Ultime parole, poi sarà silenzio elettorale. La campagna elettorale delle Comunali di Reggio Calabria è arrivata agli sgoccioli, da domani bocche cucite. Questa sera l’ultima chance di parlare in pubblico, di aizzare la folla, di rendere decisi gli indecisi. Tre candidati hanno scelto la piazza, con i loro toni e i loro stili. Uno ha preso una scelta particolare, quella di un racconto intimistico, un album di famiglia aperto verso i propri lettori. Lamberti Castronuovo è stato sobriamente fuori dagli schemi, binomio complicato da portare alla realizzazione. Una scelta azzardata, sicuramente originale, chissà se ripagherà in cabina elettorale.
Conoscendolo, non gli importa molto: dirà che l’orientamento al voto dei reggini è stato già deciso da quanto fatto nelle scorse settimane, che l’ultimo discorso serve a ben poco. Come dargli torto. Quindi, il candidato del Polo Civico ha scelto una chiusura di campagna elettorale più intima per ringraziare i propri lettori, un racconto di impegno civico e politico, cultura, radici reggine.
L’album di Lamberti Castronuovo: ricordi, storie personali e impegno per Reggio Calabria
Elegante, sobrio, acculturato, professionale, umano. Le tante sfaccettature di Eduardo Lamberti Castronuovo che sostiene: “preferirei essere valutato dai miei concittadini per tutto ciò che ho fatto e non per le promesse vacue che potrei fare”. La sintesi perfetta della sua scelta. Del resto, la sua campagna elettorale è improntata ad avere una “Reggio normale” che non diventerà New York nel giro di qualche mese, ma che punta a ristabilire standard di vita congrui, occupazione, servizi, capacità di trattenere i giovani. Finita questa promessa doverosa, si inizia a sfogliare l’album.
“Comincia tutto da qui“. E come potrebbe essere altrimenti. La prima foto è quella dei genitori Giuseppe e Aurelia, sposi nel 1949, uniti in matrimonio da don Italo Calabrò al Tempio della Vittoria di San Giorgio al Corso. Pagina dopo pagina, si sfoglia instanee di vita. Le lauree dei figli Fabrizio, Alessandro e Giuseppe; gli incontri con Natuzza Evolo, il Papa, Italo Falcomatà e Riccardo Muti.
L’impegno politico da assessore alla Polizia Municipale. L’amore viscerale per il teatro, la musica e la cultura, in grado di valorizzare e innalzare l’individuo.
Impossibile non citare l’Istituto De Blasi, fondato e diretto da 48 anni, eccellenza della buona sanità reggina con strumentazioni all’avanguardia e standard qualitativi ben più alti della scarsa narrazione stereotipata della medicine territoriale. La rivendicazione orgogliosa che anche all’estremo Sud la sanità può funzionare con visione e competenza. E poi RTV, l’emittente che quotidianamente, dal 1998, informa i reggini come missione civica, prima che editoriale.
Non è tutto rosa e fiori. Nel racconto c’è anche spazio per una ferita ancora aperta, quella del presunto “inchino” di San Procopio, definito una costruzione mediatica artefatta e infondata che lo ha segnato per anni, frutto di un “giornalismo su ordinazione” che ha tentato di demolire la sua immagine di virtù e legalità.
Il finale non poteva che essere dolce e dedicato alla famiglia. Si vede il Lamberti Castronuovo nonno, circondato dai nipoti, l’uomo dietro il professionista-politico. Loro sono il futuro e il loro futuro sarà frutto del lascito di questo presente, di quanto si inizierà a costruire a partire dal voto del 24 e 25 maggio e dal lavoro del nuovo sindaco a partire dal giorno successivo.
