Villa San Giovanni, l’amministrazione replica a Siclari: “la difficoltà di pagamento non deriva da una scelta gestionale”

Villa San Giovanni, l'amministrazione replica a Siclari: "la difficoltà di pagamento non deriva da una scelta gestionale, ma da vincoli strutturali imposti dal dissesto"

“In merito alla comunicazione del presidente della commissione bilancio dott. Daniele Siclari, si ritiene opportuno riportare il dibattito su un piano tecnico e oggettivo, perché i fatti richiamati dall’opposizione risultano non correttamente rappresentati. Innanzitutto, il debito fuori bilancio oggetto di riconoscimento per la spesa di energia non è pari a 600mila €, ma ammonta esclusivamente a € 77.636,88 oltre IVA (€ 93.097,94). Questi 77.636,88 € costituiscono la sola quota dei 600mila ingiunti non coperti dal bilancio (che si ricorda formato ed ereditato dalla precedente gestione)”, lo afferma in una nota il gruppo di maggioranza di Villa San Giovanni “Città in Movimento”. “I 600 mila indicati dall’opposizione si riferiscono all’atto di precetto con interessi, spese legali ed accessori, non sono il debito originario né quello oggetto di riconoscimento consiliare. Anche nel merito della spesa per energia elettrica si è fatta e ingenerata confusione: è una spesa obbligatoria e continuativa, che consente l’impegno automatico ed è registrata secondo il principio della ‘competenza finanziaria potenziata’. Non è una spesa discrezionale! Ed è proprio per questo che un conguaglio del 10% in più rispetto alla previsione di un bilancio ereditato appare per così dire fisiologico”, evidenzia la nota.

“Peraltro, il debito fuori bilancio (77.636,88 €) si è generato non per mancata programmazione, ma per incapienza del capitolo di bilancio, determinata nella di dissesto finanziario, in attesa dell’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato, con liquidità ridotta e anticipazione di tesoreria vincolata alle sole spese essenziali e non liberamente espandibile”, puntualizza la nota.

Le parole di Giordano

“Questo elemento – chiarisce l’assessore al bilancio Sergio Giordano – è dirimente: la difficoltà di pagamento non deriva da una scelta gestionale, ma da vincoli strutturali imposti dal dissesto, in ordine ai tempi di approvazione dei bilanci di previsione e consuntivi ed all’utilizzo contratto dell’anticipazione di tesoreria. Sulla corretta gestione contabile, è altrettanto importante evidenziare che il debito è stato tempestivamente rilevato e accantonato nel rendiconto 2022 alla voce ‘Fondo rischi contenzioso e passività potenziali’, che la minoranza ha dettagliatamente esaminato sia in sede di Commissione bilancio sia in consiglio comunale, ma evidentemente non lo ricorda! Sulla tempistica e sul dissesto, occorre ricordare che l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato è stata approvata il 27 luglio 2023; il bilancio di previsione e il rendiconto 2022 sono stati approvati nel 2024; ⁠la liquidità era fortemente compressa a causa del dissesto e si sono accumulati ritardi nei pagamenti. Da qui la maturazione degli interessi e l’attivazione del decreto ingiuntivo n. 443/2024 (cui è seguito precetto).
Non vi è stata alcuna omissione contabile; vi è stata una corretta applicazione dei principi di prudenza e competenza. Non si tratta, quindi, di un’anomalia gestionale ma di una conseguenza fisiologica della situazione di dissesto, aggravata dall’aumento dei costi energetici. La transazione non ha coperto alcuna irregolarità ed ha rappresentato – conclude l’assessore Giordano – una scelta di gestione finanziaria prudente, che ha consentito di ridurre il debito complessivo, di evitare ulteriori spese legali e interessi, di generare un risparmio stimato in oltre € 70.000”.

“Non siamo di fronte a una gestione superficiale”

“Non siamo di fronte a una gestione superficiale, anzi: il riconoscimento è un atto dovuto, tecnicamente corretto e pienamente coerente con il quadro normativo vigente. Il mancato riconoscimento avrebbe vanificato la transazione di imminente scadenza, con aggravio di costi di interessi transatti e ulteriori spese legali. Si voleva dimostrare che la maggioranza non ha i numeri? I numeri li ha e con quei numeri ha dimostrato di volere, come sempre, risolvere uno dei tanti problemi ereditati. Infine va ricordato che i debiti fuori bilancio sono per obbligo comunicati alla Corte dei Conti che procederà ad ogni valutazioni di merito“, conclude il gruppo consiliare.