Nella mattina odierna, venerdì 15 maggio, è stato presentato il nuovo servizio di Housing Sociale di Reggio Calabria presso l’immobile di proprietà comunale “ex Ricoveri Riuniti” situato in via Eremo al Santuario n. 6. Nell’occasione si è tenuto anche l’Open Day con una visita della struttura. Si tratta di un progetto alternativo al ricovero a lungo termine in strutture pubbliche dedicato agli anziani. Il progetto prevede la coabitazione degli ospiti in un contesto comunitario e inclusivo, all’interno del quale viene assicurato un percorso di assistenza sociale e sociosanitaria integrata di tipo familiare che consente alla persona di conseguire e mantenere la sua autonomia e indipendenza.
L’ass. Nucera: “30 anziani tra palestra, bambini e invecchiamento attivo”
L’ass. Lucia Anita Nucera, intervistata ai microfoni di StrettoWeb, ha dichiarato: “l’housing sociale Reggio Calabria è una realtà ormai da più di un mese a questa parte. Già all’interno abbiamo gli ospiti, abbiamo fatto già gli inserimenti perché con la presa in carico integrata con l’ASP l’inserimento si fa in contemporanea e con uno studio insieme.
Il discorso dell’housing sociale è un percorso nuovo in Calabria, questo è un percorso che noi abbiamo riscontrato nel nord Europa, è un progetto ormai da tanti anni che portiamo avanti, grazie al PNRR siamo riusciti a far partire questo servizio, all’interno saranno in 30 alla fine degli inserimenti. Siccome c’è l’attività dell’invecchiamento attivo e dell’inclusione al territorio abbiamo attrezzato una bellissima palestra dove i nonni possono fare attività fisica insieme ai cittadini del territorio che gratuitamente possono utilizzare questa struttura.
Sempre all’interno, in un’ala che ci dava la possibilità di farlo, abbiamo arredato, grazie alla donazione di Ikea Sud Italia, un baby parking per i bambini, questo è a servizio del territorio dove i nonni avranno la possibilità di interagire con i bambini, ovviamente, coadiuvati dagli operatori, sempre coordinati dalla cooperativa Exodus. Questo è un percorso interessante, è un percorso che al Sud Italia non c’è, non esiste, è in una struttura bellissima, storica, della città di Reggio Calabria qui all’Eremo dove c’è una macchia mediterranea importante e dove il comune di Reggio Calabria ha investito.
Ha investito sia sul percorso dei nostri nonni ma anche sull’attività che andremo a fare perché all’interno abbiamo anche una struttura che è la casa del custode di questo luogo e che stiamo lavorando per far sì che diventi un centro diurno per anziani perché bisogna assolutamente creare sia la parte interna della struttura che una parte ludica esterna perché lo spazio e il territorio lo permettono.
Sono anziani che hanno un’età superiore a 65 anni, che sono autosufficienti e che questa tipologia prevede che loro possono dare una mano in cucina, in lavanderia o come vogliono e stare all’interno di un percorso con altri anziani attraverso lo sport, come ho detto prima, con la palestra ma anche il baby parking per rendersi utili. Loro possono uscire dalla struttura, frequentare l’esterno, i loro cari possono venirli a trovare in qualunque momento, non è una struttura a socio sanitaria, è un housing sociale che è un percorso ormai avviato da tantissimi anni in Nord Europa e che funziona benissimo. E’ il futuro per quanto riguarda i cittadini che preferiscono stare in compagnia con altri coetanei e fare attività come se fossero a casa, è un percorso familiare“.
Battaglia: “una comunità che restituisce dignità e autonomia ai nostri anziani”
“Una struttura abbandonata è diventata una meravigliosa casa per anziani. Non una casa di riposo, ma un progetto alternativo al ricovero a lungo termine, fondato sulla coabitazione in un contesto comunitario e inclusivo, dove viene garantito un percorso di assistenza sociale e sociosanitaria integrata di tipo familiare, capace di aiutare la persona a mantenere autonomia e indipendenza“. Con queste parole il sindaco facente funzioni del Comune di Reggio Calabria, Domenico Battaglia, ha presentato il nuovo servizio di housing sociale realizzato agli “Ex Ricoveri Riuniti”, struttura restituita alla città dopo un importante intervento di riqualificazione.
Battaglia ha sottolineato il valore sociale e umano dell’iniziativa: “pensare agli ultimi significa avere una vera idea di città. Il Comune è una famiglia fatta di amministratori e dipendenti che lavorano ogni giorno per costruire servizi concreti. Non ci sono tratti di penna che possono cancellare il lavoro di chi fa compiere passi avanti alla città. È questa la differenza che deve emergere: dare opportunità a chi ha davvero a cuore il bene comune. In questo quartiere è stato fatto tantissimo e, da sindaco, sento il dovere di ringraziare tutti coloro che ogni giorno contribuiscono a costruire qualcosa di importante per la comunità“.
La struttura, affidata alla cooperativa Exodus grazie al lavoro del settore Politiche sociali del Comune, sia dotata di spazi moderni e funzionali: domotica, cucina condivisa, palestra, aree dedicate alla lettura e alla musica, oltre a un ampio parco esterno.
Pasquale Ambrosino ha parlato di “una rinascita resa possibile grazie ai fondi europei, all’Amministrazione comunale che ha creduto nel progetto e al settore Welfare che ha lavorato in maniera sistemica. Questo luogo nasce dalle macerie della vecchia casa di riposo comunale e oggi torna a vivere attraverso azioni concrete. Grazie anche al contributo di Ikea, che ha sostenuto alcune attività intergenerazionali e legate all’inclusione dei migranti“.
Bruno Doldo, ha spiegato che “l’intervento di riqualificazione, per circa un milione di euro, ha riguardato gli spazi interni, le aree esterne e l’efficientamento energetico della struttura, con l’obiettivo di garantire agli ospiti un ambiente accogliente e un soggiorno piacevole“.
Francesco Barreca ha ricordato “il valore storico della struttura in cui hanno lavorato tante operatrici che hanno dedicato la loro vita all’assistenza. Negli anni quell’esperienza si era persa perché gli spazi non erano più idonei. Siamo intervenuti facendo squadra tra più settori e utilizzando diverse fonti di finanziamento, dal Pon Metro al Poc Metro, fino alle risorse del Pnrr – Missione 5 – dedicate agli anziani“. Barreca ha inoltre spiegato che sono stati stanziati 750 mila euro per la gestione del servizio, affidato tramite bando pubblico, che potrà ospitare fino a 30 persone prive di una rete familiare.
Paola Amato ha evidenziato che il progetto “è stato fortemente voluto per ripensare gli spazi e restituire centralità alla vita di relazione degli anziani. Questo non è un luogo in cui vengono semplicemente ospitati, ma uno spazio in cui possono abitare, condividere esperienze, socializzare e ritrovare il proprio posto nella comunità“.

