“In merito alle dichiarazioni rilasciate sul futuro della gestione dei servizi sociali metropolitani, riteniamo doveroso riportare il confronto su un piano di equilibrio istituzionale, responsabilità amministrativa e rispetto verso lavoratori, famiglie e beneficiari dei servizi. È bene ricordare con chiarezza che il progetto di costituzione dell’Azienda Speciale nasceva proprio con l’obiettivo di superare le criticità strutturali del sistema degli appalti, assicurando maggiore continuità ai servizi rivolti alle persone più fragili, una programmazione più stabile e una gestione pubblica capace di valorizzare competenze e risorse umane”. Così l’ex assessore Alessandra Calafiore e l’ex presidente della Messina Social City Valeria Asquini replicano a Marcello Scurria. “Parlare oggi di “macelleria sociale” significa utilizzare espressioni gravi e profondamente improprie rispetto ad un percorso che ha invece al centro la tutela del lavoro sociale, il rafforzamento dei servizi assistenziali e la costruzione di un modello organizzativo più efficiente, moderno e sostenibile nel lungo periodo“, rimarcano.
“Nessuna riduzione dei diritti dei lavoratori è mai stata posta come obiettivo. Al contrario, il confronto con le organizzazioni sindacali e con gli operatori del settore è sempre stato considerato elemento imprescindibile di qualsiasi processo di riorganizzazione. Ogni riflessione avviata aveva come finalità quella di ottimizzare servizi e risorse, garantendo al tempo stesso continuità assistenziale, qualità delle prestazioni e maggiore capacità di programmazione. L’esperienza della Messina Social City dimostra concretamente come un modello pubblico di gestione dei servizi sociali può garantire qualità delle prestazioni, tutela occupazionale, capacità organizzativa e maggiore prossimità ai bisogni delle famiglie. In questi anni, proprio grazie a questo modello di gestione pubblica dei servizi nell’ambito delle politiche sociali, è stato possibile ampliare i servizi, rafforzare gli interventi sul territorio e costruire un rapporto diretto tra istituzioni, operatori e cittadini”, sottolineano.
“Per questo motivo riteniamo profondamente inopportuno trasformare un tema così delicato in terreno di scontro politico o elettorale. Dietro ogni servizio ci sono persone, famiglie, minori con disabilità, percorsi educativi e assistenziali che meritano serietà, equilibrio e senso di responsabilità istituzionale. Su un punto, tuttavia, non possiamo che concordare, il futuro dei servizi nell’ambito delle politiche sociali non può essere deciso senza il coinvolgimento di chi quei servizi li garantisce quotidianamente. Il dialogo con le forze sindacali, con gli operatori e con il territorio rappresenta un passaggio fondamentale per costruire qualsiasi modello gestionale realmente efficace, come sempre fatto fino ad oggi dall’Amministrazione Basile. Il vero tema, infatti, non è il nome dello strumento organizzativo, ma la capacità di assicurare servizi migliori, continui e dignitosi per tutti, garantendo stabilità gestionale, tutela del lavoro e qualità dell’assistenza. Ed è su questo che le esperienze di gestione pubblica maturate in questi anni rappresentano già oggi un riferimento concreto, costruito attraverso risultati tangibili e non attraverso slogan o semplificazioni propagandistiche”, concludono.
