“Indegni”, “mercenari”, “vergognatevi”, “andate via”, “lasciateli soli”, “rimanete in silenzio”. Potremmo riempire un’intera pagina solo con l’elenco degli insulti di queste ore dei tifosi della Reggina. Che sono comprensibili, ovviamente, ma ci fanno riflettere. E anche arrabbiare. Fanno arrabbiare soprattutto perché, nel mucchio, c’è anche chi è sceso dal carro per prendere l’altro. Erano quelli che dicevano a noi di StrettoWeb, ma in generale a tutti i coraggiosi che da quel settembre 2023 avevano provato a far aprire gli occhi alla città, che saremmo saliti noi sul carro dei vincitori. Ma magari! Significava semplicemente che qualcosa era cambiato, era pronto a cambiare. Perché non si può di certo salire sul carro dei vincitori “di carta”, di una società che, con la complicità della politica, in caso di Serie C collezionerebbe soltanto figuracce.
Alla fine però, come dicevamo, sono stati loro a salire sull’altro carro. E oggi insultano. Insultano soprattutto i calciatori, non sia mai che qualche presa di responsabilità in più vada verso la gestione politica, quella societaria, i dirigenti, anche quelli attaccati alla poltrona. Perché poi è anche incoerente prendersela con Gravina, per il suo attaccamento alla poltrona, quando nel club c’è gente che fa lo stesso. E ora Gravina si è pure dimesso, quindi come la mettiamo?
Da anni StrettoWeb scrive che questa società si meriterebbe di essere lasciata sola. Non meriterebbe abbonamenti, biglietti, sponsor, presenze allo stadio. E invece no. La presenza c’è stata, a volte anche massiccia, e non ha fatto altro che alimentare le loro – inutili – speranze basate sul nulla. Come non dimenticare elogi, cori, sostegno incondizionato. Ma per cosa, esattamente? Oggi fa sorridere, dicevamo, ma anche arrabbiare, sentir dire che meriterebbero di essere lasciati soli. Ma come? Ma ora? Ma adesso? Ora è troppo facile, ora è come fare le smorfie aggressive al pitbull in gabbia, impossibilitato a uscire. Perché non lo avete fatto prima? Perché non lo avete fatto quando serviva, quando era necessario? E sì, era necessario per il bene della Reggina. Perché chi in questi anni ha mantenuto la schiena dritta, lo ha fatto perché alla Reggina vuole bene.
E allora sì, i primi a vergognarvi, i primi a nascondervi, dovreste essere voi, voi che avete avallato tutto questo, tra propaganda giornalistica, social, sostegno a prescindere al nulla cosmico. Vergognatevi per aver insultato chi la pensava diversamente. Vergognatevi per aver insultato chi vi raccontava l’unica verità. E poi nascondetevi, stavolta per un po’ di tempo. È da tre anni che ci scrivete “ci vediamo a maggio”, convinti di poter raggiungere chissà quale traguardo con questa società; è da tre anni che poi a maggio scomparite imbarazzati, per poi ricascarci l’anno dopo. Invece noi siamo sempre qui a ribadire le stesse verità. Di quante prese in giro avete ancora bisogno per aprire gli occhi?
