Peter Magyar, leader del partito Tisza, dopo aver vinto le elezioni parlamentari di ieri battendo l’ex compagno di partito Orban, in un’intervista al giornale Népszava ha affermato che il suo governo proseguirà a dialogare con la Russia, anche se non in toni così amichevoli come il suo predecessore. “Nessuno in Ungheria vuole un governo filo-ucraino, tutti vogliono un governo filo-ungherese”, ha affermato Magyar, aggiungendo che bisognerà inevitabilmente proseguire le relazioni con Mosca, sedendosi a un tavolo con il presidente russo. “Le posizioni geografiche della Russia e dell’Ungheria non cambieranno. Anche la nostra dipendenza energetica rimarrà tale ancora per un po’. La diversificazione deve essere rafforzata, ma questo non accadrà dall’oggi al domani”.
Budapest dipende fortemente dell’oleodotto russo “Druzhba”, che dalla Russia, transitando dall’Ucraina, rifornisce Ungheria e Slovacchia. Questa infrastruttura è tutt’ora bloccato da Zelensky e per questa ragione Orban aveva bloccato il prestito di Bruxelles di 90 miliardi di euro all’Ucraina, fondi di vitale importanza per proseguire il conflitto ed il funzionamento del Paese.
