Il pieno sviluppo delle energie rinnovabili previsto dal Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec) potrebbe rappresentare una leva decisiva per il lavoro nel Mezzogiorno. Secondo uno studio realizzato da Svimez in collaborazione con A2A e presentato a Roma, entro il 2030 si potrebbero creare circa 73mila nuovi occupati nelle regioni meridionali, di cui ben 15mila giovani sotto i 35 anni. Un dato che evidenzia anche la possibilità di trattenere sul territorio competenze qualificate e laureati, grazie alla crescente domanda di profili tecnici e altamente specializzati. Per centrare gli obiettivi fissati dal piano energetico nazionale, sarà necessario aumentare in modo significativo la capacità installata da fonti rinnovabili nel Sud, con un incremento stimato in 27 gigawatt entro la fine del decennio, pari a circa la metà del fabbisogno complessivo italiano.
Il Mezzogiorno si conferma centrale nello sviluppo del settore
Nonostante un leggero ritardo accumulato finora, il Mezzogiorno si conferma centrale nello sviluppo del settore: l’88% delle richieste di connessione alla rete elettrica già in fase avanzata, per un totale di 71 gigawatt, riguarda proprio queste aree. Un segnale evidente del forte interesse e delle potenzialità ancora inespresse. Per realizzare gli impianti necessari serviranno investimenti complessivi superiori ai 62 miliardi di euro a livello nazionale.
