L’Italia è fuori dal Mondiale, per la terza volta consecutiva. C’è qualcuno che ancora non l’ha metabolizzata e, notizie del genere, potrebbero alimentarne la speranza o la sofferenza. Punti di vista. Succede spesso, dopo il mancato obiettivo, di leggere fantasiosi scenari su possibili ripescaggi che poi, puntualmente, mai si verificano. Succede meno spesso, invece, che ci sia il serio rischio di esclusione di una squadra a causa di una guerra in corso e che una candidata a sostituirla lamenti, preventivamente, un favoritismo proprio legato all’Italia. Ed è qui che la fiammella della speranza prende vita…
L’Iran andrà ai Mondiali nonostante la guerra in corso?
La posizione dell’Iran è decisamente in bilico. Le autorità sportive di Teheran, a causa della guerra in corso, hanno più volte dichiarato le difficoltà presenti nel giocare il Mondiale 2026 negli USA (Paese ospitante con Messico e Canada), responsabili degli attacchi che hanno ucciso il loro leader supremo, Ali Khamenei. L’Iran ha chiesto anche di giocare le sue gare in Messico e, seppur Infantino abbia dichiarato che gli iraniani ci saranno e si giocherà regolarmente, il possibile aggravarsi del conflitto rende lo scenario altamente instabile.
Le lamentele dell’Iraq sul ripescaggio
In ogni caso, il criterio dell’eventuale ripescaggio in caso di esclusione dell’Iran, dà la priorità a una squadra asiatica. Eppure, proprio una delle squadre che erano in corsa per il Mondiale, l’Iraq, ha tirato in ballo l’Italia parlando di presunti favoritismi nei confronti degli azzurri che, per una questione di ranking (la migliore non qualificata), blasone, importanza e perchè no, anche legami politici con gli USA di Trump, avrebbero una corsia preferenziale.
René Meulensteen, vice allenatore dell’Iraq, ha dichiarato a TalkSPORT: “ci sono diverse voci secondo cui la Fifa potrebbe far subentrare all’Iran la squadra meglio classificata nel ranking, ovvero l’Italia. Potete immaginare chi preferirebbero avere ai Mondiali“.
Le dichiarazioni irachene risalgono a prima dei Playoff, poi vinti dall’Iraq, qualificatosi al Mondiale a discapito della Bolivia. In questo caso, in pole position per il ripescaggio ci sarebbero gli Emirati Arabi. Ma cosa ha spinto Meulensteen, ancor prima di giocare la partita decisiva, a parlare di favoritismi verso l’Italia, quando anch’essa doveva affrontare sia l’Irlanda che la Bosnia?
L’articolo 6.7 del regolamento relativo all’esclusione di una squadra dai Mondiali, spiega che seppur il criterio sia quello di sostituire una squadra con un’altra della stessa federazione (in questo caso asiatica), la FIFA può scegliere “a propria esclusiva discrezione“. Le speranze sono ridotte al lumicino: ma, questa volta, sono alimentate da chi al Mondiale dovrebbe andarci e ha paura di restare fuori.
