Le nuove sfide dell’epato-gastroenterologia passano oggi dall’intelligenza artificiale, dai biomarcatori non invasivi, dai nuovi farmaci per obesità e steatosi epatica, ma anche dalla capacità di costruire reti formative e scientifiche sempre più solide. È il quadro emerso dal congresso “Novità in Epato-Gastroenterologia 2026”, ospitato nell’Aula Magna C dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e promosso dalla Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Digerente dell’UMG.
L’evento, presieduto dal professor Ludovico Montebianco Abenavoli, direttore della Scuola di Specializzazione, ha riunito specialisti, ricercatori e professionisti provenienti da numerosi centri universitari e ospedalieri italiani, confermando il ruolo crescente dell’Università Magna Graecia nel panorama scientifico nazionale della gastroenterologia e dell’epatologia.
Nel suo intervento, il professor Montebianco Abenavoli ha evidenziato come il settore stia vivendo «una fase di profonda evoluzione grazie all’impatto delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale applicata alla pratica clinica». Il docente ha sottolineato che “i cambiamenti sono rapidissimi” ma che l’Università Magna Graecia “riesce a stare assolutamente al passo con i tempi anche grazie a una scuola di specializzazione che, negli ultimi due anni, si è collocata ai primissimi posti in Italia per qualità della formazione erogata ai medici specializzandi”.
Montebianco Abenavoli ha inoltre ricordato il valore della rete formativa costruita sul territorio regionale: “abbiamo una rete che copre l’intera Calabria e questo appuntamento è stato voluto proprio per fare il punto sulle principali novità in epatogastroenterologia e tecnologia applicata alla medicina“. Tra i temi centrali del congresso, il professore ha richiamato “l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella disciplina, i nuovi farmaci per la steatosi epatica e l’obesità, le più avanzate tecniche endoscopiche e i nuovi biomarcatori diagnostici“.
Il direttore della Scuola di Specializzazione ha anche rivendicato il profilo internazionale del gruppo di ricerca dell’UMG: “la nostra scuola produce stabilmente pubblicazioni scientifiche di rilievo internazionale e alcuni dei nostri ricercatori figurano ormai in modo continuativo nel ranking mondiale dei migliori scienziati“.
Particolarmente attesa la lectio magistralis del professor Francesco Luzza, gastroenterologo e docente universitario, che ha illustrato le più recenti prospettive diagnostiche e terapeutiche nel settore. Luzza ha spiegato come “la gastroenterologia si sia potenziata moltissimo negli ultimi decenni grazie all’integrazione tra conoscenze di base, applicazione clinica e innovazione tecnologica“.
Nel dettaglio, il professore ha concentrato il proprio intervento su quattro grandi aree: le malattie gastrointestinali eosinofile, la celiachia e i nuovi screening internazionali, la steatosi epatica associata a disfunzione metabolica e le prospettive di prevenzione delle malattie infiammatorie croniche intestinali. “La sfida – ha osservato Luzza – sarà intervenire nella fase preclinica della malattia, cioè su ciò che ancora non vediamo prima della diagnosi“.
A portare il saluto istituzionale dell’Università Magna Graecia è stato il rettore dell’Ateneo, il professor Giovanni Cuda, che ha definito l’esperienza della scuola di gastroenterologia “un esempio di buona pratica” costruito attraverso “un lavoro continuo che ha prodotto risultati concreti“. Il rettore ha sottolineato la presenza di giovani medici e specialisti provenienti non solo dalla Calabria e dall’Italia, ma anche dall’estero, evidenziando come iniziative di questo tipo rappresentino “occasioni fondamentali per confrontarsi sui nuovi dati e sulle nuove conoscenze e per consentire soprattutto ai più giovani di avvicinarsi a un mondo assolutamente affascinante“.
Il congresso ha affrontato numerosi temi di grande attualità, dall’epatologia all’endoscopia digestiva, dall’oncologia gastroenterologica alle malattie infiammatorie intestinali, con un confronto multidisciplinare che ha coinvolto specialisti di rilievo nazionale. Particolare attenzione è stata dedicata anche alle prospettive future della gastroenterologia in Calabria e al rafforzamento della rete assistenziale e formativa regionale.
