La Festa della Musica entra nel carcere di Locri: arte e speranza per detenuti e operatori

L’iniziativa, promossa dalla Caritas Diocesana di Locri-Gerace con i fondi 8xmille alla Chiesa Cattolica, si è svolta il 16 giugno nella Casa Circondariale

La Festa della Musica 2026, svoltasi lo scorso 16 giugno presso la Casa Circondariale di Locri, ha rappresentato un momento di intensa partecipazione umana e culturale, confermando come la musica e l’arte possano diventare autentici strumenti di incontro, dialogo e speranza. L’iniziativa, promossa dalla Caritas Diocesana di Locri-Gerace grazie ai fondi 8xmille alla Chiesa Cattolica, si inserisce nel più ampio percorso di accompagnamento delle persone detenute, nella convinzione che ogni esperienza di bellezza condivisa possa contribuire a costruire relazioni nuove e a restituire dignità alla persona.

La giornata ha offerto ai detenuti e agli operatori un’occasione preziosa per vivere insieme un’esperienza capace di abbattere muri invisibili, dimostrando che la cultura possiede la forza di aprire prospettive inattese. Attraverso la musica è stato possibile sperimentare uno sguardo diverso: quello della società verso chi vive la realtà della detenzione e, allo stesso tempo, quello dei detenuti verso il mondo esterno, in un reciproco riconoscimento fondato sull’ascolto, sul rispetto e sulla condivisione. La Caritas Diocesana desidera esprimere un sentito ringraziamento agli artisti Francesco Sgambelluri e Albina D’Antoni, che con grande sensibilità e generosità hanno donato il proprio talento, contribuendo a rendere questa giornata un’esperienza autentica di vicinanza, bellezza e fraternità.

I ringraziamenti alla Casa Circondariale e alla Diocesi

Un ringraziamento particolare va inoltre alla Direzione della Casa Circondariale, alla direttrice Dott.ssa Valentina Galati, all’area educativa, al personale dell’Istituto e a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa, rendendo possibile un evento che testimonia come il carcere possa essere anche luogo di crescita, riflessione e riscatto. Un sentimento di profonda gratitudine è rivolto anche all’Amministratore Apostolico della Diocesi di Locri-Gerace, Mons. Francesco Oliva, che con la sua costante vicinanza pastorale continua a spronare e accompagnare la Caritas in quest’opera di prossimità evangelica, sostenendo percorsi che mettono al centro la persona, la sua dignità e la possibilità concreta di un cambiamento autentico. Il suo incoraggiamento richiama continuamente la Chiesa diocesana a non stancarsi di costruire ponti, offrendo occasioni di rinascita e di riconciliazione anche nei luoghi della fragilità e della pena.

Come ha ricordato Papa Leone XIV, “La speranza non delude perché nasce dall’amore di Dio che rende sempre possibile un nuovo inizio”. È questo l’orizzonte nel quale la Caritas Diocesana continua a operare: credere che ogni persona, anche quando porta il peso dei propri errori, custodisca una dignità inviolabile e possa ritrovare, attraverso l’incontro, la cultura e la fraternità, la strada della rinascita. La musica, in questa prospettiva, non è stata soltanto un momento artistico, ma un linguaggio universale capace di restituire fiducia, alimentare relazioni e ricordare che nessuno è escluso dalla possibilità di ricominciare.