L’onda del futuro: il Campus “Water Gym” della Telesio trasforma il Mar Tirreno in un’aula a cielo aperto

Tre giorni tra sport acquatici, attività outdoor e formazione al Falkensteiner: l’esperienza si inserisce nel percorso verso una futura curvatura sportiva della scuola

Non una semplice gita scolastica, ma un’esperienza sportiva e formativa pensata per trasformare il Mar Tirreno in un’aula a cielo aperto. L’Istituto Comprensivo “Bernardino Telesio” di Reggio Calabria ha portato i propri alunni tra le acque cristalline del Falkensteiner di Pizzo Calabro per il campus “Water Gym”. Il progetto ha previsto tre giorni e due notti di attività, durante i quali il confine tra banco e sport si è dissolto lasciando spazio a un programma intensivo di crescita, coordinazione e socialità. Sotto la guida di istruttori federali d’eccellenza, professionisti capaci di unire competenza tecnica e sensibilità empatica, gli studenti si sono cimentati in una rotazione continua di discipline acquatiche e outdoor.

Il ritmo delle giornate è stato serrato ma coinvolgente: tre attività al mattino e tre al pomeriggio, con sessioni da un’ora ciascuna. I ragazzi si sono messi alla prova in diverse specialità, tra sport d’acqua, discipline di precisione, sport di squadra e attività a contatto con la natura. Tra gli sport d’acqua spazio a Sup, canoa, nuoto e apnea in piscina, attività orientate all’equilibrio, alla percezione del sé e alla gestione del respiro, con riferimento anche al diving. Per gli sport di precisione, invece, gli alunni hanno praticato tennis, padel e pickleball per allenare i riflessi, oltre a tiro con l’arco e tiro a segno per sviluppare la concentrazione.

Non sono mancati gli sport di squadra e di dinamismo, con calcio, handball, beach volley e baseball, pensati per affinare strategia tattica, spirito di gruppo e coordinazione. Sul fronte outdoor e natura, la vela ha permesso di avvicinarsi allo studio del vento, mentre la mountain bike ha offerto l’occasione per esplorare il territorio in sintonia con l’ambiente. “Lo sport è parte integrante della cultura e della formazione umana”, scriveva il filosofo e pedagogista Giovanni Gentile. Una visione che la dirigente scolastica Marisa Guglielmina Maisano ha scelto di sposare, puntando su un’esperienza indicata come una scelta strategica e lungimirante.

L’entusiasmo dei ragazzi, i sorrisi durante le sfide in acqua e la partecipazione alle attività sono stati indicati come la prova del successo dell’iniziativa. La dirigente Maisano ha sottolineato l’importanza dell’attività fisica nella crescita globale dell’individuo: lo sport non è solo salute fisica, ma anche palestra di vita, capace di insegnare disciplina, rispetto delle regole e resilienza. Il campus rappresenta anche il primo passo concreto verso una futura curvatura sportiva dell’Istituto Telesio, un progetto che mira a rendere l’attività motoria un asse portante dell’offerta formativa.

Accanto all’aspetto tecnico, l’esperienza ha offerto momenti di relax e divertimento. Le serate sono state animate da uno staff specializzato, trasformando il tempo del riposo in un’occasione di condivisione. Il passaggio degli alunni dalla concentrazione della gara al coro della serata animata ha restituito l’immagine di una comunità scolastica sana, unita e orientata al futuro. L’Istituto Telesio torna così a Reggio Calabria con un bagaglio fatto non solo di tecnica sportiva, ma anche di consapevolezza. La scuola guidata dalla dirigente Maisano conferma la volontà di guardare lontano attraverso nuove sfide, come hanno fatto gli studenti nelle acque di Pizzo.

Un ringraziamento speciale è stato rivolto ai docenti accompagnatori, indicati come presenze fondamentali in un’epoca in cui la scuola assume una responsabilità educativa e di vigilanza sempre più onerosa e delicata. I professori e le professoresse Saveria Cilione, Giuseppa Ieracitano, Maria Ieracitano, Francesca Legato, Antonino Marcellino, Marcello Mancuso, Caterina Marino, Cosimo Piazza ed Elisabetta Suraci non si sono limitati al ruolo di supervisori. Con grande partecipazione si sono messi in gioco accanto ai ragazzi, prendendo parte alle attività e contribuendo a creare una sinergia che ha abbattuto ogni barriera. La distanza fisica e simbolica della cattedra è così venuta meno, lasciando spazio a un legame umano autentico tra docenti e studenti.