“Onda orange” a Reggio Calabria, ma hanno frainteso. La satira del reggino: “è biotecnologia, ce la invidiano tutti”

Una moltiplicazione di reti arancioni in tutta Reggio Calabria: non è la "Onda Orange" di Massimo Canale, ma una serie di piccole aree in cui si dovrebbe intervenire. E l'Anonimo reggino ci scherza su denunciando il problema

Siamo sicuri che Massimo Canale, quando ha inteso chiamare il suo movimento politico “Onda Orange”, non intendesse questo. Ma forse è stato frainteso. Perchè nell’ultimo anno a Reggio Calabria si sono moltiplicate le reti arancioni che delimitano buche e lavori in corso. E, un’altra cosa di cui siamo sicuri, vista l’attenzione e l’impegno mostrato verso la città, nonchè la ben nota serietà, un’amministrazione con Massimo Canale, tutto ciò, non lo avrebbe permesso.

Ironia a parte, la situazione è seria, la città è un immenso cantiere, fatto di tante piccole aree in cui si dovrebbe intervenire e non si interviene, o si aspettano tempi biblici. Ai cittadini non resta che prenderla con ironia. L’Anonimo reggino, cittadino che si fa portavoce del pensiero di tanti concittadini, denunciando i problemi della città, ha segnalato, con la sua solita ironia, il problema alla redazione di StrettoWeb.

Cari lettori, tenetevi forte: la “Rivoluzione Arancione” continua. I luminari dell’amministrazione comunale, già famosi per l’innovativo protocollo dei “paletti agopuntura”, hanno appena varato una nuova frontiera della bio-ingegneria: la fotosintesi artificiale da cantiere. L’obiettivo? Curare le radici degli alberi del lungomare con una velocità tale da far sembrare la crescita della flora un miracolo divino. I primi test tra via Nava, Santa Caterina e via Mattia Preti.

Ma non finisce qui. Pare che “Ecologia Oggi”, in un impeto di visionario ecologismo, voglia trasformare le reti arancioni in cestini hi tech. Addio buste di plastica: il rifiuto viene “abbracciato” direttamente dalla rete, svuotato con tecniche segretissime e riposizionato, il tutto in un ciclo infinito che farebbe invidia all’economia circolare svedese. Il brevetto è ovviamente blindato: il mondo intero muore dalla voglia di copiarci questo gioiello tecnologico.

Fonti interne a Palazzo San Giorgio sussurrano che, dopo il successo sugli alberi, si passerà alla sperimentazione umana. L’idea è quella di impacchettare l’intero edificio nel PVC arancione per rigenerare i neuroni di chi lo abita. Persino in casa Reggina il clima è di euforia: il Presidente e i dirigenti sarebbero già pronti a farsi arrotolare preventivamente, sperando che la rete, oltre alla clorofilla, porti anche qualche punto in classifica“, il messaggio allegato alla segnalazione.