Guerra Ucraina, Zelensky approva la strategia Sbu: 40 giorni per spingere la Russia a fermare le ostilità

Volodymyr Zelensky ha dato il suo ok alla strategia Sbu per costringere la Russia a fermare la guerra

Il presidente ucraino Zelensky ha approvato una “operazione di influenza strategica” messa a punto dall’Sbu della durata di 40 giorni che ha come obiettivo quello “di costringere la Russia a porre fine alla guerra“. I dettagli dell’operazione rimangono classificati. Ma poche ore dopo l’annuncio da parte del Presidente ucraino del via libera all’operazione, nella notte, le forze di Kiev hanno lanciato centinaia di droni contro diverse regioni russe.

Nella regione di Tula, secondo il canale Telegram Astra, sono stati colpiti l’impianto chimico di Azot, a Novomoskovsk e l’impianto elettrico della capitale della regione. In entrambi i siti si sono sviluppati incendi. Il governatore, Dmitry Milyaev ha dichiarato che sono stati abbattuti 157 droni e ammesso che l’impianto di Novomoskovsk ha registrato danni. Registrato un ferito, una donna. Ma è stata colpita anche Mosca, ha reso noto il sindaco Sergei Sobyanin. Nella notte sono stati abbattuti almeno 47 droni a Mosca e nel resto della regione. Fra gli obiettivi colpiti c’è anche il deposito di petrolio di Polvavskaya, nella regione di Krasnodar, e due raffinerie a Ufa. Il ministero della Difesa a Mosca ha rivendicato la distruzione di 660 droni ucraini in 12 diverse regioni del Paese, inclusa la Crimea occupata.

L’Sbu sta dimostrando da mesi una elevata capacità di proteggere le posizioni ucraine al fronte grazie all’uso di droni di vario tipo. Il Centro per le operazioni speciali ‘Alpha’ è leader in termini di risultati ottenuti con la distruzione di personale, equipaggiamenti delle forze di occupazione“, ha dichiarato ieri Zelensky.

L’unità Alpha è responsabile in particolare delle operazioni a lungo raggio. I raid contro le infrastrutture dell’energia critiche in profondità nel territorio russo hanno come obiettivo quello di colpire sistematicamente le risorse economiche a disposizione del Cremlino per sostenere la sua campagna militare, spiegano a Kiev.

La situazione si è particolarmente aggravata nei territori occupati dalla Russia, dove in seguito a queste operazioni di Kiev si sono creati problemi “non risolvibili” sul fronte del carburante, della logistica militare e soprattutto, in Crimea, della amministrazione ordinaria della regione. L’amministrazione russa della regione sul Mar Nero ha ammesso esplicitamente di non essere in grado di risolvere i problemi provocati dai raid a medio e lungo raggio delle forze ucraine contro le raffinerie e le linee di rifornimento.