Blitz antimafia a Messina: sequestro di 2 milioni ad impresa edile

Il sequestro ha riguardato il compendio aziendale dell’impresa, operante nel settore della costruzione di edifici, il cui valore è stato stimato in circa 2 milioni di euro

Nella giornata odierna personale della Direzione Investigativa Antimafia di Messina, con la collaborazione dei Carabinieri della Compagnia di Barcellona P.G. e il coordinamento della Procura della Repubblica D.D.A. di Messina, sta procedendo all’esecuzione di un decreto di sequestro, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale peloritano, nei confronti di un’impresa edile ritenuta indirettamente ricadente nella disponibilità di un soggetto condannato in via definitiva per estorsione aggravata dal metodo mafioso (riconducibile alla famiglia barcellonese) nell’ambito del procedimento penale Gotha 7.

Provvedimento

Il provvedimento ablativo è scaturito da una proposta del Procuratore Distrettuale della Repubblica di Messina, all’esito di complesse indagini economico finanziarie condotte dalla D.I.A. e delle risultanze investigative dell’Arma dei Carabinieri. Da tali attività è emerso che il predetto pregiudicato avesse delle significative cointeressenze economiche nella società in questione, rivestendo la qualifica di socio occulto. Egli, sostanzialmente, in completo accordo e comunanza di interessi con l’amministratore, attraverso la creazione dell’impresa, da ritenersi mafiosa, ha contribuito al consolidamento economico di quella realtà imprenditoriale.

Sequestro

Sulla base di quanto precede il Tribunale ha ritenuto che l’impresa sia frutto di attività illecite (in particolare estorsive) o che, comunque, ne costituisca il reimpiego. Il sequestro ha riguardato il compendio aziendale dell’impresa, operante nel settore della costruzione di edifici, il cui valore è stato stimato in circa 2 milioni di euro. Quanto sopra ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito, precisando che il provvedimento di sequestro adottato può essere modificato o revocato attraverso il ricorso agli ordinari mezzi di impugnazione e che tali successivi gradi di giudizio, nel contraddittorio tra accusa e difesa davanti al giudice terzo e imparziale, possono anche concludersi con l’esclusione di qualsiasi responsabilità e la restituzione dei beni agli aventi diritto.