Le elezioni di Reggio Calabria e la riflessione di un cittadino tra composizione delle liste e civismo

Il cittadino Pino De Felice riflette sul ruolo dei comitati di quartiere e la politica locale

In vista delle prossime elezioni comunali e circoscrizionali, Pino De Felice, cittadino e attivo sostenitore dei comitati di quartiere, esprime una riflessione critica sulle modalità con cui vengono costruite le liste elettorali e sulla crescente disaffezione verso la politica tradizionale. “Sono (quasi) certo che questa mia nota, difficilmente, sarà pubblicata. Dico subito che, pur essendo una semplice riflessione, da cittadino, sulle prossime elezioni comunali e circoscrizionali di Reggio Calabria. Penso, senza voler alimentare polemiche e tanto meno possibili strumentalizzazioni, che tanti cittadini, si pongono dei pensieri, rispetto al metodo, ma anche ’, al merito di come si costruiscono le varie liste che concorrono alle varie elezioni”.

De Felice prosegue, osservando come la politica, purtroppo, sembri sempre più distante dalla vita quotidiana dei cittadini: “Vedo sempre che ci si ritrova in un sistema ancorato a vecchie e sicuramente, per grandi linee, superato dalla realtà di partiti che hanno una presenza impalpabile, senza intaccare la vita quotidiana delle comunità, ed invece si ritrovano (come per incanto) sempre pronti a decidere la rappresentanza che poi regola le scelte verso la popolazione”. L’autore individua due aspetti principali che meritano una riflessione approfondita. Il primo riguarda il cosiddetto “diritto di discendenza”, che in politica può assumere un aspetto negativo, seppur legittimo: “nella politica, pur essendo lecita questa operazione, diventa un vero e proprio ritorno, quanto meno, al Medioevo”.

Il secondo aspetto, che richiede maggiore attenzione e riflessione, riguarda la necessità di un “civismo” chiaro e trasparente, capace di incidere positivamente sulle scelte politiche e sul comportamento dei cittadini. De Felice cita l’importanza di promuovere la partecipazione e l’inclusione sociale, come un modo per contrastare la disaffezione verso il voto e riscoprire l’essenza dell’umanità: “penso che richiede maggiore attenzione e varie analisi troppo estesi da poter esprimere in questo scritto. Per questo voglio citare anche il pur lodevole tentativo di collocazione del ‘civismo’ perché ritengo che un suo limpido e trasparente applicazione, nell’ambito della vita sociale, politica, culturale ma anche incidere verso un carattere comportamentale (diritti e doveri dei cittadini) nel supremo interesse del -bene comune- per riscoprire la stessa essenza dell’umanità”.

Infine, Pino De Felice si rivolge ai candidati, chiedendo un impegno concreto e reale, al di là della solita retorica elettorale: “a questo proposito mi piacerebbe dai candidati avere qualche riscontro, uscendo dalla solita retorica del momento delle elezioni, fatto salvo ricordarsi alla prossima scadenza elettorale”. La sua riflessione si conclude con una citazione dal presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln: “La politica deve essere finalizzata ‘del popolo – per il popolo – con il popolo’”. De Felice, insieme ai comitati di quartiere, continua a lavorare per garantire una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita politica della città, sperando che la “ingenua utopia” del civismo possa trasformarsi in realtà concreta.