“San Prospero. Un ponte tra due comunità”, un momento che ha suggellato simbolicamente un legame storico e culturale tra territori. Un’unione con Reggio Emilia che ha avuto il suo sigillo al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria in occasione della presentazione del restauro del dipinto “La visione di San Prospero“, realizzato nel 1910 da Cirillo Manicardi e appartenente al Museo Diocesano di Reggio Calabria, è stata recuperata dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri, restituita alla Diocesi e recentemente restaurata grazie al sostegno del Gruppo Credem.
Si tratta di un dipinto di grande valore simbolico, non solo per il soggetto religioso che rappresenta, ma anche per il contesto storico in cui nacque: gli anni successivi al devastante terremoto del 1908, quando la comunità reggina cercava di ricostruire non solo edifici, ma anche identità, memoria e speranza. L’iniziativa, promossa in collaborazione con i Comuni di Reggio Calabria e Reggio Emilia, la Città Metropolitana, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, l’Archivio di Stato, il Museo Archeologico Nazionale e l’Associazione Italiana Musei Ecclesiastici, testimonia una sinergia istituzionale capace di valorizzare il patrimonio culturale come elemento di coesione.
“È una storia lunga e travagliata quella del dipinto – ha dichiarato il sindaco facente funzioni del comune di Reggio Calabria, Domenico Battaglia a margine dell’evento– ma oggi trova finalmente un lieto fine“. Alla cerimonia erano presenti numerose autorità civili e militari, insieme al direttore del Museo Archeologico Nazionale, Fabrizio Sudano, alla direttrice del Museo Diocesano, Lucia Lojacono e all’arcivescovo metropolita monsignor Fortunato Morrone.
“Questo percorso si conclude con un ritorno a casa, tra i tesori del Museo Diocesano – ha aggiunto Battaglia – portando con sé un messaggio essenziale, che è anche fondamento della vita cristiana: prendersi cura gli uni degli altri. È un valore che va oltre il significato religioso e diventa principio civile, guida per una città come la nostra che vuole riconoscersi nella solidarietà e nella responsabilità condivisa. La partecipazione del Comune di Reggio Calabria si inserisce, infatti, in una visione più ampia di città, che riconosce nella memoria condivisa e nel dialogo tra territori strumenti fondamentali per accrescere la consapevolezza collettiva e promuovere un’autentica educazione civica. In questo senso – ha concluso il sindaco – il recupero e la restituzione dell’opera non rappresentano soltanto un successo culturale, ma anche un segno concreto di collaborazione, identità e rinascita, capace di unire passato e presente in un’unica narrazione condivisa“.
