Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ha presentato il proprio Piano Strategico 2026–2028, uno strumento organico che definisce la visione, le priorità e le azioni del Museo nel medio periodo, con l’obiettivo di rafforzarne il posizionamento nel sistema museale nazionale e internazionale. Il Piano, frutto di un percorso partecipato e condiviso, propone un approccio integrato di indirizzo e coordinamento delle politiche culturali, organizzative e gestionali del MArRC nel prossimo triennio. Un’iniziativa significativa che permette al Museo – custode di un patrimonio unico al mondo, a partire dai Bronzi di Riace – di affermare il proprio ruolo di punto di riferimento internazionale per la storia e la civiltà della Magna Grecia. Il Piano punta a valorizzare questa identità, rendendola sempre più riconoscibile a livello nazionale e internazionale, attraverso mostre, ricerche scientifiche, collaborazioni e progetti europei.
Nato in una fase cruciale della vita dell’Istituzione museale – a circa due anni dall’insediamento del Direttore Fabrizio Sudano – il Piano Strategico risponde all’esigenza di dotare il Museo di una programmazione strutturata, capace di orientare in modo coerente e sistemico le scelte strategiche, evitando frammentazioni e discontinuità. Il documento integra le diverse progettualità in corso all’interno di una visione unitaria, ponendo le basi per uno sviluppo sostenibile, inclusivo e orientato all’innovazione.
Il piano strategico del Museo 2026-2028 | IL DOCUMENTO COMPLETO E INTEGRALE
“Il Piano Strategico 2026–2028 rappresenta per il Museo uno strumento fondamentale per programmare il futuro con consapevolezza e coerenza”, ha dichiarato Fabrizio Sudano, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. “Nasce dall’esigenza condivisa di superare interventi frammentari e costruire una visione unitaria, capace di integrare le diverse progettualità e valorizzare appieno il potenziale del MArRC. Si tratta di un percorso che mette al centro le persone, rafforzando l’identità del Museo e la sua capacità di dialogare con il territorio, con i pubblici e con le istituzioni, in una prospettiva sempre più aperta e plurale. Vogliamo rafforzare il ruolo del Museo come luogo di ricerca, dialogo e sviluppo, aperto alla comunità e proiettato in una dimensione nazionale e internazionale, in grado di affrontare con strumenti adeguati le sfide della digitalizzazione, dell’accessibilità e della sostenibilità”.
Gli obiettivi principali del piano
Tra gli obiettivi principali del Piano si evidenziano il consolidamento del ruolo del Museo come punto di riferimento per la storia e l’archeologia della Magna Grecia, il rafforzamento del legame con il territorio e con i diversi pubblici, lo sviluppo di un’offerta culturale innovativa e accessibile e il potenziamento della capacità di attrarre risorse economiche e progettuali.
Particolare attenzione è rivolta al miglioramento della qualità complessiva dell’esperienza museale, attraverso interventi coordinati su accessibilità fisica, cognitiva e digitale, sulla cura degli spazi e sulla programmazione culturale. In questa prospettiva, la tutela, la conservazione e la digitalizzazione delle collezioni rappresentano un presupposto strategico per una valorizzazione duratura del patrimonio.
Un percorso corale e fortemente condiviso ha visto impegnato un team di lavoro di alto profilo, guidato dal direttore Fabrizio Sudano, protagonista in prima persona delle fasi di analisi, ascolto e elaborazione strategica e arricchito dalla prefazione del Professore Massimo Osanna, Direttore Generale Musei del Ministero della Cultura. Il progetto ha coinvolto attivamente il personale del Museo, parte integrante di tutte le fasi di costruzione del Piano, ed è stato realizzato grazie al supporto operativo e progettuale di CoopCulture. Fondamentale il contributo della consulenza scientifica e metodologica del Professore Ludovico Solima dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, così come la progettazione grafica di Sintesi Studio e il coordinamento dell’Ufficio Stampa di Comin&Partners, a completamento di un lavoro sinergico e altamente qualificato.
Secondo i principi metodologici delineati nella premessa del Prof. Solima, il Piano prevede un approccio dinamico e partecipativo, con obiettivi integrati che mirano a rafforzare il posizionamento del Museo come hub culturale del Mediterraneo, promuovere l’accessibilità e l’inclusività, consolidare i legami con il territorio e i pubblici locali, sviluppare offerte culturali innovative e attrarre risorse economiche e progettuali.
Il Piano si configura inoltre come uno strumento dinamico, soggetto a monitoraggio e revisione periodica, in grado di adattarsi ai cambiamenti del contesto e di garantire coerenza tra visione, azioni e risultati. Centrale risulta anche il rafforzamento della governance e dei processi organizzativi, attraverso la valorizzazione delle competenze interne, il miglioramento dell’efficienza gestionale e lo sviluppo di reti di partenariato a livello nazionale e internazionale.
Il percorso di elaborazione del Piano è stato caratterizzato da un approccio partecipato, basato sull’ascolto e sul coinvolgimento attivo oltre che del personale del Museo, degli organi collegiali del Museo, degli stakeholder istituzionali, culturali, scientifici e sociali, in un processo di co-progettazione che ha consentito di individuare bisogni, priorità e potenzialità strategiche.
Il Piano si inserisce inoltre nel quadro delle richieste di crescente trasparenza, capacità progettuale e accountability provenienti dal Ministero della Cultura e dagli enti finanziatori, ponendo le basi per una gestione sempre più efficace, autorevole e orientata ai risultati.
Con questo documento il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria si propone come laboratorio di innovazione e piattaforma di dialogo tra ricerca e società, contribuendo attivamente allo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio e del Paese.
Il prof. Solima: “il piano del Museo è uno strumento fondamentale per orientarne lo sviluppo”
“Il Piano Strategico del MArRC è uno strumento fondamentale per orientarne lo sviluppo, chiarire le priorità e rafforzarne il ruolo culturale, scientifico e territoriale”, ha dichiarato il Prof. Ludovico Solima, ordinario di management all’Università Vanvitelli di Napoli che ha collaborato alla stesura del Piano. “Non si tratta di un adempimento formale, ma di un dispositivo di governo che consente al Museo di definire obiettivi chiari, valorizzare le proprie risorse e consolidare il rapporto con i pubblici, il territorio e gli stakeholder. Il Piano nasce da un percorso rigoroso, basato sull’analisi dei dati, sull’ascolto e sulla capacità di tradurre la progettazione in azioni concrete e sostenibili, valorizzando il patrimonio, la funzione pubblica del Museo e la sua proiezione nel contesto mediterraneo”.
Perché il bisogno di dotarsi di un Piano
L’elaborazione del Piano Strategico 2026–2028 del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria nasce dall’esigenza, maturata a seguito dell’insediamento della nuova Direzione e del percorso di autonomia dell’istituto, di dotarsi di uno strumento organico di programmazione a medio termine. Tale necessità si configura come risposta alla volontà di evitare scelte estemporanee o non coordinate, promuovendo invece un approccio fondato su strategie ponderate, decisioni consapevoli e una visione complessiva e integrata delle attività del Museo .
Il Piano si inserisce in una fase cruciale della vita dell’istituzione, caratterizzata da una crescente attenzione da parte del contesto pubblico e istituzionale verso la valorizzazione del patrimonio culturale, nonché da una domanda sociale di cultura sempre più articolata, inclusiva e trasversale. In tale scenario, il Museo è chiamato a rafforzare il proprio ruolo non solo come luogo di conservazione, ma anche come attore attivo nei processi di sviluppo territoriale, coesione sociale e innovazione culturale.
La pianificazione strategica consente inoltre di integrare le diverse progettualità in corso all’interno di un’unica visione coerente, evitando frammentazioni e discontinuità operative. Essa rappresenta anche uno strumento essenziale per rafforzare l’identità del Museo nel sistema museale nazionale e internazionale, consolidandone il ruolo di polo di riferimento per la Magna Grecia e piattaforma di dialogo interculturale nel Mediterraneo. Infine, il Piano risponde alle richieste di maggiore trasparenza, accountability e capacità progettuale provenienti dagli organismi istituzionali e dai soggetti finanziatori, ponendo le basi per una governance più solida, una programmazione efficace e una maggiore capacità di attrarre risorse pubbliche e private.
Obiettivi dal 2026–2028
Il Piano Strategico definisce un insieme articolato di obiettivi integrati, finalizzati a orientare lo sviluppo del Museo nel triennio di riferimento. In primo luogo, mira a consolidare il posizionamento dell’istituzione come hub culturale di riferimento nel Mediterraneo, rafforzando la riconoscibilità e la coerenza della sua identità a livello locale, nazionale e internazionale .
Un secondo obiettivo riguarda il miglioramento strutturale della relazione con i pubblici e con il territorio. Il Piano prevede infatti il rafforzamento del legame con la comunità locale e regionale, con particolare attenzione ai pubblici di prossimità, alle scuole e alle nuove generazioni, promuovendo forme di fruizione più partecipate e continuative. Parallelamente, si intende intercettare e fidelizzare flussi turistici nazionali e internazionali, contribuendo alla costruzione di un’offerta culturale integrata e di qualità.
Un ulteriore ambito di intervento concerne il miglioramento complessivo della qualità dell’offerta museale. Ciò si traduce in azioni coordinate sull’accessibilità fisica, cognitiva e digitale, sulla cura degli spazi, sulla programmazione culturale e sui servizi al pubblico. In tale prospettiva, la tutela, la conservazione e la digitalizzazione delle collezioni sono considerate elementi strategici per una valorizzazione sostenibile e duratura.
Il Piano si propone inoltre di rafforzare la capacità organizzativa e gestionale del Museo, valorizzando le competenze interne, migliorando i processi decisionali e favorendo l’integrazione tra le diverse aree funzionali. Contestualmente, si punta ad accrescere la capacità di attrarre risorse finanziarie e progettuali attraverso politiche di partenariato, fundraising e partecipazione a programmi nazionali ed europei. Infine, il Piano assume una funzione dinamica di governo, basata sul monitoraggio e sulla valutazione degli obiettivi attraverso indicatori misurabili, al fine di garantire coerenza tra visione strategica, azioni intraprese e risultati conseguiti nel tempo .
Punti di forza
Il Piano Strategico individua diversi elementi di forza che caratterizzano il Museo e ne sostengono il percorso di sviluppo. Tra questi, assume un ruolo centrale la qualità e l’unicità del patrimonio conservato, che rappresenta un punto di riferimento per la storia e l’archeologia della Magna Grecia. Un ulteriore punto di forza è rappresentato dalla capacità organizzativa, rafforzata attraverso la recente riorganizzazione interna, che ha migliorato l’efficienza dei processi e la distribuzione delle competenze. A ciò si aggiunge la valorizzazione del capitale umano, elemento fondamentale per il funzionamento e lo sviluppo dell’istituzione.
Rilevante è anche la crescente capacità di costruire reti e partenariati con soggetti pubblici e privati, che consente di ampliare le opportunità progettuali e di rafforzare il radicamento territoriale del Museo. In parallelo, si evidenzia la crescente attenzione all’innovazione, in particolare nei campi della digitalizzazione, dell’accessibilità e della sostenibilità. Infine, il Museo dimostra una significativa capacità di attrazione e di rinnovamento dell’offerta culturale, attraverso la realizzazione di mostre, eventi e iniziative che contribuiscono a diversificare il pubblico e a rafforzare il ruolo dell’istituzione come centro culturale dinamico e aperto alla società.
I principali dati
L’analisi del contesto e delle attività del Museo evidenzia un percorso articolato, caratterizzato da una fase recente di riorganizzazione e consolidamento. Nel biennio 2024–2025 è stata attuata una profonda riorganizzazione della struttura interna, con la definizione di macro-settori operativi e una chiara distribuzione delle competenze, accompagnata dalla digitalizzazione e semplificazione dei processi amministrativi. Parallelamente, il Museo ha rafforzato significativamente le relazioni esterne, consolidando accordi esistenti e attivandone di nuovi. In due anni sono stati realizzati circa 180 atti che hanno prodotto circa 110 accordi con istituzioni scolastiche, universitarie, associazioni culturali ed enti pubblici e privati, contribuendo allo sviluppo di attività didattiche, scientifiche e di valorizzazione.
Tra i principali interventi si segnalano progetti di rilevanza strategica quali il monitoraggio e la conservazione dei Bronzi di Riace, iniziative di efficientamento energetico e digitalizzazione finanziate con fondi PNRR, nonché interventi per l’abbattimento delle barriere fisiche e cognitive. Inoltre, è stata avviata una significativa attività di produzione culturale, con mostre temporanee, eventi e collaborazioni con istituzioni nazionali e internazionali. La crescita del Museo è stata accompagnata anche da un incremento della visibilità, grazie a interventi di rebranding, al rinnovamento dell’immagine coordinata e allo sviluppo di nuove strategie di comunicazione, che hanno rafforzato il posizionamento dell’istituzione nel panorama culturale.
L’internazionalizzazione
Il Piano evidenzia l’importanza crescente della dimensione internazionale, intesa sia come capacità di attrarre visitatori stranieri sia come sviluppo di reti di collaborazione e partenariato a livello globale. L’internazionalizzazione rappresenta uno degli assi strategici del Piano, che prevede il potenziamento dell’attrattività del Museo verso flussi turistici internazionali e la costruzione di relazioni con istituzioni culturali, enti di ricerca e partner esteri. In questa prospettiva, il Museo si propone di consolidare il proprio ruolo nel sistema culturale mediterraneo e di ampliare la propria proiezione internazionale attraverso iniziative culturali, mostre, progetti di ricerca e collaborazioni.
Il numero di visitatori
L’andamento delle presenze evidenzia un percorso di crescita interrotto dalla contrazione dovuta all’emergenza sanitaria e successivamente caratterizzato da una progressiva ripresa. Tra il 2016 e il 2019 si registra un incremento costante dei visitatori, passando da circa 210.000 a oltre 227.000 presenze annue. Nel 2020 si verifica un calo imputabile alle restrizioni legate alla pandemia. A partire dal 2021 si osserva una fase di recupero, che culmina nel 2023 con il superamento dei livelli pre-pandemici . Nel 2025 il Museo accoglie oltre 260.000 visitatori, dato che testimonia un ritorno significativo del pubblico e una rinnovata capacità attrattiva. La composizione dell’utenza evidenzia una prevalenza di visitatori paganti (circa 55%) rispetto a quelli gratuiti (45%), segnale di una maggiore valorizzazione economica dell’offerta culturale.

