“Nell’interesse della dott.ssa Antonella Ferrara e per espresso mandato ricevuto, si ritiene doveroso intervenire pubblicamente a tutela della predetta, della sua reputazione professionale e del lavoro svolto in oltre sedici anni alla guida di Taobuk, manifestazione che ha saputo affermarsi come una delle più rilevanti esperienze culturali italiane, acquisendo nel tempo riconoscimento e prestigio anche sul piano internazionale”. Lo afferma in una nota l’avvocato Antonio Fiumefreddo.
“Va innanzitutto premesso che la dott.ssa Ferrara, nel pieno rispetto del diritto di cronaca e con spirito di leale collaborazione, ha puntualmente riscontrato per iscritto tutte le domande formulate dalla redazione di Report, offrendo chiarimenti circostanziati e documentati sui temi oggetto dell’inchiesta, inclusi il quadro normativo dei contributi regionali destinati a Taobuk, la procedura pubblica relativa alle celebrazioni del settantesimo anniversario della Conferenza di Messina e Taormina, i profili di trasparenza dell’Associazione, l’ospitalità riconosciuta agli ospiti istituzionali e la natura del contributo ministeriale ottenuto mediante partecipazione a bando”.
“Nonostante ciò, e malgrado la redazione Report avesse ringraziato la dr.ssa Ferrara per “le risposte preziose”, nessuna di tali risposte è stata letta, riportata o anche solo sinteticamente rappresentata nel servizio trasmesso. Il pubblico, pertanto, è stato privato del necessario contraddittorio informativo, essenziale quando si affrontano vicende complesse. La dott.ssa Ferrara respinge, quindi, fermamente ogni insinuazione, rappresentazione allusiva o accusa generica che possa far dubitare della correttezza del proprio operato o della legittimità dell’attività svolta dall’Associazione Taormina Book Festival”.
“Le risposte già trasmesse alla redazione chiarivano, tra l’altro, che i contributi regionali destinati a Taobuk trovano fondamento in specifiche disposizioni legislative regionali a destinazione vincolata e che l’erogazione delle somme avviene attraverso la Fondazione Taormina Arte Sicilia, soggetta a controlli contabili e a rendicontazione. Chiarivano inoltre che, con riguardo alle celebrazioni del settantesimo anniversario della Conferenza di Messina e Taormina, l’Associazione ha partecipato a una procedura pubblica negoziata avviata dalla Fondazione sulla piattaforma Consip, dopo l’approvazione della norma finanziaria regionale”.
“Parimenti, era stato precisato che l’Associazione pubblica sul proprio sito i contributi pubblici percepiti e che le rendicontazioni sono consultabili nelle sedi e nelle forme previste dalla normativa vigente. Era stato altresì chiarito che l’ospitalità riservata nel 2024 al Ministro Gennaro Sangiuliano e all’Assessora Elvira Amata si inseriva nel trattamento normalmente assicurato agli ospiti della manifestazione mentre il contributo ministeriale ricevuto nel 2024 derivava dalla partecipazione al bando pubblico FUS/FNSV, con graduatoria pubblica che segue alla valutazione rimessa alle competenti commissioni consultive”.
“Il punto, tuttavia, non riguarda soltanto il merito delle contestazioni, ma anche il metodo seguito nella confezione del servizio. Fermo restando il rispetto per il ruolo e la funzione del giornalismo di inchiesta, non può considerarsi conforme ai canoni di correttezza dell’informazione un impianto narrativo costruito mediante volti oscurati, voci travisate che non riferiscono fatti ma suggestioni, accostamenti allusivi e accuse indeterminate, senza poi dare spazio alle risposte già rese dal soggetto direttamente interessato”.
“Un simile metodo finisce infatti per alterare la percezione dei fatti, sostituendo alla verifica il sospetto e al contraddittorio l’insinuazione, con conseguente lesione della dignità personale e professionale della dott.ssa Ferrara, che da anni svolge il proprio lavoro con risultati unanimemente riconosciuti. Per tali ragioni, la dott.ssa Ferrara smentisce con decisione la rappresentazione offerta dal servizio televisivo andato in onda su Report, nella parte in cui suggerisce, direttamente o indirettamente, opacità, favoritismi o irregolarità a suo carico o a carico dell’Associazione da lei presieduta, e rivendica il diritto che il dibattito pubblico si svolga sulla base di fatti completi, verificati e correttamente contestualizzati”.
“Si auspica, pertanto, che ogni eventuale futura ricostruzione della vicenda avvenga nel rispetto integrale dei principi di continenza, completezza e lealtà informativa, principi tanto più necessari quando si incide sulla reputazione di chi opera da anni nel campo della produzione culturale evitandosi di insistere in una condotta lesiva sia per la persona che per la reputazione internazionale acquisita da Taobuk in anni e anni di attività”.
