80° anniversario della Repubblica, le banche nella ricostruzione e per lo sviluppo del Paese

La celebrazione degli 80 anni della Repubblica assume particolare valore se viene vista come molla, costruttiva ed edificante, di un nuovo processo di crescita

Nell’ottantesimo anniversario della Costituzione della Repubblica e dell’elezione dell’Assemblea Costituente non si può non parlare, se si vuole evitare di cadere nella retorica della nostalgia e del sentimento, dei protagonisti – uomini, donne, istituzioni, come le banche – che hanno aiutato il Paese, ferito dalla dittatura e dal conflitto, a divenire una nazione moderna, alimentando le speranze di rinascita e la ricostruzione morale. In una stagione, come quella attuale, fluida e turbolenta a livello internazionale, con naturali riflessi sul nostro mondo, economico e sociale, il sistema bancario, in tutte le sue articolazioni, dimensionali e di funzioni, è considerato tra i più solidi e patrimonializzati a livello europeo e non solo. Con tale caratterizzazione esso deve continuare a dare, con senso di responsabilità, consistenza ad una esigenza del mondo produttivo: definire il perimetro di una sicurezza globale del valore, attraverso l’equilibrio e la stabilità.

Il sistema bancario si è assicurato un tale ruolo con l’esperienza e rafforzandosi durante le fasi storiche delle dinamiche nazionali. Queste fasi, per sommi capi, possono essere così raccolte, e citando gli eventi e i fenomeni più caratterizzanti:

  1. 1945-1957: l’emergenza e la ricostruzione.

Gli istituti di credito, guidati dalla legge bancaria del 1936, incanalarono i fondi del Piano Marshall, sostenendo la ripresa della siderurgia, della meccanica e dei trasporti e, quindi, il processo di ricostruzione e di ammodernamento del Paese;

  1. 1958 – 1968: il miracolo economico e il credito agevolato.

Furono gli anni del boom, sostenuto soprattutto dagli istituti a medio termine (IMI e Mediobanca) per la parte industriale, e dalle banche ordinarie per il commercio, l’edilizia ed i consumi

  1. 1969 – 1980: la crisi, l’inflazione e gli anni di piombo.

Una forte inflazione, alimentata da tensioni internazionali e dalla crisi petrolifera del 1973, sfociò nella “stagflazione”. Le banche, per salvaguardare i livelli occupazionali, finanziarono le grandi imprese pubbliche, soprattutto attraverso gli istituti dell’IRI: Banca Commerciale, Credito Italiano, Banco di Roma.

  1. 1980 – 2005: deregolamentazione, ristrutturazione e privatizzazione.

Il sistema viene sottoposto alle direttive europee che ne condizionano l’autonomia

Il sistema viene sottoposto alle direttive europee che ne condizionano l’autonomia. La politica monetaria non è più esclusivo appannaggio della Banca d’Italia. Il 30 luglio 1990 la legge Amato prevede la nascita delle Fondazioni di origine bancaria e le banche vengono trasformate in Spa, fatta salva qualche Popolare e le BCC. Con il Testo Unico Bancario del 1993 nasce la banca universale che fa tutto (credito speciale e commerciale).

  1. 2006 – ad oggi: crisi dei mutui subprime (2007-2008) a livello mondiale che dà avvio ad una più attenta gestione del credito e al consolidamento del sistema attraverso fusioni, incorporazioni e riduzioni degli sportelli. Altresì, le banche danno prova di flessibilità, capacità di adattamento e responsabilità nel periodo del Covid e successivo.

La celebrazione degli 80 anni della Repubblica assume valore se viene vista come molla di un nuovo processo di crescita

La celebrazione degli 80 anni della Repubblica assume particolare valore se viene vista come molla, costruttiva ed edificante, di un nuovo processo di crescita. In tale proiezione, il sistema bancario sarà determinante, nel rispetto dell’articolo 47 della Costituzione: “la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”. L’articolo 47 è stato il faro, negli anni, per le banche e lo sarà per affrontare le insidie dei prossimi periodi, insidie rappresentate da azioni muscolari a livello internazionale, che generano insicurezze e frenano progetti e visioni.

Di conseguenza, e con l’obiettivo di migliorarci, si stanno sviluppando dinamiche convulse, raccolte nella espressione “risiko bancario”. È un processo interessante anche se, toccando prevalentemente la dimensione di impresa, finisce per impattare sui pilastri fondamentali del sistema: la gradualità del pluralismo, la diversificazione dell’offerta, la prossimità alla clientela. Per essere chiaro. È corretto, comprensibile e giustificabile che si tenda alla costruzione di grandi campioni bancari, continentali e nazionali, in grado di competere a livello globale, per sostenere l’operatività delle nostre imprese in Italia e all’estero, rendendoci orgogliosi.

La biodiversità, fatta da grandi gruppi, banche di territorio, banche etiche, credito cooperativo ed altri intermediari finanziari, va tutelata

Bisogna, però, essere attenti. Non è certo che la grande dimensione sia l’unica strada da seguire. La biodiversità, fatta da grandi gruppi, banche di territorio, banche etiche, credito cooperativo ed altri intermediari finanziari, va tutelata in un sistema produttivo incentrato, per il 99%, sulle PMI e caratterizzato da vivaci comunità locali e da una società disarmonica e fragile, anche per il prolungamento dell’età. L’auspicio è di un rispetto della biodiversità, efficiente e produttiva e ben gestita, che si sposi, con accordi di sistema, con le banche campioni. L’importante è raggiungere la migliore combinazione tra forza finanziaria collegata alla dimensione ed esercizio di multiservizi. Anche per questa via, rivolta al sistema finanziario, si contribuisce ad evitare una prevalenza di oligopoli. Essi, se vanno oltre l’interesse nazionale e si concentrano prevalentemente sulla soddisfazione dei soci e degli azionisti, si possono riflettere sugli indirizzi politici, rischiando di contribuire all’abbassamento dell’asticella della democrazia.

E questo rischio si moltiplica se si tiene da conto l’effetto dirompente di traino, che ha l’AI. La sua applicazione richiede investimenti notevoli che fatalmente favoriscono chi ha più mezzi finanziari, e cioè i grandi gruppi. Oggi si acquisisce sempre più consapevolezza che l’AI stia prendendo il posto della libertà, della verità, dei sentimenti, della conoscenza chiara e trasparente. Si parla di rischio di allucinazione informatica. Il mondo bancario è particolarmente toccato, con la responsabilità che esso ha, di proteggere e di gestire una ricchezza finanziaria, prossima a 6.000 Mld di euro, pari a circa il 12 % dell’ammontare europeo.

Dobbiamo auspicare, riprendendo anche il pensiero del Santo Padre Leone XIV, nella enciclica Magnifica Humanitas, che l’uomo conservi la guida del processo, per assicurare, utilizzando anche l’AI, innovazioni diffuse e gratificazioni storiche, realizzando grandezza umana, dignità ed equilibrio sociale, prosperità economica. In tale prospettiva, le banche, adeguatamente e opportunamente modellate e disciplinate debbono continuare ad occupare un ruolo centrale e propositivo. Un auspicio finale: che il loro processo evolutivo non venga mai intaccato dalla politica, in perenne stato di campagna elettorale.

La Costituzione è nata 80 anni fa, a seguito di un Compromesso Alto tra forze animate da diverse ideologie e che, in buona misura, si contrapponevano tra di loro: l’orientamento cattolico, il socialista-comunista, il liberale. In quei momenti drammatici prevalse fortunatamente un fattore aggregante: il supremo interesse del Paese che andava ricostruito, attraverso tutte le forze disponibili. E questo senso di responsabilità, di apertura al compromesso illuminato e costruttivo, che deve oggi prevalere, per guidare il Paese verso un nuovo Rinascimento.