Ma Trump lo sa che senza l’Italia l’America non sarebbe diventata quello che è?

Come possono Trump e la sua corte di celebrati analisti cadere in una provocazione così palese, ignorando la statura e il ruolo dell'Italia sotto la guida di Giorgia Meloni?

La storia del mondo non si scrive con i soli impulsi del momento, ma attraverso i legami indissolubili che uniscono il destino dei popoli. Per questo, l’affondo sconsiderato che Donald Trump ha recentemente indirizzato all’Italia non è soltanto uno scivolone diplomatico: è un vero e proprio strappo all’onore della storia. Un monito che costringe a chiederci se l’America, nel picco della sua potenza, non stia smarrendo la memoria delle sue stesse fondamenta. Sia chiaro, l’osservatore attento può persino sforzarsi di comprendere la solitudine della leadership d’oltreoceano; si può persino ammettere, in una logica di crudo realismo geopolitico, che l’azione militare in Iran sia stata considerata un male minore, un urto necessario a scongiurare catastrofi planetarie di ben altra portata. Ma ciò che è filosoficamente e politicamente inaccettabile è la cecità strategica di Washington.

L’Italia non è un satellite isolato: è un pilastro d’Europa

Come possono Trump e la sua corte di celebrati analisti cadere in una provocazione così palese, ignorando la statura e il ruolo dell’Italia sotto la guida di Giorgia Meloni? L’Italia non è un satellite isolato: è un pilastro d’Europa. Ha il dovere etico e storico di muoversi di pari passo con la comunità delle nazioni. Perché, allora, scagliarsi contro il nostro Paese con la furia esclusiva di un treno in corsa? C’è una profonda saggezza democratica nella linea del governo italiano: negare l’uso delle nostre basi per un’escalation in Iran non ha significato solo proteggere la pace sociale interna dalle speculazioni di una sinistra sempre pronta a soffiare sul fuoco del dissenso; ha significato rivendicare il sacrosanto, sovrano e supremo diritto di un popolo di dire “no” alla guerra. E quando in questo vortice di tensioni persino la figura universale del Papa viene aggredita e delegittimata, il dubbio si fa profondo: siamo davanti a un cinico teatro della politica o il mondo sta davvero smarrendo la via della ragione?

Trump non doveva colpire il Presidente del Consiglio italiano

Trump non doveva colpire il Presidente del Consiglio italiano. Non doveva farlo perché calpestare l’Italia significa calpestare l’origine stessa del mito americano. Se l’America è oggi il colosso che domina la Terra, lo deve anche all’infuso vitale di un popolo che ha attraversato l’oceano portando con sé la millenaria sapienza del Mediterraneo. L’epopea degli italiani in America è una delle pagine più epiche della modernità. È l’epopea di generazioni che con l’eroismo silenzioso delle proprie braccia hanno scavato la roccia, eretto i grattacieli che sfidano il cielo e plasmato la materia stessa delle metropoli americane. Ma è, ancor di più, l’epopea dello spirito: l’America è diventata un’icona globale perché è stata fecondata anche dalle grandi menti italiane, capaci di infondere il genio del Rinascimento, l’audacia della scienza e la profondità del pensiero filosofico nel pragmatismo del Nuovo Mondo.

Quello tra Italia e America non è un semplice trattato d’alleanza, è un patto di sangue

Quello tra Italia e America non è un semplice trattato d’alleanza, è un patto di sangue, di sudore e di intelletto. Dimenticarlo è un sacrilegio storico. Perché la grandezza americana, prima di essere scritta nei palazzi di Washington, è stata sognata, costruita e difesa dall’ingegno eterno d’Italia.