L’ex consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Nicolò è uscito definitivamente dal processo “Millennium” dove era accusato di scambio elettorale politico-mafioso per una presunta promessa di voti per le elezioni regionali del 2020. Lo ha deciso il gup di Reggio Calabria Andrea Iacovelli al termine dell’udienza preliminare conclusa con il “non luogo a procedere” nei confronti di Alessandro Nicolò per “bis in idem“. In sostanza il giudice ha rilevato che il reato di scambio elettorale politico-mafioso, contestato dalla Direzione distrettuale antimafia, è assorbito nel processo “Libro nero” dove l’ex consigliere regionale è ancora imputato con l’accusa di essere il referente politico della cosca Libri che intercettava consensi in cambio di utilità per la ‘ndrangheta.
Non potendo essere processato due volte per lo stesso reato, quindi, il giudice ha accolto la richiesta degli avvocati Corrado Politi e Renato Milasi e ha prosciolto Nicolò. Quest’ultimo, attraverso i suoi legali, ha fatto sapere che “non ha più intenzione di rientrare in politica“. Con la formula per non aver commesso il fatto, infine, il gup ha disposto il “non luogo a procedere” nei confronti degli imputati Claudio Colella di Sinopoli e Francesco Nicolò di Reggio Calabria. Sempre nell’ambito dell’operazione Millennium, il Tribunale della libertà nei giorni scorsi ha disposto la scarcerazione di Sebastiano Altomonte detto “Nuccio”, difeso dagli avvocati Francesco Calabrese e Alba Nucera. Lo stesso, accusato scambio elettorale, ha scelto il rito abbreviato e si trovava agli arresti domiciliari da maggio 2025 quando era scattato il blitz dei carabinieri.
