Il ruggito “dei calabresi nel mondo”, la via del riscatto tracciata da Peppino Gesualdi

Giuseppe "Peppino" Gesualdi è stato uno di loro: custode supremo del fuoco e dell'identità calabrese, sua creatura è "l'associazione culturale Brutium"

Nella storia delle grandi ascese sociali, vi sono uomini eletti a simbolo della propria terra capaci di tramutare la narrazione a mito che ne consacra la grandezza. Sono fari di saggezza e custodi di speranza per il mondo, che il destino sembra aver assegnato al loro popolo per risvegliarne lo spirito. Autentici Mahatma, se vogliamo, nati per guidare il proprio gregge lungo le tortuose vie della vita. Giuseppe “Peppino” Gesualdi è stato uno di loro: custode supremo del fuoco e dell’identità calabrese. Sua creatura è “l’associazione culturale Brutium”, suo l’altare culturale della nostra terra. Tale lascito è per noi calabresi un’opera senza tempo, più simile a un’epopea spirituale che continua a marciare grazie all’impegno costante e all’abnegazione di sua figlia Gemma.

Il genio d’avanguardia

Nato a Castrovillari il 12 marzo 1918, Peppino Gesualdi ha incarnato l’ideale dell’umanista d’avanguardia. Avvocato cassazionista dal prestigio cristallino, giornalista d’assalto dalla penna affilata, scrittore e scienziato del diritto. La sua intera esistenza è stata un inno trionfale al merito e all’unione fraterna. Nel 1948 fondò Il Corriere di Roma, edificando un tempio ideale: una rete culturale creata per far battere un solo grande cuore fuori patria. Le grandi testate: contemporaneamente, la sua firma dava lustro e imponeva il rispetto per la sua stirpe sui più grandi quotidiani nazionali: Il Tempo, Il Giornale della Sera, Momento Sera. La Scienza: fu docente di Diritto Nucleare e Segretario Generale dell’ISNA. Tracciò rotte inesplorate per la scienza e la giurisprudenza, dimostrando al mondo l’infinita versatilità del genio calabrese.

Il capolavoro dedicato alla Calabria

Nel 1966 compì il suo capolavoro, fondando a Roma l’Associazione Internazionale “Brutium – I Calabresi nel Mondo”. Un baluardo d’acciaio per far trionfare le eccellenze della sua patria d’origine. A lui si devono l’ideazione della storica Festa dei Calabresi nel Mondo e l’istituzione della Medaglia d’Oro: il suggello del merito che consacra il sacrificio. Oggi, Castrovillari custodisce il suo nome scolpito nella pietra di una piazza.

L’eredità degli dei: il genio e l’eternità di un mito

Peppino Gesualdi è stato insomma il Mahatma che ha portato la Calabria a toccare il cielo dell’immortalità. Ed è proprio qui che nasce il mito. La Calabria ha saputo raccogliere quella titanica eredità così da lasciarsi proiettare nelle sfide del nuovo millennio. È grazie a questo se la voce “Dei calabresi nel mondo” si erge oggi come un ruggito di dignità, riscatto e sovrana bellezza. In questa straordinaria staffetta tra giganti, il legame di sangue si è fatto alleanza dello spirito. Peppino ha tracciato la via verso le stelle, sua figlia Gemma sta conducendo il suo popolo a popolarle. Due anime, un solo battito d’ali: nel segno di Peppino e nel genio di Gemma, la Calabria oggi non appartiene più alla storia ma all’eternità.