Che vergogna! La Reggina ci mette 70 minuti a battere l’ultima della classe, ormai retrocessa e rassegnata, dopo una partita inguardabile, ma l’attenzione della dirigenza si sposta tutte verso le squadre che si “scansano”. Ancora, di nuovo, altri nemici, altri alibi, dopo tutti quelli pubblicati la scorsa settimana su StrettoWeb. Una società non in grado di garantire l’obiettivo minimo dopo tre anni dovrebbe stare in silenzio e nascondersi. E invece parla. E accusa pure. Questa volta tocca al dirigente Antonio Cormaci, il quale si permette di far intendere come le vittorie di Nissa e Savoia siano state “facili”.
Una vergogna, dopo questi tre anni, per una società (fu) gloriosa come la Reggina, incapace di vincere la Serie D dopo tre anni, protagonista di un girone d’andata disastroso, di sconfitte clamorose come quelle contro Vigor Lamezia e Acireale, di pari altrettanto disastrosi come quelli contro Messina e Gela. Capace di fallire anche quest’anno, in un torneo mediocre, accusa gli altri.
“Dobbiamo essere tutti uniti e crederci fino al 3 maggio, forse anche oltre, per quello che si sta vedendo. Contestare e fischiare oggi no. Lo potranno fare dopo, se le cose andranno male, ma oggi non si fa, non si fischia, si resta uniti, perché ancora la speranza c’è, fino alla fine. Poi, permettetemi di dire, noi le partite le vinciamo meritatamente, perché da noi si giocano partite alla morte, in altri campi invece non si può dire. Si vedono formazioni rimaneggiate e altre cose”. Sono queste le parole di Antonio Cormaci a Radio Febea al termine della gara.
Dichiarazioni che, ammesso e non concesso che il dirigente possa avere ragione, mortificano. In questa categoria, per la Reggina, le partite e i campionati si dovrebbero vincere in infradito, altro che arbitri e squadre che si scansano. E se anche oggi Nissa e Savoia vincono “così”, è perché è stato la Reggina a permetterglielo. La Reggina e nessun’altra. Ancora una volta, la strada del silenzio e della vergogna viene rimpiazzata da quella delle affermazioni ridicole.
Tra l’altro, suona altrettanto assurdo il “richiamo” alla Curva. Cormaci ha richiamato la Curva perché, udite udite, si è permessa di fischiare. “Cattivona”. La piazza ha permesso di tutto, in questi tre anni, e se ora decide di fischiare, dopo questo scempio, viene anche invitata a non farlo. Corea del Nord, sei tu? Per non dimenticare il film già visto l’anno scorso: si parla di “situazioni extracampo”, di “cose che si stanno vedendo”. Il club continuerà a imbonire la tifoseria, come fatto in questi tre anni, anche dopo la fine del torneo: inutili playoff, inutili speranze di ripescaggio, inutili situazioni a cui abboccheranno, come sempre, gli allocchi. Ma dopo tre anni non provate ancora vergogna?
