La lista civica Reggio Protagonista, attraverso il suo coordinatore Prof. Simone Veronese, attacca duramente Giuseppe Falcomatà dopo le sue ultime dichiarazioni contro il Governo e la Regione Calabria sui finanziamenti destinati a Reggio Calabria. Per Veronese, le parole di Falcomatà dimostrano “una clamorosa mancanza di autocritica dopo dodici anni di amministrazione caratterizzati da opere incompiute, finanziamenti persi e cantieri eterni“.
“Falcomatà si scandalizza perché un Ministro della Repubblica o un Presidente di Regione dichiarano che con un nuovo sindaco i finanziamenti arriveranno più velocemente. Ma è naturale che Governo e Regione siano pronti a investire di più se sanno che i soldi verranno finalmente spesi e le opere realizzate.” Secondo Veronese, “il problema non è mai stato l’assenza di risorse, ma l’incapacità amministrativa della gestione PD“.
“Falcomatà dovrebbe sapere benissimo perché Governo e Regione sono più fiduciosi oggi: perché dopo dodici anni di fallimenti, Reggio Calabria ha bisogno di una guida capace di trasformare i finanziamenti in opere concrete e non in annunci elettorali.” Il coordinatore di Reggio Protagonista elenca alcune delle principali opere “simbolo del fallimento amministrativo degli ultimi anni:
- i parcheggi del rione Rausei;
- il Lido Comunale;
- i circa 100 milioni destinati alla mobilità durante la presidenza Mario Oliverio;
- il Ponte Calopinace;
- i finanziamenti PNRR mai richiesti per il rifacimento della rete idrica cittadina;
- decine di opere iniziate e mai concluse.
Potremmo continuare all’infinito con l’elenco delle opere mai progettate, mai finanziate oppure iniziate e lasciate a metà. Per questo serve davvero una faccia tosta enorme per fare oggi la morale sui finanziamenti”.
Veronese conclude rilanciando il sostegno della lista civica Reggio Protagonista a Francesco Cannizzaro: “Reggio Calabria ha bisogno di una stagione nuova, fatta di opere completate, investimenti spesi bene e rispetto per i cittadini. La città non può più permettersi altri anni di immobilismo e propaganda“.
