Rogliano celebra l’eccellenza di “Oltre il binario”: la rivoluzione culturale di Davide Costa sulla salute transgender

Un evento straordinario tra scienza, cinema e fotografia ha acceso il dibattito sull'identità di genere, consacrando l'impegno dell'associazione Scienze Sociali in Scena nella divulgazione accademica e umana

La comunità di Rogliano ha risposto con un entusiasmo fuori dal comune a un appuntamento che ha segnato un punto di svolta nel dibattito scientifico e sociale contemporaneo. Il 9 maggio 2026, la Sala Consiliare del Comune si è trasformata nel cuore pulsante di un confronto necessario e profondo, ospitando l’evento intitolato “Oltre il binario: Corpi, identità di genere e percorsi di cura”. L’incontro, incentrato sulla presentazione del saggio e del docufilm di Davide Costa, ha saputo orchestrare una sintesi perfetta tra la precisione della ricerca accademica e la forza comunicativa dei linguaggi artistici, offrendo ai numerosi presenti una narrazione autentica che sfida le convenzioni e promuove una nuova consapevolezza collettiva.

Uno spazio pubblico per l’informazione e l’ascolto sull’identità di genere

Il successo della manifestazione ha trovato le sue radici in un’apertura istituzionale e associativa di grande spessore. Greta Himmelspach, nella sua duplice veste di presidente della Pro Loco di Rogliano e moderatrice dell’incontro, ha saputo orientare la discussione con una sensibilità rara, ponendo l’accento sulla necessità impellente di affrontare tematiche spesso relegate ai margini del discorso pubblico. Durante il suo intervento, ha rimarcato quanto sia fondamentale oggi, per una comunità consapevole, approfondire le questioni legate all’identità di genere e alla salute delle persone transgender e di genere diverso. La Himmelspach ha sottolineato l’importanza di costruire spazi pubblici che non siano solo luoghi di transito, ma veri e propri laboratori fondati su un’informazione chiara e sull’ascolto reciproco.

Il profilo di Davide Costa secondo il professor Raffaele Serra

Il rigore scientifico dell’evento è stato garantito dalla presenza del professor Raffaele Serra, ordinario di Chirurgia Vascolare presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro e vicepresidente dell’associazione culturale Scienze Sociali in Scena. Serra ha offerto una testimonianza umana e professionale di grande impatto, tracciando un profilo di Davide Costa che lo eleva a figura di riferimento nel panorama della ricerca attuale. Il professore ha descritto il suo allievo come una personalità eclettica, capace di muoversi con disinvoltura tra diverse discipline. Nelle sue dichiarazioni, Serra ha espresso un profondo orgoglio, descrivendo Costa come una figura dotata di una straordinaria capacità di coniugare il rigore del ricercatore con la sensibilità del poeta, l’efficacia del divulgatore e l’impegno civile. Secondo Serra, questa è “una combinazione resa ancora più significativa da una produzione scientifica intensa e fuori dall’ordinario, capace di inglobare discipline e linguaggi senza mai perdere profondità metodologica e umanità”.

La sociologia della salute e la sfida narrativa di Beyond the Binary

Il cuore pulsante dell’evento è stato il racconto di Davide Costa, assegnista di ricerca presso l’ateneo catanzarese, che ha saputo incantare la platea con uno stile narrativo definito travolgente e assolutamente inedito. Costa non si è limitato a esporre i dati della sua ricerca, ma ha condiviso con il pubblico il viaggio umano e intellettuale che ha portato alla nascita del suo saggio. Ha ripercorso apertamente le resistenze e le difficoltà incontrate nel trattare un tema ancora pionieristico nel panorama scientifico italiano: la salute transgender analizzata sotto la lente della sociologia della salute. Questo percorso, radicato in una profonda responsabilità etica e in un ascolto immersivo delle storie di vita, ha trovato un’estensione naturale nel linguaggio cinematografico con il docufilm “Beyond the Binary”. L’opera, diretta dallo stesso Costa in collaborazione con Anna Rotundo, rappresenta la volontà di dare voce e volto a una realtà che la scienza, da sola, a volte fatica a restituire nella sua interezza.

Scienze Sociali in Scena e la forza dell’approccio visuale

L’associazione Scienze Sociali in Scena si conferma come una delle realtà più innovative e coraggiose nel campo della divulgazione scientifica indipendente. Fondata da Davide Costa, Raffaele Serra e Anna Rotundo, l’associazione persegue l’obiettivo di tradurre la complessità accademica in esperienze che siano tangibili e accessibili a tutti. A Rogliano, questa filosofia si è manifestata non solo attraverso il cinema, ma anche grazie a una mostra fotografica alternativa curata da Anna Rotundo. Le immagini, realizzate per il saggio “Beyond the Binary” e presentate in un album consultabile, hanno permesso al pubblico di toccare con mano il vissuto dei protagonisti delle interviste. Questo approccio visuale ha avuto il merito di abbattere la barriera tra osservatore e soggetto, restituendo ai corpi narrati una vulnerabilità e una presenza che vanno oltre il semplice dato statistico.

Un’esperienza culturale totale tra ricerca e impegno civile

L’evento si è concluso con la consapevolezza che “Oltre il binario” non sia stata soltanto una presentazione editoriale, ma una vera e propria esperienza culturale totale. Il progetto è riuscito a dimostrare come la conoscenza possa trasformarsi in partecipazione attiva quando viene supportata da una visione coerente e da un forte impegno civile. In un’epoca caratterizzata da una polarizzazione spesso sterile del dibattito pubblico, l’operato di realtà come Scienze Sociali in Scena appare come un faro di speranza e rigore. Resta ferma l’idea che sia ancora possibile produrre cultura con sensibilità, trasformando la ricerca scientifica in un patrimonio collettivo capace di generare cambiamento sociale e inclusione reale.