“Il Movimento Amici della Caccia plaude alla vittoria del nuovo Sindaco Francesco Cannizzaro, augurando buon lavoro al Consiglio Comunale e alle nuove Circoscrizioni e guardando al futuro con fiducia. La città ha ora l’opportunità di cambiare registro, restituendo ai cacciatori il diritto di partecipare alla gestione del territorio e promuovendo una visione moderna della caccia. In questo quadro, il Movimento propone di partire dalle questioni lasciate in sospeso”. Lo afferma in una nota il Movimento Amici della Caccia.
“Il Movimento Amici della Caccia di Reggio Calabria è un gruppo spontaneo e apartitico di cacciatori, appassionati e simpatizzanti. Nasce dal basso e si è affermato come una rete che usa social e stampa per informare, denunciare disfunzioni e promuovere un’immagine corretta e sostenibile della caccia. Nel marzo 2026 il movimento ha stretto un’alleanza con il Circolo Cacciatori Naturalisti Palmesi per mettere in rete energie e competenze, affermando che la caccia può essere cultura rurale e presidio del territorio, da praticare con responsabilità e rispetto dell’ambiente”.
“Questa impostazione apolitica e comunitaria si riflette nel ruolo di sentinella civica che il movimento ha esercitato negli ultimi anni: monitoraggio degli organi amministrativi, segnalazioni sui social, lettere aperte alla stampa e rapporti con le principali associazioni venatorie. Anzitutto occorre ripristinare la legalità nelle commissioni d’esame, nominando immediatamente i componenti e programmando sessioni regolari per consentire agli aspiranti cacciatori di sostenere l’abilitazione. È impensabile che centinaia di domande restino pendenti per anni: la generazione che vuole avvicinarsi all’arte venatoria merita risposte certe e tempi rapidi” prosegue il Movimento Amici della Caccia.
“La diminuzione dei cacciatori, fra l’altro, comporta anche un danno economico: meno licenze significano meno entrate per gli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC), minore fatturato per armerie e negozi specializzati, meno turismo. Parallelamente bisogna aprire un tavolo permanente con la Regione. Il rapporto di sintonia e di intesa con il Governatore calabrese Roberto Occhiuto va messo a frutto per ottenere dalla Regione: risorse per la gestione venatoria (finanziamenti per i piani faunistici, ripopolamenti, formazione e controllo); rapida nomina delle commissioni d’esame, che in Calabria sono competenza regionale; revisioni normative per semplificare le procedure e incentivare la presenza dei giovani nella caccia; collaborazione con i dipartimenti di agricoltura e ambiente per progetti di recupero faunistico e riduzione dei danni da fauna selvatica”.
“Negli ultimi anni l’attività venatoria in Calabria ha sofferto di gravi carenze normative e organizzative. Il piano faunistico‐venatorio regionale è scaduto da anni e la Regione pubblica i calendari venatori con ritardo, senza presentare richieste di deroghe per specie problematiche, mentre altre regioni ottengono deroghe mirate. La mancanza di programmazione ha alimentato conflitti tra cacciatori, agricoltori e ambientalisti e ha costretto i cittadini metropolitani a confrontarsi con problemi che non dipendono dal Comune ma che richiedono un intervento regionale. Il nuovo sindaco e i consiglieri comunali possono svolgere un ruolo decisivo. È necessario esigere dalla Regione tempi certi per l’approvazione del piano faunistico e l’istituzione di un tavolo tecnico permanente in cui partecipino anche le associazioni venatorie, gli agricoltori e i rappresentanti della Città metropolitana. Solo un piano aggiornato permetterà di pubblicare calendari puntuali, attivare deroghe per specie invasive e armonizzare le misure di tutela ambientale con le esigenze di controllo faunistico” continua ancora il Movimento Amici della Caccia.
“Va inoltre sostenuto il piano straordinario quinquennale per il contenimento del cinghiale avviato dalla Giunta regionale, partecipando attivamente al tavolo tecnico per segnalare le zone più colpite e coordinare gli interventi con gli Ambiti Territoriali di Caccia. Per evitare nuovi scontri, occorre garantire la rappresentanza di tutte le associazioni venatorie e ambientaliste negli organi decisionali e promuovere l’adozione di strumenti digitali per la registrazione dei prelievi e la gestione delle autorizzazioni, così da ridurre la burocrazia e aumentare la trasparenza”.
“Un problema di particolare rilievo è l’applicazione del decreto regionale che, per il 2025/2026, ha rinviato al 1° novembre l’apertura della caccia nella ZPS “Costa Viola”, area di protezione speciale che comprende le falesie costiere tra lo Stretto e l’Aspromonte, importante per il passaggio di rapaci. Secondo le associazioni venatorie e agricole, questa decisione non ha basi scientifiche perché le specie da proteggere non sono oggetto di caccia, e rischia di aggravare i danni causati da cinghiali e altri ungulati. In un incontro tenutosi a Solano Superiore nell’agosto 2025, Federcaccia, Libera Caccia, Arcicaccia, Enalcaccia e Coldiretti hanno deciso di costituire un comitato che riunisca associazioni, produttori e sindaci per presentare alla Regione un dossier tecnico con proposte di modifica della Vinca e di revisione del calendario”.
“La Città metropolitana dovrebbe sostenere questa iniziativa e farsi portavoce presso la Regione per rivedere il provvedimento: l’obiettivo è conciliare la tutela della biodiversità con la necessità di contenere i danni agricoli e garantire l’esercizio della caccia. Ciò rientra nelle competenze del Comune metropolitano, che può coordinare i sindaci del territorio e offrire il proprio contributo tecnico e politico per adeguare la normativa regionale alle peculiarità locali. In sintesi, un rapporto costruttivo con la Regione richiede che la Città metropolitana si faccia promotrice di un tavolo di confronto permanente, portando al centro dell’agenda regionale le priorità dei cacciatori e degli agricoltori del Reggino: un nuovo piano faunistico, calendari e deroghe tempestive, un piano di gestione dei cinghiali efficace e la revisione delle misure restrittive nella ZPS Costa Viola. Solo così si potrà garantire certezza normativa, tutela ambientale e rispetto dei diritti dei cacciatori”.
“Le nuove circoscrizioni di Reggio Calabria, istituite con il regolamento sul decentramento del marzo 2026, sono chiamate a riportare l’amministrazione più vicina ai cittadini. Nell’ambito venatorio possono assumere un ruolo concreto, poiché nelle circoscrizioni possono essere localizzate attività oggi concentrate al Cedir, come la consegna del tesserino venatorio. Con il pieno decollo del decentramento questa funzione potrà essere estesa a tutte e cinque le circoscrizioni, agevolando i cacciatori nella gestione delle pratiche e alleggerendo il carico degli uffici centrali”.
“La vocazione partecipativa delle circoscrizioni può favorire un dialogo costante fra cacciatori, residenti e istituzioni. Il regolamento prevede infatti la possibilità di istituire consulte tematiche: organi collegiali composti da associazioni, categorie professionali ed enti del Terzo settore che, senza oneri, possono formulare indirizzi e proposte su questioni specifiche. Ogni circoscrizione può inoltre valorizzare i Comitati di quartiere e promuovere forme di consultazione popolare attraverso assemblee, questionari e audizioni pubbliche. Questi strumenti, se orientati ai temi faunistico‐venatori, permetterebbero di raccogliere segnalazioni locali (per esempio la presenza di cinghiali nelle periferie), discutere progetti di recupero ambientale, promuovere iniziative formative sulla sicurezza e la sostenibilità della caccia e orientare l’amministrazione verso decisioni condivise”.
“Le circoscrizioni dunque possono diventare un presidio operativo e partecipativo per l’attività venatoria reggina: punto di rilascio dei tesserini, sede di ascolto dei cacciatori e degli agricoltori, promotori di eventi divulgativi e interlocutori privilegiati per segnalare criticità e proposte agli organi centrali soprattutto per i territori dell’area Pre Aspromontana della Città Metropolitana ricadenti nell’ATC RC1. Utilizzare appieno queste funzioni significherà avvicinare amministrazione e territorio, valorizzando la cultura rurale e contribuendo alla gestione sostenibile della caccia. Infine, guardando avanti, il programma elettorale di Cannizzaro prevede di trasformare l’area di Pentimele in un polo fieristico e congressuale”.
“L’esperienza dell’Expo Wild di Misterbianco, che nel 2026 ha attratto migliaia di visitatori e ha coinvolto anche il Movimento Amici della Caccia come gruppo presente all’evento fieristico, dimostra che il Sud è pronto per ospitare eventi dedicati a caccia, pesca e outdoor. Reggio Calabria, con i suoi 15000 cacciatori e la tradizione rurale del suo comprensorio può candidarsi a essere la Capitale di un salone annuale della caccia che offra spazi espositivi, convegni, attività didattiche per le scuole e momenti di confronto fra istituzioni e associazioni. Un evento del genere genererebbe turismo e lavoro, promuovendo al tempo stesso una caccia responsabile e sostenibile”.
“Le criticità accumulate negli ultimi anni – assenza di un piano faunistico aggiornato, calendari pubblicati in ritardo, mancanza di deroghe e gestione emergenziale di specie problematiche – richiedono un salto di qualità. Grazie al rapporto privilegiato con il presidente della Regione e alla fiducia ottenuta dall’elettorato, l’amministrazione metropolitana può assumere un ruolo propulsivo: chiedere alla Regione tempi certi per l’approvazione del nuovo piano, partecipare ai tavoli tecnici, rappresentare le esigenze del territorio e proporre soluzioni innovative come piani di controllo faunistico, attuazione dei piani di gestione nazionale di determinate specie e piani di deroghe. Solo attraverso una collaborazione leale e strutturata tra Città metropolitana e Regione si potranno garantire certezza normativa, tutela ambientale e rispetto dei diritti dei cacciatori”.
“La vittoria di Francesco Cannizzaro segna una svolta dopo dodici anni caratterizzati da ritardi burocratici, commissariamenti e decisioni contestate. Il Movimento Amici della Caccia, pur restando apolitico, riconosce l’importanza di questa nuova fase e formula i migliori auguri al nuovo sindaco, al Consiglio Comunale e alle Circoscrizioni ed è pronto a collaborare con l’amministrazione e le istituzioni regionali, offrendo la propria esperienza e la rete di contatti costruita nel tempo. L’obiettivo comune deve essere quello di conciliare tradizione, sostenibilità e sviluppo economico, restituendo alla caccia il ruolo di presidio ambientale e culturale che da sempre le compete” continua il Movimento Amici della Caccia.
