Dai “calci in culo” alle “situazioni burlesque”, dagli arbitri alle squadre che si “scansano” e ai video “cringe”, oggi – in fatto di dichiarazioni – in casa Reggina è andata anche peggio. E siamo veramente stupiti di come si riesca a fare sempre peggio, di come si riesca a superare – in termini di assurdità – le già ridicole affermazioni precedenti. Dopo la vittoria contro il Paternò, ci avevano già fatto saltare dalla sedia le parole del dirigente Antonio Cormaci: “da noi si gioca alla morte, in altri campi no”, alludendo a vittorie poco chiare di Nissa e Savoia. Roba che in Serie D, ammesso che sia vero, la Reggina non dovrebbe neanche pronunciare. Non pensare, pronunciare.
Il DG Giuseppe Praticò, però, ci ha messo il carico, riuscendo a fare ancora peggio e andando a ricamare ancor di più sulle parole sempre di Cormaci, che aveva parlato di “situazioni extracampo” da monitorare. A quali situazioni extracampo si riferiva? Semplice, a quelle riguardanti il Messina, nell’occhio del ciclone per due esposti separati presentati in questi giorni: uno da un ex calciatore, l’altro da Acireale e Sancataldese in Lega, per un altro calciatore, attualmente in rosa.
La Reggina pensa di poter ricavare qualcosa da questa vicenda, tornando a lucrare sulle disgrazie altrui come successo già in questi tre anni, come successo già alla fine di ogni stagione, in fase di ripescaggio. “Sono venute fuori tante situazioni anomale che sono attenzionate. Possiamo solo prendere atto, monitorare e seguire le evoluzioni delle indagini. La Procura sta vagliando le le situazioni relative ad alcune partite anomale e poi l’esposto di Sancataldese e Acireale nei confronti del Messina. Quelle del primo filone si stanno concludendo, quelle del secondo sono appena iniziate. Ci sarebbero le firme di un soggetto inibito sui tesseramenti di alcuni calciatori, ma io non ho visto i documenti. Però va garantita la legalità e la trasparenza, quando si sbaglia bisogna pagare il conto” ha detto Praticò a Radio Febea.
E’ vergognoso solo pensarlo, figurarsi dirlo pubblicamente. Figurarsi, ancor di più, valutare di intervenire anche in maniera diretta. Eppure non è da escludere, considerando che pure Torrisi si è sbilanciato dicendo: “vediamo come la società potrà incidere”. Ma che significa? E‘ vergognoso! E’ vergognoso, per la Reggina, in Serie D, pensare di poter lucrare sulle disgrazie altrui per trarre vantaggio dopo che sul campo, per tre anni consecutivi, ha raccolto solo umiliazioni e figuracce. E’ vergognoso prendere in giro ancora così i tifosi, è un insulto alla loro intelligenza. Tifosi che ora non hanno neanche più il diritto di protestare, dal momento che oggi sono stati persino richiamati da Cormaci dopo i fischi, come se ora fosse anche impedita la critica.
E’ tutto paradossale, tutto assurdo, tutto sempre più ridicolo. La peggiore stagione della peggiore Reggina di sempre, composta dai peggiori dirigenti e scelta dalla peggiore politica di sempre, si trova a giocare con le parole, sfruttando i megafoni della stampa per propagandare messaggi fuorvianti e totalmente fuori dalla realtà. La Reggina lucra perché è convinta – nessuno si sbilancia, ma è chiaro sia così – di poter trarre qualche vantaggio dalla vicenda Messina, nella speranza che la possano escludere, che possano togliere i punti alle squadre che ne hanno conquistati contro di lei e che quindi possa scavalcare le squadre che la precedono in classifica.
E tra l’altro è tutto falso, perché non esistono casi di squadre escluse per situazioni di questo tipo, che tra l’altro si vanno a intrecciare con fatti riguardanti la vecchia proprietà, prima del fallimento. E’ vergognoso, ancora, alimentare speranze che non esistono solo per mascherare le proprie inefficienze e prendere in giro i soliti allocchi. Che, come al solito, ci credono. Che vergogna, che disgusto, che schifo!
