“L’economia russa non sta crollando”: Putin respinge la crisi e rifila una stoccata all’Italia sul debito pubblico

Al Forum economico di San Pietroburgo il presidente russo sostiene che l’economia di Mosca non sia collassata nonostante le sanzioni e accusa le élite europee di indebolire l’Ue e la sicurezza globale. Non manca una stoccata all'Italia

La Russia rivendica la tenuta della propria economia nonostante le sanzioni occidentali e, dal palco del Forum economico internazionale di San Pietroburgo, Vladimir Putin punta il dito contro l’Europa, citando anche l’Italia tra i Paesi dell’Unione europea con il debito pubblico più elevato. Il presidente russo ha sostenuto che Mosca dispone di un’economia “sovrana” che non è “collassata” nonostante le misure restrittive imposte dall’Occidente.

“Naturalmente, sentiamo critiche da tutte le parti secondo cui tutto è crollato. Siamo scesi allo stesso livello in cui i paesi dell’Eurozona hanno registrato una crescita negli ultimi anni”, ha affermato Putin, aggiungendo che la Russia sta perseguendo un’economia “sovrana”.

Nel suo intervento, il presidente russo ha poi citato l’Italia, insieme a Grecia, Belgio e Francia, tra le peggiori realtà nell’Unione europea per il debito pubblico. Secondo Putin, il “cattivo stato” delle finanze pubbliche occidentali starebbe minando la fiducia nell’Occidente.

Il leader del Cremlino ha fatto riferimento all’“elevato debito pubblico e agli ingenti deficit di bilancio”, sostenendo che il debito pubblico dell’eurozona sia salito all’81,7% del Pil nel 2025. Putin ha citato in particolare la Grecia al 146%, l’Italia al 137%, la Francia al 115% e il Belgio al 108%.

“La Russia, tra l’altro, è al 16,4%”, ha aggiunto, precisando tuttavia che la cifra “fluttua leggermente”.

Secondo lo “zar”, “le élite europee stanno essenzialmente provocando il caos, nel quale cercano di trascinare sempre più Paesi”. Per Putin, le politiche “aggressive” portate avanti dalla burocrazia europea sarebbero “miopi” e starebbero contribuendo sia a un ulteriore indebolimento della posizione dell’Unione Europea nell’economia globale sia a un deterioramento della sicurezza internazionale.

Il presidente russo ha poi ribadito che la burocrazia europea persegue politiche aggressive e miopi che non solo portano a un ulteriore indebolimento della posizione dell’Ue nell’economia globale, ma minano anche la sicurezza internazionale.

“Assistiamo agli shock che stanno colpendo i mercati energetici, alle tensioni che vengono fomentate in alcune regioni, soprattutto in Medio Oriente in questo momento, e all’attuazione di politiche miopi da parte della burocrazia europea”, ha sottolineato Putin.

“Queste politiche sono accompagnate da una retorica aggressiva e portano a un ulteriore indebolimento della posizione dell’Europa nell’economia globale, minando al contempo la sicurezza regionale e globale”, ha aggiunto.

Nel suo discorso, il leader del Cremlino ha quindi spostato l’attenzione sui Brics, sostenendo che i loro tassi di crescita economica siano superiori a quelli del G7 e continueranno ad aumentare.

“Secondo le previsioni, questo rapporto continuerà a spostarsi ulteriormente a favore dei Brics. La domanda è: perché sta succedendo? Cosa sta succedendo? Sta succedendo perché i tassi di crescita economica dei paesi Brics rimarranno costantemente più elevati. Sono più alti ora e lo diventeranno ancora di più. Questa tendenza persisterà”, ha sottolineato Putin.

Per il presidente russo, inoltre, il modello di sviluppo globale costruito nel corso di decenni e presentato dall’Occidente come universale e neutrale sarebbe stato, in realtà, un sistema deliberatamente progettato per prosciugare le risorse e creare dipendenza.

“Per decenni, il modello di sviluppo globale si è basato su un numero limitato di centri finanziari, soluzioni tecnologiche, hub assicurativi e logistici, agenzie di rating e valute di riserva. Questa struttura è stata presentata come universale, apparentemente adatta a tutti e, soprattutto, apparentemente neutrale. In altre parole, era, in sostanza, un sistema deliberatamente creato di dipendenza o di prosciugamento delle risorse”, ha sottolineato il leader di Mosca.