Come abbiamo già visto questa mattina, saranno soltanto 8 i consiglieri comunali di opposizione a Francesco Cannizzaro, neo Sindaco di Reggio Calabria. Quattro, anzi cinque, sono del Partito Democratico: Mimmo Battaglia, il candidato Sindaco sconfitto, e i tre più votati della lista del Pd che sono, in ordine, Nino Malara, Carmelo Versace (sostenuto da Castorina) e Giuseppe Marino. Ma consideriamo del Partito Democratico – di cui fa parte a tutti gli effetti – anche Carmelo Romeo, fedelissimo di Falcomatà eletto nella lista civica dell’ex Sindaco “La Svolta”. Completano il quadro l’ottimo Demetrio Delfino (AVS), oltre 1.100 voti, sfida con Nino Malara del Pd per lo scettro di consigliere più votato delle opposizioni, Francesco Catalano dell’altra lista civica di Falcomatà “Reset”, e Filippo Quartuccio per la Casa Riformista. Sono i reduci dei disastrosi 12 anni di Amministrazione Falcomatà.
Fanno più rumore i big trombati, i non eletti della coalizione: personaggi che hanno governato la città negli ultimi 12 anni da ruoli di altissima dirigenza: vicesindaci, assessori, consiglieri delegati. Spicca su tutti Paolo Brunetti, unico vice sindaco sempre rimasto fedele a Falcomatà in questi 12 anni, agli onori delle cronache per aver consegnato la Reggina a Ballarino e per aver promesso poi di “assumersi ogni responsabilità” di questa scelta senza dare mai seguito, per tre anni, a questa promessa e scappando persino dalla piazza con i tifosi. Gli 800 voti di preferenza ottenuti non bastano, è quarto e primo dei non eletti nel Pd. Restano fuori anche il Presidente del Consiglio Comunale uscente, Enzo Marra, una delle figure più serie di tutta l’ultima consiliatura, e i vari Antonio Ruvolo, Franco Barreca, oltre a tutte le donne del Pd, Lucia Nucera, Angela Martino e Anna Briante, già assessori dell’Amministrazione del Pd negli scorsi anni.
Non entrano nel nuovo consiglio comunale neanche Filippo Burrone, il repartista della Coop che Falcomatà aveva nominato Assessore, superato da Romeo nella lista della Svolta, e Gianni Latella, buono e folkloristico consigliere protagonista di tanti episodi che hanno fatto discutere (e divertire) la città negli scorsi anni. Si è fermato a 400 voti nella lista Reset, superato dalla new entry Catalano per un seggio strappato per un soffio grazie ai voti (decisivi) di Paolone detto gas (110) e del dj nominato da Falcomatà capo ufficio stampa del Comune, Filippo Sorgonà (104).
Corsa all’ultimo voto per il seggio della Casa Riformista, dove Filippo Quartuccio con 700 voti strappa il seggio a Pino Cuzzocrea – che aveva provato fino alla fine a passare con il Centrodestra – con un vantaggio di circa 50 preferenze.
