La cronaca locale si trova nuovamente a registrare un episodio di violenza inaudita che lascia profondamente sgomenti e indignati per la gratuità e la ferocia dei modi. Quello che doveva essere un normale giorno dedicato al trasferimento presso una nuova abitazione si è trasformato in un incubo di inaudita gravità nel cuore di Reggio Calabria, precisamente in via Ibico, nel quartiere di Santa Caterina. Una donna, che tra l’altro convive con una condizione di disabilità , stava semplicemente disponendo due paletti sul suolo pubblico per riservare lo spazio necessario allo stazionamento del furgone della ditta di traslochi. Tale accortezza era persino supportata da un’ordinanza giudiziaria legata a una precedente denuncia per “Codice Rosso”, che la autorizzava a sostare in quell’area poiché monitorata dal proprio sistema di videosorveglianza. Tanto è bastato per scatenare la furia cieca di alcuni passanti e residenti della zona, incapaci di rispettare le regole civili, il diritto e la fragilità altrui.
La brutale aggressione fisica contro una madre invalida e suo figlio
La tensione verbale, alimentata inizialmente dalle rimostranze e dalle provocazioni di un anziano e della dipendente di un’attività della zona, è degenerata in pochissimi istanti in un vero e proprio pestaggio quando sul posto è giunto il marito della lavoratrice. L’uomo, con una foga bestiale e assolutamente ingiustificabile, si è scagliato prima contro il figlio della donna, bersagliandolo con un forte schiaffo e continuando a colpirlo ripetutamente con pugni e calci. Non contento, l’aggressore ha rivolto la propria ferocia anche contro la madre disabile, strattonandola con forza e stringendole violentemente il collo nel tentativo di soffocarla, mentre la moglie del picchiatore infieriva su di lei provocandole dolorosi graffi. Un accanimento brutale che provoca profondo sdegno: è inconcepibile che la civile convivenza venga calpestata in questo modo per un semplice posto auto.
L’ombra delle armi e le gravi lesioni personali riportate dalle vittime
Il bilancio di questa spedizione punitiva è drammatico e delinea uno scenario da criminalità ordinaria. Madre e figlio sono stati soccorsi d’urgenza dal personale del soccorso pubblico del 118 e della Polizia di Stato, per poi essere trasportati in ambulanza al Pronto Soccorso. Se alla madre è stata diagnosticata una prognosi di dieci giorni per le lesioni personali subite, le condizioni del giovane destano enorme preoccupazione, con il serio rischio di compromettere l’uso della vista a causa dei gravi traumi ricevuti all’occhio. A rendere il quadro ancora più agghiacciante e intollerabile è il dettaglio, emerso dalla successiva denuncia alla Questura , secondo cui l’assalitore avrebbe mostrato il calcio di una pistola nascosta vicino al sedile della propria auto per intimidire le vittime , mentre la consorte lanciava minacce e urlava frasi intimidatorie millantando presunte coperture istituzionali.
Una comunità sotto scacco e la fuga forzata da un clima di terrore
Di fronte a un simile clima di terrore, la reazione delle autorità e della magistratura deve essere immediata, ferma e implacabile. Le vittime hanno già formalizzato la querela e i legali che assistono la famiglia stanno seguendo da vicino l’evoluzione delle indagini per assicurare i responsabili alla giustizia. L’avvocato Giuseppe Adornato commenta l’episodio con queste parole: “Sono e starò vicino a questa famiglia coinvolta in una spirale di violenza che fa spavento e che la sta costringendo a valutare scelte di vita drastiche, non ultima l’abbandono della città o del quartiere in cui abita. Seguirò attentamente la vicenda e non mancherò di evidenziare agli inquirenti ogni elemento utile per l’identificazione dei responsabili. Non è possibile darla vinta a chi semina terrore senza alcuna ragione”.
Resta l’amarezza e lo sconcerto per una spirale di violenza talmente asfissiante da costringere dei cittadini onesti a valutare scelte drastiche e dolorose, come l’abbandono del proprio quartiere o addirittura della città, pur di preservare la propria incolumità fisica e psicologica. Il legale della famiglia ha espresso forte vicinanza alle vittime, sottolineando come non si possa dare spazio a chi semina terrore senza alcuna ragione. La cittadinanza non può e non deve rimanere inerme o indifferente davanti a tali scempi che minano la sicurezza urbana e la dignità umana.
