Il piano “Piazza Pulita” è un segnale importante, ma Reggio Calabria deve passare dall’emergenza alla riforma strutturale del sistema rifiuti. È il messaggio che l’architetto Giuseppe Falduto rivolge al sindaco Francesco Cannizzaro, commentando l’iniziativa lanciata e annunciata ieri per contrastare l’emergenza rifiuti in città. Falduto riconosce al primo cittadino la presenza sul territorio e la capacità di intervenire in una fase difficile, ma invita l’amministrazione a cogliere l’occasione del nuovo ciclo politico-amministrativo per affrontare non solo gli effetti, ma anche le cause del problema.
“Caro Sindaco,
in questi giorni hai dimostrato una qualità che i cittadini apprezzano più di ogni altra: la presenza.
Essere sul territorio alle prime ore del mattino, seguire personalmente gli interventi, raddoppiare la capacità di conferimento, rafforzare i controlli e affrontare senza rinvii una situazione diventata ormai insostenibile rappresentano un segnale importante.
È stato giusto affrontare l’emergenza.
Ora, però, occorre affrontare le cause.
Oggi tu stai gestendo un sistema che non hai costruito.
Il nuovo Consiglio comunale si insedierà soltanto il 6 luglio.
La nuova Giunta non è stata ancora nominata.
Il Regolamento TARI, il Piano Economico Finanziario, il contratto di servizio, il modello organizzativo della raccolta e l’intera macchina amministrativa sono ancora quelli ereditati dalla precedente Amministrazione.
Proprio per questo, dal 6 luglio avrai la possibilità di non limitarti a gestire il sistema, ma di cambiarlo”.
Così in una nota l’architetto Giuseppe Falduto, che commenta l’iniziativa “Piazza Pulita” lanciata e annunciata ieri dal sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro per contrastare l’emergenza rifiuti in città.
Dagli interventi straordinari alle cause dell’emergenza
Secondo Falduto, negli ultimi anni la città è stata più volte interessata da interventi straordinari di pulizia, senza però riuscire a superare stabilmente il problema.
“Negli ultimi anni Reggio Calabria ha già vissuto numerosi interventi straordinari di pulizia.
Ogni volta la città è stata ripulita.
Ogni volta, dopo qualche mese, il problema si è ripresentato.
Questo significa che lo straordinario ha sempre risolto gli effetti.
Ma nessuno ha mai affrontato davvero le cause.
Prendiamo il sistema di raccolta.
Continuiamo a chiamarlo porta a porta.
Ma un vero porta a porta prevede che il rifiuto venga consegnato all’operatore oppure rimanga esposto solo per il tempo strettamente necessario al ritiro.
A Reggio Calabria, invece, migliaia di cittadini sono costretti a lasciare mastelli e sacchi sui marciapiedi dalla sera precedente o dalle prime ore del mattino.
Molto spesso rimangono in strada fino al pomeriggio.
Quando il servizio ritarda, possono rimanere ancora più a lungo.
Di fatto, le nostre strade diventano depositi temporanei di rifiuti.
Questo non è il modello più moderno oggi disponibile.
La seconda grande questione riguarda la TARI.
I cittadini non contestano il dovere di contribuire.
Contestano un sistema che troppo spesso appare complicato, poco trasparente e fonte continua di contenzioso.
Ancora oggi la TARI viene costruita utilizzando prevalentemente la superficie degli immobili.
Ma i rifiuti non li producono i metri quadrati.
Li producono le persone.
Li producono le attività.
Per questo motivo, nei mesi scorsi, ho predisposto un nuovo Regolamento TARI, formalmente protocollato e trasmesso al Comune di Reggio Calabria.
Non si tratta di una proposta politica.
È una proposta tecnica e giuridica costruita con un obiettivo preciso.
Rendere la TARI più equa.
Ridurre il contenzioso.
Eliminare le principali cause di evasione.
Garantire una copertura stabile e certa del costo del servizio.
La proposta parte da un principio molto semplice.
Il Comune dispone già dell’Anagrafe, della Camera di Commercio e delle principali banche dati pubbliche.
Non deve essere il cittadino a dover dimostrare ciò che il Comune conosce già.
La TARI deve essere emessa automaticamente.
Le riduzioni devono essere riconosciute automaticamente.
Gli errori devono essere corretti prima di trasformarsi in sanzioni.
L’accertamento deve tornare ad essere uno strumento eccezionale e non il metodo ordinario di gestione del tributo.
Ma questo, da solo, non basta.
Occorre ripensare anche il sistema di raccolta.
Porta a porta dove funziona realmente.
Isole ecologiche intelligenti dove rappresentano una soluzione migliore.
Conferimento con tessera elettronica.
Premialità per i cittadini virtuosi.
Meno rifiuti in strada.
Più raccolta differenziata.
Meno costi.
Una TARI più giusta.
Infine serve una visione industriale.
I rifiuti non possono continuare ad essere soltanto un costo.
Possono diventare recupero di materia.
Economia circolare.
Lavoro.
Sviluppo.
Reggio Calabria dispone già di infrastrutture strategiche come il porto, la ferrovia e l’area di Saline.
Occorre inserirle in una visione moderna del ciclo dei rifiuti.
Questa non è una polemica.
È un contributo.
Perché credo sinceramente che oggi tu abbia un’occasione che nessuno, fino ad ora, è riuscito a cogliere.
Non essere ricordato per avere organizzato un grande intervento straordinario.
Essere ricordato per avere finalmente cambiato il sistema che, per troppi anni, ha prodotto emergenze, contenzioso e sfiducia.
Questa, a mio avviso, sarebbe una riforma destinata a rimanere nella storia di Reggio Calabria”.
La proposta: TARI più equa e raccolta più moderna
Nel suo intervento, Falduto indica alcuni punti centrali: superare un modello di raccolta che finisce per lasciare i rifiuti sui marciapiedi per molte ore, rivedere la TARI rendendola più equa e meno esposta al contenzioso, utilizzare le banche dati già disponibili al Comune e introdurre strumenti come isole ecologiche intelligenti, tessera elettronica e premialità per i cittadini virtuosi.
La riflessione si allarga poi alla necessità di una visione industriale del ciclo dei rifiuti, partendo dalle infrastrutture strategiche già presenti sul territorio, come il porto, la ferrovia e l’area di Saline.
Per Falduto, l’obiettivo è trasformare l’emergenza in occasione di riforma, superando la logica degli interventi straordinari e costruendo un sistema capace di produrre meno rifiuti in strada, più raccolta differenziata, minori costi e una TARI più giusta.
