Reggio Calabria, i conti del Comune e le bugie di Falcomatà: “hanno mentito e ingannato per 12 anni”

"Accuse di inganno e mal gestione nei confronti dell'amministrazione Falcomatà e del PD"

Demetrio Abate, candidato con Fratelli d’Italia al Consiglio Comunale di Reggio Calabria, ha voluto dire la sua in merito al recente dibattito sui conti del Comune, tema sollevato nuovamente dall’ex Sindaco Falcomatà. Allo stesso ha poi risposto Reggio Futura, con una conferenza stampa. L’oggetto della discussione? Falcomatà parla di 800 milioni di debito della gestione Scopelliti, ma la realtà è ben diversa. Il disavanzo era di 110 milioni e nel 2024, con l’ex Sindaco, è salito addirittura a 191.“800 milioni di debito? Falso”, è la netta smentita di Abate. Il bilancio del 2012, pubblicato dai Commissari il 30 aprile 2013, indica un disavanzo di 110 milioni, e non la cifra di 800 milioni. “È diffamazione. Chiunque può verificare sul sito del Comune”, si legge nel comunicato, facendo appello alla trasparenza dei documenti ufficiali.

Un altro punto critico riguarda la gestione del disavanzo. Nel giugno del 2015, i Commissari hanno lasciato il Comune con un disavanzo di 87 milioni. Tuttavia, nel 2024, dopo dieci anni di amministrazione Falcomatà e del Partito Democratico, il disavanzo è salito a 191 milioni. “Lo hanno preso a 87 e lo riconsegnano a 191. Più che raddoppiato”, afferma il comunicato, sottolineando una gestione che ha peggiorato la situazione economica della città. Al centro delle accuse c’è anche la confusione tra debito e disavanzo. Secondo il comunicato, si starebbe cercando di ingannare i cittadini attraverso il gioco delle parole. “Giocano con le parole. Ma il conto è semplice: entrate meno uscite”, si legge nella nota. L’accusa è che in questi 12 anni l’amministrazione abbia mistificato la realtà, ingannando i cittadini reggini.

Il comunicato si conclude con un appello al cambiamento: “Reggio ha vissuto di bugie per 12 anni. Ti hanno mentito, ora basta. Se la ami, la cambi”. Si accusa l’amministrazione di aver fatto pagare un prezzo molto alto alla comunità per il ritardo nella gestione delle finanze comunali.