La Calabria torna protagonista al Giro d’Italia, a 4 anni di distanza dall’ultima volta, quando nel 2022 Palmi, Scalea e Diamante vennero toccate dalla carovana rosa. Nell’edizione 2026, il Giro sceglie la Calabria per risalire la penisola e iniziare il proprio percorso italiano, dopo le 3 tappe d’apertura in Bulgaria. La quarta tappa arriva dopo il giorno di trasferimento, una “2 stelle” utile per riprendere il ritmo e mettere chilometri nelle gambe, eventualità da non sottovalutare, chiedere a Egan Bernal, oggi in netta difficoltà nonostante il talento sconfinato e un percorso non proprio irresistibile.
A parte la salita di Cozzo Tunno prima categoria di 14.5 km con pendenza media del 5,9% e punte dell’11%, la tappa non presentava ulteriori difficoltà altimetriche. Il ritmo tranquillo ha permesso alla regia Rai di spaziare più del solito sulle bellezze naturali e paesaggistiche dei luoghi, dal mare all’entroterra, dalla storia di Catanzaro e Cosenza ai monumenti simbolo. Su tutti, ha riscosso molto successo l’iconico “Cavatore” di Catanzaro colorato di rosa per l’occasione. Una cartolina importante, in mondovisione, per l’intera Calabria.
Per quanto riguarda la cronaca sportiva, come detto, occhi puntati sulla salita di Cozzo Tunno che ha sorpreso più di qualche corridore, complice l’andatura della Movistar che ha affrontato la salita molto forte. Si è staccata la maglia rosa Guillermo Silva, così come Andresen e il già citato Egan Bernal, rientrato solo nel finale.
Nel rettilineo finale di Cosenza si consuma una voltata intrigante con Narvaez che ottiene il successo di tappa davanti ad Aular, Giulio Ciccone terzo, ma nuova Maglia Rosa e leader di classifica generale.
