Sembra la trama di un film ma è la realtà. Un’operazione studiata a tavolino, in poche ore, una trama perfetta, ma nulla di recitato. Nessun copione, ma buona la prima. Per forza: nessuna seconda possibilità, zero margine d’errore, rischio enorme. Gli USA hanno portato a termine una missione di Combat Search and Rescue (CSAR) spettacolare e rischiosa che ha portato al recupero dei due membri dell’equipaggio di un caccia F-15E Strike Eagle, abbattuto nei cieli dell’Iran sud-occidentale.
L’aereo era stato colpito da fuoco nemico nella notte tra giovedì e venerdì, cadendo in territorio iraniano. Pilota e ufficiale addetto ai sistemi d’arma sono stati costretti a un’eiezione d’emergenza prima che il velivolo si frantumasse all’impatto con il suolo. Guardie della Rivoluzione paramilitari del Basij erano pronti a catturare i due militari che sarebbero diventati un asset importante nelle mani nemiche in sede di contrattazione.
La strategia dei militari USA fra le montagne
I due militari si sono separati per aumentare le probabilità di sopravvivenza. Il primo è stato recuperato velocemente, in un’operazione fulminea tenuta inizialmente segreta per non compromettere la seconda, ben più complessa. Il secondo militare, un Colonnello di altro profilo, è rimasto isolato fra le montagne dell’Iran, mettendo in atto quanto appreso durante l’addestramento SERE (Sopravvivenza, Evasione, Resistenza e Fuga).
Dopo essersi allontanato a piedi dal luogo dell’impatto, il Colonnello ha scalato una creata elevata per ottenere una posizione di vantaggio tattico e per controllare visivamente il campo sottostante. Nascosto fra le rocce dalle pattuglie iraniane che gli davano la caccia, ha attivato un localizzatore con un segnale d’emergenza che ha permesso al comando centrale americano di monitorare la sua posizione h24.
L’operazione di salvataggio
A quel punto, la missione è entrata nel vivo. Le unità di terra USA si sono infiltrate in territorio nemico in maniera rapida e precisa, con un’efficacia brutale. Non solo hanno ingaggiato i militari nemici che stavano cercando il Colonnello, infliggendo perdite pesanti a Guardie della Rivoluzione e Basij, ma hanno anche individuato e tratto in salvo il Colonnello grazie all’intervento dei Pararescuemen dell’Aeronautica (PJ) e ad altre unità d’élite delle Operazioni Speciali.
Due elicotteri di soccorso sono stati colpiti, con membri dell’equipaggio feriti, ma sono riusciti a portare comunque a termine la missione lasciando lo spazio aereo iraniano. Fondamentale la copertura degli A-10 Warthog, i “cacciatori di carri”, che hanno fornito copertura aerea ravvicinata e costante. Un A-10 si è schiantato a causa di un problema tecnico ma il pilota è stato recuperato sano e salvo.
Rimasti bloccati a terra per guasti meccanici due aerei da trasporto C-130 che sono stati distrutti dagli americani stessi per evitare che apparecchiature sensibili e tecnologie criptate cadessero nelle mani nemiche. Le uniche perdite della missione riguardano hardware, i due membri dell’equipaggio sono stati portati a casa, sani e salvi, dal territorio nemico.
L’elogio del presidente Trump: “miracolo di Pasqua”
Il presidente Donald Trump ha definito il salvataggio del pilota disperso in Iran un “miracolo di Pasqua”. “Un’operazione di salvataggio del genere non è mai avvenuta prima in un territorio nemico così violento – ha detto il presidente in un messaggio a Nbc News – Di solito non si fa perché è considerata impossibile. Un esercito straordinario, come nessun altro“.
“Il nemico era numeroso e violento. I soccorritori sono stati brillanti, forti, decisivi e freddi come pochi sanno essere – ha detto Trump – Gli iraniani pensavano di averlo, ma non ci sono neanche andati vicino e, ricordate, ne abbiamo recuperati due, ma non potevamo parlare del primo perché avrebbe rivelato che ce n’era un secondo“.
Il presidente Trump ha elogiato su Truth Social la “dimostrazione incredibile di coraggio e talento” da parte delle forze armate, nell’operazione di salvataggio dei due piloti dispersi nelle montagne iraniane dopo l’abbattimento del loro caccia F-15.
“Abbiamo tratto in salvo, dalle profondità delle montagne iraniane, un membro dell’equipaggio/ufficiale dell’F-15 gravemente ferito e davvero coraggioso. L’esercito iraniano lo stava cercando con grande impegno, schierando ingenti forze, e si stava avvicinando. Si tratta di un colonnello molto rispettato – ha scritto il presidente – Questo tipo di operazione viene intrapresa raramente a causa del pericolo per ‘uomini e mezzi’“.
