“È la terza volta che siamo costretti a intervenire per chiarire un punto semplice: il dibattito sull’impianto di Mili sta andando avanti su un presupposto sbagliato. E quando il presupposto è sbagliato, tutto il resto diventa inevitabilmente propaganda”, così in una nota il coordinatore cittadino di Sud chiama Nord, Nino Carreri. “Si continua ad alimentare un racconto distorto, fatto di allarmismi e forzature, che non ha nulla a che vedere con la realtà degli atti. L’impianto ha seguito un iter autorizzativo completo, ha ottenuto tutti i pareri necessari ed è stato ritenuto compatibile dagli organi competenti, fino al cofinanziamento da parte della Regione Siciliana. Questi sono fatti, non opinioni”, prosegue.
“Il TAR ha già respinto il ricorso presentato contro il progetto, confermando la correttezza dell’iter”
“Eppure si insiste nel descriverlo come una minaccia, nel parlare di emergenze inesistenti, nel creare preoccupazione tra i cittadini. Non è più confronto politico: è un’esasperazione deliberata dei toni. Anche sul piano giuridico la situazione è chiara. Il TAR ha già respinto il ricorso presentato contro il progetto, confermando la correttezza dell’iter. Non ci sono scorciatoie, né colpi di mano: c’è un percorso amministrativo lineare che qualcuno continua a ignorare”, sottolinea ancora. “Quello che colpisce è l’ostinazione nel portare avanti una battaglia costruita su argomenti che, volta dopo volta, vengono smentiti dai fatti. A questo punto è lecito chiedersi se l’obiettivo sia davvero tutelare il territorio o semplicemente alimentare uno scontro politico permanente. Sud chiama Nord non si presta a questo gioco. Continueremo a ribadire, con fermezza, che le infrastrutture si giudicano sui dati, sui progetti e sulle autorizzazioni, non sulle suggestioni. Messina ha bisogno di serietà, non di campagne costruite sull’esagerazione”, conclude Carreri.
