Non una vignetta questa volta, ma una segnalazione vera e propria. La realtà supera la fantasia, è il caso di dirlo. L’Anonimo reggino ha segnalato alla redazione di StrettoWeb la presenza di un’enorme quantità di ‘bolognine’ che sembrerebbero provenienti dal Corso Garibaldi, riposte in via San Giuseppe. “Cordialissimo direttore di StrettoWeb, ieri, ho notato con dispiacere, il nostro Corso Garibaldi, giacere come macerie in un giardino. La colonna sonora apparsa ai miei occhi, è stata “Who Wants to Live Forever”.
“Non c’è tempo per noi/Non c’è spazio per noi. Cos’è questa cosa che costruisce i nostri sogni. Eppure ci scivola via? Chi vuole vivere per sempre? Chi vuole vivere per sempre? Non abbiamo possibilità (non abbiamo scelta). È già tutto deciso per noi…”, il noi, i cittadini… chi costruisce i sogni e ci obbliga a riviverli, la nostra amministrazione.
Dopo il catastrofico terremoto del 1908, la città fu ricostruita seguendo il Piano De Nava. In quel periodo (indicativamente tra gli anni ’10 e ’20 del Novecento), il Corso fu pavimentato con le cosiddette “bolognine” (o sanpietrini) in pietra lavica e i marciapiedi con le lastre di pietra di Macellari (una pietra calcarea locale grigio-azzurra)”, il messaggio del lettore.

