Parlare di sanità in Calabria significa confrontarsi con un territorio complesso, con difficoltà note ma anche con professionalità, competenze e strutture che lavorano ogni giorno per migliorare la qualità delle cure. È questa la chiave emersa al 65° Congresso Nazionale SNO – Scienze Neurologiche Ospedaliere, in corso a Reggio Calabria: non negare i problemi, ma raccontare anche le energie, il lavoro clinico e la volontà di crescita presenti nel sistema sanitario regionale.
Dal 3 al 6 giugno, presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, il Congresso riunisce circa 1.000 partecipanti, 216 speaker e più di 50 appuntamenti scientifici tra sessioni plenarie, tavole tematiche, corsi specialistici e comunicazioni. Il programma affronta i principali temi delle neuroscienze contemporanee: Alzheimer e nuovi farmaci, intelligenza artificiale, sonno e cervello, sclerosi multipla, ictus, epilessia, malattie rare, neuroriabilitazione, neurochirurgia e organizzazione dei servizi.
La scelta di Reggio Calabria, sottolineano i professionisti coinvolti nell’organizzazione, rappresenta anche un riconoscimento al lavoro sviluppato negli anni dalle realtà neurologiche, neurochirurgiche e neuroradiologiche del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria.
“Il fatto che il Consiglio Direttivo SNO abbia scelto Reggio Calabria è sicuramente un riconoscimento al lavoro svolto negli anni in questo territorio”, afferma Antonio Armentano, Capo del Dipartimento Tecniche Avanzate Diagnostiche e Terapeutiche del GOM – Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, Direttore dell’UOC di Neuroradiologia, neuroradiologo SNO e presidente congressuale. “Il confronto tra specialisti delle stesse discipline e delle altre discipline delle neuroscienze può essere un fattore positivo di crescita culturale, ma anche avere un ritorno pratico sulla qualità delle cure per i pazienti”.
Secondo Armentano, la rappresentazione della Calabria come territorio necessariamente complicato non sempre restituisce la complessità dei dati e delle esperienze cliniche. “Se ci riferiamo ai dati Agenas, la Calabria non è sempre il fanalino di coda che spesso viene raccontato: su alcune liste d’attesa e su diversi aspetti della sanità emergono indicatori positivi. Per quanto riguarda neurologia e neuroscienze, credo che i numeri siano compatibili anche con quelli di regioni considerate più virtuose”, osserva.
Questo non significa ignorare le criticità. Uno dei nodi principali riguarda l’organizzazione delle reti, in particolare nella gestione dell’ictus, patologia tempo-dipendente in cui la rapidità dei collegamenti tra i diversi presidi può incidere direttamente sull’esito clinico.
“La criticità su cui dobbiamo lavorare è la rete stroke”, sottolinea Armentano. “Serve un collegamento sempre più affidabile e veloce tra gli ospedali e il laboratorio di riferimento provinciale. È un aspetto organizzativo essenziale, perché nell’ictus ogni passaggio deve essere rapido, coordinato e condiviso”.
Accanto all’urgenza, un altro grande tema è la cronicità neurologica. L’invecchiamento della popolazione rende sempre più frequenti patologie che richiedono una presa in carico prolungata: demenze, Parkinson, epilessie, malattie neuromuscolari, sclerosi multipla e disturbi neurologici complessi. In questo scenario, il punto non è soltanto la qualità del singolo centro, ma la capacità di collegare in modo efficace ospedale, territorio, medicina generale, riabilitazione e servizi assistenziali.
“La gestione del paziente cronico e anziano è più complessa perché va costruita in condivisione con le aziende territoriali”, spiega Armentano. “Quando il collegamento tra ospedale e territorio non è perfettamente efficiente, possono nascere difficoltà. Ma è proprio su questo che si sta lavorando, con la convinzione che il sistema possa migliorare”.
Una lettura analoga arriva da Mauro Campello, Direttore dell’UOC di Neurochirurgia e del Dipartimento di Neuroscienze del GOM Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, consigliere nazionale SNO e presidente congressuale. Anche per Campello, la sanità calabrese va raccontata senza semplificazioni: alcuni indicatori sono problematici, altri mostrano risultati migliori di quanto suggerisca la percezione comune.
“Il ritratto che emerge dai dati ufficiali è sicuramente più articolato e, in diversi aspetti, migliore della vulgata generale”, afferma Campello. “Ci sono indicatori in cui la Calabria è più indietro e altri in cui si colloca in posizioni buone. Per questo bisogna evitare giudizi generici e guardare alle singole realtà, ai percorsi e alle competenze effettivamente presenti”.
Per quanto riguarda le neuroscienze, Campello sottolinea un elemento di forza: la qualità di molte professionalità locali. “Nei singoli settori abbiamo professionalità molto buone, assolutamente in linea con quelle dei centri più titolati in Italia”, evidenzia. “Il problema principale non è la competenza specialistica, ma la relazione tra l’ospedale, che gestisce l’acuto e l’alta complessità, e il territorio, che deve accompagnare la cronicità. Questo rapporto centro-periferia va migliorato”.
Il Congresso SNO diventa così un’occasione concreta per mettere a confronto specialisti, generazioni professionali e modelli organizzativi. Dopo molti anni, la società scientifica torna in Calabria con un evento nazionale che porta nel territorio un dibattito ampio sulle neuroscienze ospedaliere, sulle reti cliniche e sul futuro della cura neurologica.
“Il Congresso SNO torna in Calabria dopo circa vent’anni e per noi è stata una sfida importante”, racconta Campello. “Il riscontro è positivo: i contenuti scientifici ci sono, le aule sono partecipate, c’è uno scambio vivo tra professionisti, giovani medici e specialisti più esperti. Questo è uno degli aspetti più importanti di un congresso nazionale: creare confronto e formazione reale”.
Il tema delle nuove generazioni è particolarmente rilevante. Le neuroscienze ospedaliere comprendono discipline ad alta complessità e, in alcuni ambiti, ad alto rischio professionale e medico-legale, come la neurochirurgia e la neuroradiologia interventistica. Anche per questo, attrarre giovani specialisti, formarli e mantenerli nei percorsi ospedalieri è una delle sfide del futuro.
“Vediamo che i giovani talvolta tendono a scegliere specialità percepite come meno impattanti sul piano della responsabilità professionale”, osserva Campello. “Ma proprio per questo è importante mostrare loro il valore delle neuroscienze ospedaliere: sono discipline complesse, certo, ma anche decisive, formative e capaci di incidere profondamente sulla vita dei pazienti”.
La Calabria ha difficoltà reali, soprattutto nella costruzione di reti pienamente integrate e nel rapporto tra ospedale e territorio; ma ha anche competenze, esperienze e professionisti che chiedono di essere valorizzati. Il confronto nazionale ospitato a Reggio Calabria può diventare un segnale positivo: non un punto di arrivo, ma un’occasione per rafforzare collaborazioni, condividere modelli e costruire una neurologia sempre più vicina ai bisogni dei pazienti.
Il Congresso da solo non risolve i problemi della sanità regionale, è il senso condiviso dagli organizzatori, ma può contribuire a far emergere ciò che già funziona, a individuare ciò che va migliorato e a mettere in relazione competenze che, lavorando insieme, possono far crescere il sistema.
S.N.O. – Società di Neuroscienze Ospedaliere è un’associazione di rilevanza nazionale, attiva dal 1960, che accoglie i medici che operano in ambito neurologico, neurochirurgico, neuroradiologico, nonché i medici cultori delle Neuroscienze che operano in strutture sanitarie pubbliche o private o in ambito libero-professionale. La S.N.O. è libera, apartitica, aconfessionale, non ha fini di lucro ed è espressamente esclusa ogni finalità sindacale. Ha tra i suoi scopi il miglioramento continuo degli standard di qualità professionale, la collaborazione con gli enti pubblici del settore sanitario per favorire le competenze tecniche, cliniche ed elaborare linee guida volte a favorire il miglioramento delle cure. Promuove ricerche, trials e studi clinici nell’ambito delle neuroscienze. Per maggiori informazioni: www.snoitalia.org.
