L’Iran annuncia la nuova chiusura dello Stretto di Hormuz in risposta al blocco imposto dagli Stati Uniti, riaccendendo la tensione nell’area strategica per il traffico energetico globale. Questo è avvenuto mentre diverse navi avevano iniziato a transitare attraverso la rotta marittima, in quello che sembrava un “primo grande movimento” di navi da inizio guerra. La riapertura dura il tempo di un amen, neanche un giorno, considerando l’annuncio di ieri dopo la tregua di dieci giorni in Libano. Intanto almeno due navi mercantili hanno dichiarato di essere state colpite da colpi d’arma da fuoco mentre tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito da tre fonti della sicurezza marittima e del settore navale a Reuters come riportato sul sito.
L’Iran non ha per ora acconsentito a tenere un nuovo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti, il primo dei quali si è tenuto a Islamabad la scorsa settimana, “a causa dell’annuncio del presidente Donald Trump sul blocco marittimo statunitense e delle richieste eccessive avanzate dagli americani, sia durante i recenti colloqui che nei loro messaggi all’Iran”, ha dichiarato sabato l’agenzia Tasnim, affiliata alla Guardia Rivoluzionaria, citando “le rispettive organizzazioni”.
Inoltre, l’agenzia per l’aviazione civile iraniana ha annunciato la riapertura parziale dello spazio aereo del Paese. L’Organizzazione statale per l’aviazione civile ha aggiunto nel proprio comunicato che la ripresa dei voli è stata discussa in seno a un comitato di coordinamento e che questa mattina i voli sono stati ripristinati in alcuni aeroporti del Paese. “Lo spazio aereo nell’Iran orientale è stato riaperto ai voli internazionali. Gli altri aeroporti saranno riaperti gradualmente, in base alla prontezza tecnica e operativa dei settori militari e non militari”, ha aggiunto, secondo quanto riportato dall’Irna.
