La reggina Amelia Cavallaro tra gli artisti della 125° mostra “100 pittori di via Margutta”

Nata dal fuoco sacro della rinascita del dopoguerra, questa rassegna è oggi un’istituzione leggendaria

Sotto l’infinito firmamento di Roma, dove ogni pietra del selciato custodisce e tramanda il respiro immortale dei grandi maestri, è esplosa la magnificenza della 125ª edizione dei “100 Pittori di Via Margutta”. Nata dal fuoco sacro della rinascita del dopoguerra, questa rassegna è oggi un’istituzione leggendaria: uno dei palcoscenici a cielo aperto più imponenti d’Europa, un tempio dove il genio trionfa in una libertà assoluta e sfolgorante.

Una madrina di nobile stirpe

A guidare questo rito di suprema bellezza è apparsa la radiosa Manuela Arcuri. Icona di fascino e fiera custode del sangue calabrese, l’attrice ha trasfuso un prestigio vibrante a un evento che si conferma simbolo universale dell’arte capitolina. La mostra si è chiusa domenica 3 maggio 2026, travolta da un’affluenza trionfale che ha esaltato l’amore indissolubile tra la Città Eterna e la forza della creatività.

Il vincitore

Svetta su ogni cosa Francesco Ponzetti con “Cosmo Bianco”, opera consacrata come vessillo di questa storica edizione. In un tripudio di oltre 100 artisti e 3.000 opere, Via Margutta si è trasfigurata in una maestosa agorà dello spirito. Dal rigore figurativo all’audacia dell’astratto, il battito della terra si è fatto, infatti, materia viva e colore, ribadendo che Via Margutta è il cuore pulsante e universale della cultura mondiale.

Il mare della locride nella città Eterna

In questo oceano di visioni, la Calabria ha levato alto il suo grido di gloria grazie ad Amalia Cavallaro, figlia eletta e orgogliosa di Bianco (RC). Amalia proviene dal paese che è culla del mitico Vino Greco di Bianco, un nettare divino che affonda le radici nel mito e nella storia millenaria della nostra terra. Per lei, lo Jonio è la fonte sacra dell’anima: un legame viscerale, un richiamo del sangue che ruggisce in ogni sua opera, portando il soffio primordiale e selvaggio del nostro mare fin nel cuore di Roma. È la forza della Calabria che conquista la Capitale.

L’alchimia del colore: lo psicostrappage

L’arte di Amalia Cavallaro è un’epopea di luce, sudore e materia. Attraverso il fuoco dello PsicoStrappage, l’artista compie uno scavo eroico nelle profondità dell’animo umano. Le sue opere sono stratificazioni cariche di emozione pura, dove l’astrazione si fa carne e il collage diventa il linguaggio segreto del cuore. Ogni sua creazione suggella un patto eterno e indomito tra gli abissi del nostro mare, l’infinito del cielo e la sacralità dell’arte.

Un’eredità di grandezza

Nei colori delle opere dell’artista bianchese impera una sorta di inno alla vita, un esistenzialismo futuristico che proietta l’osservatore verso i nuovi orizzonti del sentire. Ogni sua creazione è un grido di riflessione, un pezzo di storia che la colloca in un firmamento di assoluto splendore. Con la sua immensa passione, Amalia Cavallaro si erge a sentinella della magnificenza calabrese, portando la luce fiera e indomabile della nostra terra a brillare per sempre tra le vette più alte dell’arte universale!