Monitoraggio ornitologico al Lago Cecita: la Sila al centro delle rotte migratorie

Il progetto U.MI.C. del GLC Sila osserva per 60 giorni le specie migratorie in una delle aree umide più importanti dell’Appennino calabro, cuore della Rete Natura 2000

Il GLC (Gruppo Locale di Conservazione) 121 Sila, dal 20 marzo scorso sta effettuando una puntuale attività di monitoraggio ornitologico che dovrebbe concludersi il 20 maggio prossimo. Per ben 2 mesi il lago Cecita e le aree umide immediatamente adiacenti, saranno oggetto di osservazioni e di monitoraggio soprattutto delle specie ornitiche migratorie. Il progetto si chiama U.MI.C. (Uccelli Migratori del lago Cecita) e rappresenta un unicum per il monitoraggio ornitologico degli uccelli migratori in un’area umida della Sila, tenuto conto che durerà almeno 60 giorni con attività a cadenza quasi giornaliera.

Il GLC Sila, anche grazie a degli studi effettuati in questi anni nell’area, ritiene che il lago Cecita sia l’area umida più importante della Sila, sicuramente tra le più interessanti dell’intero Appennino calabro. Il lago Cecita (assieme al lago Ariamacina), sono gli unici due laghi della Sila che ricadono pienamente all’interno della ZPS (Zona di Protezione Speciale) della “Sila Grande” – IT IT9310301.

Le ZPS sono aree particolari poste lungo le rotte di migrazione dell’avifauna selvatica, finalizzate al mantenimento ed alla sistemazione di idonei habitat per la conservazione e gestione delle popolazioni di uccelli selvatici migratori. Le ZPS sono state individuate dagli stati membri dell’Unione Europea ai sensi della Direttiva 79/409/CEE nota come “Direttiva Uccelli”, assieme alle ZSC (Zone Speciali di Conservazione), costituiscono la Rete Natura 2000, il principale strumento della politica dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità nel continente.

La ZPS della “Sila Grande” è sovrapposta alla IBA (Important Bird and Biodiversity Area) n.148. Le IBA sono aree importanti per gli uccelli, ideate e individuate in tutto il mondo dal network internazionale Birdlife International (Lipu in Italia). Le IBA, sono aree che rivestono un ruolo determinante per la protezione e la conservazione degli uccelli e dei loro habitat. La loro individuazione avviene attraverso l’applicazione di criteri ornitologici quantitativi, basati sulle dimensioni e sulla tendenza delle popolazioni di uccelli; questi criteri scientifici oggettivi assicurano che i siti individuati come IBA creino una rete coerente di siti importanti per la conservazione internazionale delle popolazioni di uccelli. Queste aree rappresentano l’inventario per il reperimento e la identificazione di ZPS (Zone di Protezione Speciale) ai sensi delle Direttive comunitarie su Rete Natura 2000.

Nella corrente stagione primaverile 2026, sono state già osservate numerose specie, molte delle quali d’interesse comunitario e conservazionistico, alcune minacciate a livello globale. Tra tante specie, si citano: Cicogna nera, Falco pescatore, Mignattino piombato, Airone rosso, Airone bianco, Sterna zampenere, Moretta tabaccata, Cavaliere d’Italia, Combattente, Falco di palude, Garzetta, Nibbio bruno, Nibbio reale, Nitticora, Piro piro boschereccio, Volpoca. Diversi i passeriformi sulle rive dell’area umida, Calandro, Averla capirossa, Monachella ed altre.