Il sondaggio di Termometro Politico pone una domanda diretta e dal forte valore simbolico: se oggi l’Italia fosse una monarchia invece che una repubblica, sarebbe migliore?. La risposta che emerge dalla rilevazione è netta: il fronte repubblicano raggiunge complessivamente il 77,6%, sommando chi respinge la monarchia per ragioni di principio e chi nega che la forma monarchica possa incidere davvero su benessere e libertà.
Il dato più rilevante è quello del 45,7% degli intervistati, che boccia la monarchia con una motivazione esplicita: la considera un istituto antidemocratico e antiquato, ritenendo ingiusto che si diventi Capo dello Stato per via ereditaria. A questa quota si aggiunge un altro 31,9%, contrario alla superiorità della monarchia per ragioni più pragmatiche: secondo questa posizione, il livello di benessere o di libertà di un Paese non dipende dalla presenza di una monarchia o di una repubblica.
Italia monarchia o repubblica: il sondaggio premia il fronte repubblicano
Il risultato complessivo del sondaggio segnala una prevalenza molto ampia delle posizioni contrarie all’ipotesi monarchica. Il 77,6% degli intervistati si colloca infatti nel cosiddetto fronte repubblicano, articolato in due orientamenti differenti ma convergenti nella risposta negativa alla domanda posta da Termometro Politico.
Da un lato ci sono gli intervistati che rifiutano la monarchia in modo netto, considerandola incompatibile con una visione democratica dello Stato. Dall’altro lato c’è chi non attribuisce alla forma istituzionale monarchica alcun vantaggio concreto rispetto alla repubblica, sottolineando come nelle democrazie contemporanee i sovrani abbiano ormai soprattutto una funzione cerimoniale.
Il 45,7% boccia la monarchia: “istituto antidemocratico e antiquato”
La quota più alta del sondaggio è quella del 45,7%, che risponde no all’idea che l’Italia sarebbe migliore se fosse una monarchia. La motivazione indicata è di principio: la monarchia viene definita un istituto antidemocratico e antiquato, e viene giudicato ingiusto il fatto che la carica di Capo dello Stato possa essere acquisita per via ereditaria.
Nel grafico, la risposta riportata è: “No, la monarchia è un istituto anti-democratico e antiquato, è ingiusto che si diventi Capo dello Stato per via ereditaria”. È questa la posizione maggioritaria, quella che esprime la critica più netta alla forma monarchica e che conferma la centralità dell’idea repubblicana nel giudizio degli intervistati.
Il 31,9%: benessere e libertà non dipendono dalla forma di Stato
Accanto al rifiuto più netto della monarchia, il sondaggio registra un altro orientamento contrario, pari al 31,9%. In questo caso la risposta non si fonda principalmente su un giudizio ideologico o di principio, ma su una valutazione più pragmatica.
La formulazione presente nella rilevazione è: “No, il livello di benessere o di libertà non dipende dalla presenza di una monarchia o di una repubblica, i re ormai sono cerimoniali”. Secondo questa posizione, la forma istituzionale non sarebbe di per sé decisiva nel determinare la qualità della vita democratica, economica o sociale di un Paese. La monarchia, dunque, non viene considerata una soluzione migliore rispetto alla Repubblica italiana.
Il fronte monarchico si ferma al 17,8%
Sul versante opposto, il fronte monarchico raccoglie complessivamente il 17,8%. Si tratta della somma tra il 9,7% di chi ritiene che la monarchia potrebbe essere preferibile con un sovrano illuminato e l’8,1% di chi vede nella monarchia una possibile garanzia di maggiore stabilità.
Il dato non è irrilevante, soprattutto se letto in chiave generazionale o geografica, ma resta lontano da qualsiasi soglia di massa critica e da una forza sufficiente a generare un vero dibattito politico nazionale. La distanza con il 77,6% del fronte repubblicano rimane infatti molto ampia.
Il 9,7% guarda alle monarchie europee con un sovrano illuminato
La componente più ampia del fronte favorevole alla monarchia è pari al 9,7%. Questa quota non sostiene la monarchia in modo assoluto, ma la considera potenzialmente migliore a una condizione: la presenza di un sovrano illuminato.
Nel sondaggio, la risposta è formulata così: “Sì, forse sarebbe meglio, se il sovrano è illuminato. Molte democrazie avanzate in Europa sono monarchie”. Il riferimento è alle democrazie europee che mantengono una forma monarchica, interpretate da questa parte degli intervistati come esempi di possibile compatibilità tra monarchia e sistemi democratici avanzati.
L’8,1% punta sulla stabilità di un Capo dello Stato non elettivo
Un’altra quota del campione, pari all’8,1%, guarda alla monarchia come a una possibile garanzia di stabilità. In questo caso il punto centrale non è tanto il prestigio dinastico o il richiamo alle monarchie europee, quanto l’idea che un capo di Stato non elettivo possa assicurare continuità istituzionale.
La risposta indicata nel sondaggio è: “Sì, la monarchia garantirebbe maggiore stabilità, soprattutto per uno Stato fragile come l’Italia”. È una posizione minoritaria, ma significativa perché interpreta la monarchia come strumento di equilibrio in un Paese percepito come politicamente fragile.
Il 4,6% non sa o non intende rispondere
La quota degli indecisi o di chi preferisce non pronunciarsi si attesta al 4,6%. È un dato contenuto rispetto alle posizioni favorevoli e contrarie, ma segnala comunque l’esistenza di una piccola area che non esprime un giudizio definito sulla domanda proposta.
La presenza di una percentuale ridotta di non risposte rende ancora più leggibile il quadro generale: la maggioranza degli intervistati ha una posizione chiara, e questa posizione è in larga parte contraria all’ipotesi che una monarchia in Italia renderebbe il Paese migliore rispetto all’attuale forma repubblicana.
Repubblica e monarchia, una domanda dal forte valore simbolico
La domanda posta da Termometro Politico tocca un tema che va oltre la semplice preferenza istituzionale. Il confronto tra monarchia e repubblica richiama infatti la storia politica italiana, la scelta repubblicana e il modello di Stato uscito dalla fase costituente.
La rilevazione mostra che, pur esistendo una minoranza favorevole o aperta all’ipotesi monarchica, il sentimento prevalente resta orientato verso la Repubblica. La forma repubblicana viene difesa sia da chi respinge la monarchia come istituto non democratico, sia da chi ritiene che la monarchia non offrirebbe alcun vantaggio concreto in termini di libertà, benessere o stabilità.
Sondaggio Termometro Politico: metodo e periodo della rilevazione
Il sondaggio di Termometro Politico è stato realizzato con metodo CAWI su 2.200 interviste raccolte tra il 2 e il 4 giugno 2026. La domanda posta agli intervistati è: “Se oggi l’Italia fosse una monarchia invece che una repubblica sarebbe migliore?”.
Le risposte mostrano un quadro netto: il 45,7% considera la monarchia un istituto antidemocratico e antiquato, il 31,9% ritiene che benessere e libertà non dipendano dalla forma monarchica o repubblicana, il 9,7% pensa che una monarchia potrebbe essere preferibile con un sovrano illuminato, l’8,1% vede nella monarchia una possibile garanzia di stabilità e il 4,6% non sa o non intende rispondere.
Un fronte repubblicano ampio e un fronte monarchico minoritario
Il dato conclusivo del sondaggio è la distanza tra le due aree di opinione. Il fronte repubblicano arriva al 77,6%, mentre il fronte monarchico si ferma al 17,8%. La differenza è tale da confermare una netta prevalenza delle posizioni contrarie all’idea che l’Italia sarebbe migliore se fosse una monarchia.
Il sondaggio restituisce quindi l’immagine di un Paese che, pur attraversato da critiche verso la politica e le istituzioni, non sembra orientato a rimettere in discussione la forma repubblicana. La monarchia resta un’opzione minoritaria, presente ma lontana da una soglia capace di alimentare un vero confronto di massa sul futuro istituzionale dell’Italia.
