale sul Verde Pubblico. Mentre gli operai della ditta erano già sulle scale con le seghe a motore, ci siamo rivolti telefonicamente a un Consigliere Comunale segnalando quanto stava accadendo e chiedendo un confronto con l’amministrazione sui previsti tagli di alberi dal portamento monumentale e dall’elevato valore storico (tra cui anche i Frassini di Via delle Rimembranze, ognuno dei quali è stato piantato 100 anni fa per ricordare un caduto pellarese nella Grande Guerra). Si è sviluppato un confronto con l’amministrazione comunale per contemperare le diverse esigenze, partendo dalla necessità di salvaguardia delle piante sane. Il Comune si era impegnato a organizzare un’assemblea pubblica di informazione dei cittadini. Cosa che non è stata fatta!”.
“Le associazioni intendono rivolgersi alla nuova amministrazione comunale eletta lo scorso maggio. Gli interventi sul verde pubblico eseguiti negli ultimi anni a Reggio Calabria sono stati insensati e brutali e hanno portato, in una logica dal carattere meramente speculativo, all’abbattimento indiscriminato di piante sane ed enormi – come i ficus abbattuti in primavera all’Ospedale Morelli – causando un depauperamento del già insufficiente patrimonio verde cittadino. Nel caso specifico la cosiddetta riqualificazione della Traversa D riguarda piante bellissime e in gran parte del tutto sane!”
“Se poi una pianta è malata non si abbatte ma si cura, esattamente come si fa con le persone, come prescrivono le LINEE GUIDA NAZIONALI PER LA VALUTAZIONE E LA GESTIONE DEL RISCHIO ARBOREO approvate (guarda caso) il 25 marzo scorso dal CONAF (Consiglio dell’Ordine Nazionale dei dottori agronomi e forestali). Tali linee guida prescrivono che l’abbattimento deve essere l’ultima delle soluzioni praticabili e non può essere adottato tenendo conto di un solo fattore di rischio. Il documento dell’Ordine è chiarissimo e si conclude richiamando le responsabilità dei professionisti, Agronomi e Forestali, che dovessero discostarsi dalle linee guida approvate”.
“Pertanto la prima opzione è la cura. Se poi una pianta risulta incurabile e pericolosa, dopo un accertamento effettuato con Valutazione Strumentale, che a Pellaro non è stata fatta, solo allora si abbatte. E in questo caso deve essere sostituita conformandosi al principio di compensazione con un calcolo che prenda a riferimento il volume della chioma dell’albero da abbattere, in un rapporto di circa uno a venti. Quindi, per essere chiari, se si abbatte uno dei platani della Traversa D il Comune ne deve piantare in un’area vicina circa 20 e non, come previsto, cavarsela con una compensazione di uno a quattro”.
“Tutte le piante sane non possono essere toccate, soprattutto dalla metà di marzo alla metà di settembre, senza provocare grave danno erariale o addirittura danneggiamento del patrimonio pubblico. Se, infine, i rami di un albero dovessero confliggere con un’abitazione si interviene con le potature, anch’esse eseguite a tempo debito e nei modi previsti (non capitozzando). Oltretutto nella nostra Città esiste una Facoltà di Agraria e di Scienze Forestali che sarebbe buona norma consultare e coinvolgere in progetti così impattanti, anche perché esistono delle tecniche innovative, già utilizzate in altre città, che consentono di superare il problema delle radici emergenti anche nel caso di alberi di grandi dimensioni, senza doverli abbattere”.
“Che il progetto di riqualificazione approvato dal Comune di Reggio Calabria, peraltro in assenza del Piano Comunale per il Verde della Zona Sud, fosse gravemente carente lo dimostra il fatto che la Soprintendenza lo ha bocciato in toto per quanto riguardava il previsto abbattimento di tutte le piante di Via Longitudinale. Non si riesce a capire perché altrettanto non sia stato disposto per tutti gli altri alberi vincolati, di elevatissimo valore ambientale e storico”.
“Per concludere: c’è bisogno, anche a Pellaro, di più verde. Ma se si ascoltassero tutte le lamentele dei residenti dei vari quartieri in ordine ai pollini, alla caduta delle cortecce, alle foglie che intasano i tombini, agli escrementi prodotti dagli uccelli ecc. ecc. allora bisognerebbe abbattere tutte le piante esistenti a Reggio. Altro che piantarne di nuove!”.
