Un po’ come nel film di Luigi Comencini, “Un ragazzo di Calabria”, Costantino Favasuli, esterno dell’US Catanzaro, è l’esempio più recente di un destino scritto con il sudore. Partito dai campi polverosi di Africo, nel cuore profondo e fiero della Locride, il giovane guerriero ha conquistato la chiamata più nobile della sua vita: il Commissario Tecnico della Nazionale, Silvio Baldini, lo ha convocato per la partita amichevole di giugno contro il Lussemburgo. Per l’esterno giallorosso non è una semplice selezione, ma la consacrazione definitiva, il sigillo di gloria su una stagione vissuta da protagonista assoluto.
Un prescelto per la rifondazione italica
Il nome di Favasuli brilla nell’elenco dei 24 eletti dal CT ad interim per i duelli contro Lussemburgo e Grecia. Una chiamata che profuma di storia per l’esterno calabrese, arruolato nell’avanguardia della rifondazione azzurra. L’Italia, ferita nell’orgoglio dalla mancata qualificazione ai Mondiali 2026, è chiamata a risorgere dalle proprie ceneri. In questo momento di transizione epocale, seguito alle dimissioni di Gennaro Gattuso, la FIGC ha affidato il comando a Silvio Baldini. Il condottiero toscano, fedele alla sua filosofia di coraggio e gioventù, ha deciso di attingere alle forze fresche dell’Under 21. E in questa schiera di giovani promesse, spicca come un faro la figura di Favasuli, reduce da un campionato dominato da vero leader con la maglia delle “Aquile”.
Sangue, arena e temperamento d’acciaio
La stagione del classe 2004 è stata un’autentica ode alla resilienza. Dalla terra battuta degli esordi, dove si forgiano i veri caratteri, fino ai palcoscenici dorati e spietati della Serie B, Favasuli ha dimostrato di possedere un’anima d’acciaio. Le sue prestazioni nei recenti e infuocati playoff sono state un manifesto di puro spirito di sacrificio. Nell’ultimo torneo, l’esterno ha letteralmente dominato la corsia laterale dello stadio “Ceravolo”, trasformandola nel suo regno insuperabile. A impressionare gli emissari della Nazionale non è stata solo la sua spinta devastante sulla fascia, ma una duttilità tattica d’altri tempi, unita a una maturità che sfida la sua stessa carta d’identità. Questa convocazione non è un caso, ma il giusto tributo a un cammino solido e inarrestabile.
L’orgoglio di un popolo e il trionfo del Club
La notizia della chiamata alle armi azzurre ha scatenato un boato d’entusiasmo in tutta la Calabria. Favasuli che indossa la maglia dell’Italia è il riscatto e l’orgoglio della comunità di Africo e di un intero territorio, che torna a vedere un proprio figlio nell’Olimpo del calcio mondiale. Per il Catanzaro, questo traguardo è la prova del nove della bontà del proprio operato, la dimostrazione che la terra giallorossa sa crescere campioni pronti per le sfide più dure. Per l’esterno delle Aquile si aprono ora i cancelli del mito: l’esordio con la maglia dell’Italia, per dimostrare al mondo che il ruggito del “Ceravolo” è pronto a risuonare anche in campo internazionale.
